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Se la Rete s’indigna per gli ottimi senatori a vita…

ElenaCattaneoVengono nominate senatori a vita quattro straordinarie persone che, secondo il dettato costituzionale (Art. 59), hanno «illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Claudio Abbado, Elena Cattaneo (foto), Renzo Piano e Carlo Rubbia sono i primi senatori a vita degni di questo nome da 30 anni a questa parte. Infatti, con l’eccezione di Mario Luzi e Rita Levi Montalcini, Napolitano, Ciampi e soprattutto Cossiga (Scalfaro s’astenne) hanno imposto una genia di politici e industriali (da Andreotti ad Agnelli a Colombo, Pininfarina e Monti) che forzavano il dettato costituzionale, rientrando per i capelli nel “sociale”. Bisogna tornare a Sandro Pertini per trovare Eduardo De Filippo o Norberto Bobbio. Non per caso la Costituzione non parla di “meriti politici ed economici” ma la ripetuta scelta di politici e industriali per presunti meriti sociali ha ben rappresentato la temperie neoliberale ed il connubio tra politica ed economia che ha relegato in questi anni le arti e le scienze in secondo piano.
Dunque, per qualità delle persone nominate e soprattutto per il significato che se ne può dare, sono nomine ineccepibili, da applaudire, e che elevano grandemente la qualità umana della Camera alta, dove purtroppo siedono personaggi di infima qualità umana, a partire dal condannato per il reato infame di frode fiscale (un attentato sistematico alla nostra convivenza civile che viene costantemente rappresentato come banale) Silvio Berlusconi.
Purtroppo alla notizia i peggiori bar di Caracas (caffé Facebook e bar Twitter, ma anche le bacheche dove si commenta la notizia) si riempiono d’insulti e grida scandalizzate sui quattro che Re Giorgio c’imporrebbe di mantenere. Per il Corriere della Sera il mood della maggioranza dei lettori della notizia è addirittura “indignato”, il peggiore. Non vale la pena rifarne l’argomento monotematico: i soldi. Napolitano ci metterebbe sullo stomaco quattro suoi famigli da mantenere.
Orbene: Claudio Abbado, splendido ottantenne, ha diretto fino all’anno scorso la Filarmonica di Berlino ed è probabilmente milionario come Renzo Piano, tra le cento persone più influenti al mondo per Time, che a poco più di trent’anni progettò una sciocchezzuola come il Centro Pompidou e con uno studio che da quell’epoca è il primo per fatturato in Francia. Il Premio Nobel Rubbia (79, che da presidente dell’ENEA si scontrò col magliaro di Arcore denunciando come umiliasse la ricerca), che ha addirittura un asteroide a lui intitolato e una trentina di laurea honoris causa nel mondo, forse non è milionario ma deve godere di qualche buona pensione pagata da Harvard o dal CERN di Ginevra. Elena Cattaneo, nel fiore degli anni e dell’attività scientifica, cervello di ritorno dal MIT di Boston alla Statale di Milano, è donna tutta d’un pezzo a difesa della libertà di ricerca e un’autorità in un campo di battaglia quale quello delle staminali.
Con ogni evidenza, i neo-senatori a vita ci faranno un favore ogni volta che parteciperanno a una seduta parlamentare e volesse il cielo che potessero contribuire nei campi nei quali sono giunti all’eccellenza nel mondo. Purtroppo per loro s’incroceranno col magno poeta Sandro Bondi (peccato non gli diano il Nobel) o con i vari Roberto Calderoli, Stefano Esposito, Maurizio Gasparri, Alessandra Mussolini, Vito Crimi, Latorre coi suoi pizzini, Razzi, Sacconi, Scilipoti, Schifani. Ci faranno un favore e non solo hanno dato lustro alla Patria, ma tireranno su l’ambiente di un’istituzione particolarmente screditata quale quella parlamentare.
Perché allora la Rete se la prende con quella che è evidentemente un’ottima notizia? Ci sono alcune motivazioni che hanno a che fare col medium: i social network esprimono in particolare emozionalità e umor nero e tali sentimenti negativi si esprimono in maniera indistinta verso la cosa pubblica e verso la complessità necessaria in uno Stato democratico. Troppe istituzioni e troppi stipendi d’oro potrebbero essere eliminati o ridotti, ma nel periodo nel quale nessun parlamentare è stato eletto i senatori a vita sono più e non meno legittimi dei nominati col Porcellum.
È triste dirlo, ma in una società dove il popolo è stato ritrasformato in plebe, in particolare dai processi di passivizzazione televisiva e dalla volontaria distruzione del sistema educativo, poi è difficile non trovare istinti plebei che si traducono in una limitatezza e una pochezza prepolitica. In un paese dove ogni investimento viene fatto passare dalla casta politico-mediatica pseudo-liberale come sinonimo di spreco, in milioni non sono più in grado di differenziare tra Rubbia e Bondi e tra Piano e Gasparri. Disperante.

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44 Responses to Se la Rete s’indigna per gli ottimi senatori a vita…

  1. Giordano 30 Ago 2013 at 18:29 #

    Sono testimone in prima persona del sentimento negativo internettiano verso questa notizia.

    Giusto per aver lasciato su Facebook un commento controcorrente ad un post in ci si criticava la nomina, sono stato attaccato. Non l’avessi mai fatto!!

    Tra l’altro senza considerare che sono uno che rientra nella definizione di ‘Cervello in Fuga’! Roba da matti!!

    • Gennaro Carotenuto 30 Ago 2013 at 18:37 #

      beh, benvenuto Giordano, in tutti i sensi.

      • Mirco 1 Set 2013 at 12:29 #

        Segnalo solo che su Wikipedia alla voce Elena Cattaneo er apparsa la dicitura “parassita a vita” (ore 12.25 di domenica 1 settembre del mio computer) poi cambiata in senatrice a vita. Un saluto

    • Alice 1 Set 2013 at 12:06 #

      ahahaha, io, appresa la notizia, volevo scrivere “Grande stima per Cattaneo!!!”, come status di fb ma me ne sono dimenticata visto che ho dato un’occhiata ad altre news da amici…Quindi tu mi dici che ho fatto bene a non scrivere nulla?hahahaha…Una compare di fuga, ahime’ dal 2008. Passti una buona giornata!Ali

  2. Claudia 30 Ago 2013 at 19:44 #

    Condivido appieno Bravo Gennaro ottimo articolo

  3. Vincenzo 30 Ago 2013 at 21:30 #

    Io invece pur rispettando i neo nominati non condivido affatto l’istituto dei senatori a vita. Mi sembra un retaggio medievale che ci portiamo dietro. Io vi chiedo: Cosa pensate della monarchia? Non parlo di quella assoluta ma quella democratica, costituzionale come c’è ne sono tante in europa. Per me la monarchia non è compatibile con la democrazia. Il solo pensiero che un cittadino per nascita possa avere dei privilegi mi fa arrabbiare. Perché ad esempio in una monarchia io cittadino comune non potrei mai aspirare a regnare. Ora ditemi cosa cambia con 4 persone nominate da uno solo rispetto alla monarchia. Io voglio che i miei parlamentari rappresentino la volontá del popolo. I senatori a vita chi rappresentano? È penso che questa sia la molla che scatta automaticamente sui social indipendentemente dai nomi dei senatori a vita. Nominati = privilegiati

    • Giulio 31 Ago 2013 at 20:24 #

      Chi rappresentano viene detto molto chiaramente nell’articolo: sono persone che hanno «illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Rappresentano non un’elite di privilegiati, ma rappresentano tutti noi. Persone del genere, Abbado, Rubbia, Piano e Cattaneo, meritano di sedere in Parlamento e di poter apportare il loro contributo Prezioso nelle discussioni molto più di buona parte dei “democraticamente” eletti dal popolo. Quello che possono dare e darci è una competenza e una sensibilità che i vari Gasparri e Scilipoti non si sono mai sognati.
      Mille volte meglio delle Nomine di questo tipo che (almeno) la metà degli eletti col nostro sistema.

    • Alice 1 Set 2013 at 12:14 #

      Ciau Vincenzo, io credo che i senatori a vita si siano sudati i loro traguardi con anni e anni di studio. Non e’ stato un fatto di nascita. A me sembra molto importante esaltare i talenti italiani, e’ una forma di promozione culturale. Noi abbiamo problemi di abbandono scolastico e analfabetismo di ritorno che sarebbere ridicoli nel 21imo secolo ….se non fosse che, essendo ben presenti e palpabili, sono da dichiararsi preoccupanti. Viva l’esaltazione della cultura, allora, attarverso pubblici riconoscimenti a chi si e’ distinto. Non lo vogliamo promuovere un po’ di Made in Italy?Chissa’ che un domani non si riesc anche noi a fare anche noi soldi con la scienza e tutte le arti come gli inglesi e gli americani….

    • LEONES 2 Set 2013 at 23:50 #

      Vincenzo! Massimo rispetto per te, ma cosa c’entra la monarchia con l’istituzione dei senatori a vita? Pensare male del prossimo oramai è diventata una brutta malattia in Italia che ci sta facendo molto male. E non ci fa capire un bel niente di quello che sta succedendo, quali forze sono in campo e che cosa stanno ottenenendo anche grazie ai nostri automatismi da rivoluzione culturale, tutti alla ricerca di caste da buttare giù dalla rupe.
      Fiducia fiducia fiducia. In noi almeno (perchè questa fiducia manca), ma allora anche in chi come questi 3 signori e questa signora, nulla hanno fatto per trovarsi nella condizione di diventare senatori a vita.

  4. Silvia Nascetti 30 Ago 2013 at 21:32 #

    Sarebbe un bel gesto, di nobiltà d’animo e di sensibilità verso i 9 milioni e passa di italiani in condizioni di povertà, verso il 40% dei giovani italiani disoccupati, verso il 50% delle donne che non trovano lavoro … rinunziare all’indennità parlamentare.
    Forse, gli “istinti plebei” hanno bisogno di Esempi.

  5. diana 30 Ago 2013 at 21:57 #

    caro Gennaro, io sono tra quelli che dissentono, non per la qualità delle nomine che sono più che valide per i meriti dei nominati, ma dissento “fortemente” sul periodo critico in cui viviamo, qui vanno dimezzati i parlamentari…non aumentati…seppur per merito….con questo sistema i “mantenuti” dal popolo crescono…crescono come le difficoltà degli italiani…..!!!!!

  6. Marisa 30 Ago 2013 at 22:58 #

    Rispetto per i “nominati “, ma dissentire mi pare giusto poiché si aggiungono ad altri “nominati ” e mi pare che abbiamo necessità di rappresentanza reale e dedita in pieno all’incarico conferito.

  7. ilBuonPeppe 30 Ago 2013 at 23:57 #

    Sono d’accordo con Gennaro.
    Sinceramente non capisco tutta questa gazzarra. Sono state scelte quattro persone eccezionali, nessun politico, perfettamente in linea con quanto stabilisce la Costituzione. Dovremmo esserne felici. Invece no, tutti lì a mostrare una meschinità senza pari.
    Penso che la carica di senatore a vita andrebbe abolita. Non perché ci costa (cosa in sé risibile) ma perché la ritengo priva di senso. Questo però non c’entra nulla con le nomine di oggi. Ancor meno c’entra l’idea che siccome siamo in crisi non ce lo possiamo permettere.

    • Andrea 31 Ago 2013 at 16:44 #

      Non concordo sull’insensatezza della carica di senatore a vita: il significato è che tale carica è la più alta onorificenza che lo Stato può concedere ad un suo cittadino, non è solo un “vezzo”, o almeno non dovrebbe.

  8. Flavia 31 Ago 2013 at 00:24 #

    Il fatto che ciascuno nel proprio campo sia (o possa essere: a me Piano non “piace” proprio) eccellente, non vuol dire che politicamente la sua posizione sia condivisibile o lei/lui capace. Inoltre, anche l’ossequio obbligatorio per luminari internazionalmente riconosciuti è molto plebeo, stiamo attenti! solo che è di un plebeo “arrivista”, quello di chi si vuole ritenere “alla pari” della classe dirigente ed egemone, è quello che ha dominato per circa vent’anni e ci ha portato alla catastrofre culturale: erano solo imitazioni di persone “colte” e si sono stancate di fingere, quando l’incultura è diventata di moda. C’è, poi, la considerazione economica. Ma a me preoccupa soprattutto quella politica.

  9. Andrea David 31 Ago 2013 at 00:40 #

    Se la Camera Alta ha raggiunto livelli così infimi darei la colpa a questa classe dirigente auto referenziale e ignorante che studia prepolitica da molto prima della sua gente. L’Italia plebea e dall’umore ben più che nero non riesce a comprendere le reali motivazioni di atti e decisioni che sono distanti anni luce da quello che si sta aspettando con ansia. Ma l’altra Italia illuminata e aristocratica, la vostra, è troppo impegnata nella sua attivizzazione televisiva e culturale per comprendere, nella sua grande intelligenza positiva, che nominare quattro senatori a vita d’avanguardia in questo sfascio totale delle istituzioni è come regalare alla città dell’Aquila la fontana di Trevi. E curriculum prestigiosi a parte, anche i più disperanti Bondi e Gasparri non faranno fatica a capire che la mossa è tutta politica, fatta di numeri da giocare al Letta.

  10. sabrina 31 Ago 2013 at 01:45 #

    …Non mi sento una “ritrasformato in plebe”, e non mi sento limitata e “dotata di pochezza prepolitica. E se mi INDIGNO per la nomina di 4 nuovi senatori a vita non è per “istinto plebeo” ma perché lo spreco di denaro, speco vero e non mero sinonimo è tutt’altro che un investimento. . Caro Sig. Carotenuto siamo cittadini italiani, non plebei e siamo in milioni, indignati per questo nuovo schiaffo alla povertà, per questa nuova prova di sordità politica, poiché in milioni da tempo chiediamo la riduzione dei parlamentari. Siamo altresì in milioni in grado di differenziare tra Rubbia e Bondi e tra Piano e Gasparri perchè anche i “ritrasformati in plebei” sono istruiti ed intelligenti ma a differenza di tanti giornalisti presuntuosi, maleducati ed arroganti come Lei siamo anche capaci di vedere, di guardare in faccia i disoccupati con famiglia, i pensionati che non arrivano a fine mese , perchè tutti i giorni con loro condividiamo la nostra vita… e siamo in grado di riconoscere la Casta inutile e i pseudogiornalisti presuntuosi e maleducati. Indignata non Disperante!.

    • Catine 31 Ago 2013 at 09:01 #

      Solo una precisazione. I milioni di pensionati che non arrivano a fine mese perchè hanno pensioni basse, non hanno pagato un cavolo di contributi nella loro vita lavorativa. Basti pensare alle pensioni sociali alle casalinghe, ai commercianti, agli agricoltori e agli artigiani. Tutte categorie che fino una quindicina di anni fa pagava contributi Inps irrisori. Basta con i pensionati che non arrivano a fine mese: stanno anche loro diventando una casta che percepisce una pensione di cui ha contribuito solo in parte ad accumulare.

      • Odioimarinai 1 Set 2013 at 14:25 #

        Finalmente qualcuno se ne è accorto!!!!!

    • Paolo Benedetti 31 Ago 2013 at 13:12 #

      Accidenti…le costeranno circa 0,00qualcosa euro l’anno ognuno…ma l’hanno convinta che i costi di una democrazia siano uno spreco, facciamo che eleggiamo un capo assoluto ogni anno che decide per tutti, risparmieremmo un casino…pensi, potremmo anche, a stare larghissimi, comprarci un caffè a testa al giorno. Sa qual’è il vero costo della politica che stiamo pagando da anni? Una classe politica inadeguata incapace di fare progetti di lungo termine per questo paese e di non sottomettersi ai peggiori umori di pancia dell’elettorato.

      Il costo della politica è che per anni abbiamo votato delle persone spesso incapaci, delle persone che stuzzicavano la nostra pancia senza mai usare il cervello. I politici italiani sono lo specchio evidente di un popolo che non ha mai saputo guardare oltre il proprio naso e fuori dal proprio giardino.

    • Andrea 31 Ago 2013 at 16:35 #

      Mi perdoni la cattiveria, ma se pensa che la nomina di 4 (quattro) nuovi senatori a vita sia uno “spreco di denaro” forse Lei non è “istruita ed intelligente” come afferma siate Lei e gli altri “ritrasformati in plebe”, altrimenti saprebbe che in Italia ci sono 945 parlamentari, ciò significa, supponendo che lo stipendio di un senatore e quello di un deputato siano uguali, che l’aumento delle spese dovuto alle nuove nomine è dello 0,4% rispetto alle spese sostenute per mantenere. Oltretutto le spese sostenute dallo Stato per stipendiare i nostri parlamentari sono solo una piccola parte di quelle che lo Stato deve sostenere in realtà: agli stipendi dei 945 parlamentari deve aggiungere quelli dei membri delle 20 giunte regionali, delle 110 giunte provinciali e delle 8092 giunte comunali (non tutti i soldi vengono da Roma, vero, ma sempre di soldi pagati dalle nostre tasse si parla), e si devono aggiungere gli stipendi dei circa 3 milioni di dipendenti pubblici presenti in Italia. A queste si devono aggiungere probabilmente qualche altra decina di voci di spesa.
      Facendo le dovute proporzioni tra le spese sostenute dallo Stato e quelle sostenute da un comune cittadino verrà fuori che 4 senatori a vita pesano considerevolmente meno sulle tasche dello Stato meno di quanto un caffè fatto a casa con la moka pesi sulle tasche del cittadino.
      Per fare un esempio più concreto e limitandosi a considerare le spese per gli stipendi dei parlamentari per lo Stato, e quelle per il caffè al bar per un comune cittadino, non nominare quei 4 senatori a vita porterebbe un risparmio dello 0,4% mentre consumare al bar 29 caffè anziché 30 al mese comporterebbe un risparmio del 3%, sulle spese totali sostenute.
      Chiudendo con una provocazione dico che forse invece di lamentarci di questi 4 senatori a vita dovremmo smettere di prendere il caffè al bar e risparmiare 30€ al mese, ma è più facile lamentarsi che rinunciare alle proprie abitudini.
      Cordiali saluti,

      Andrea, studente universitario istruito in matematica e abbastanza intelligente da fare ragionamenti in grande che preferisce prendere il caffè ai distributori automatici della facoltà per risparmiare.

    • lorenzo 31 Ago 2013 at 17:24 #

      clap clap clap sono dei dischi rotti questi grillini, ma lo hai letto l’articolo??

  11. mauro 31 Ago 2013 at 07:52 #

    Condivido in pieno.

  12. Elena 31 Ago 2013 at 08:55 #

    In un paese in cui ogni giorno centinaia di persone perdono il lavoro, in cui ogni giorno scopriamo che qualcuno si è tolto la vita dopo aver perso il lavoro o l’azienda, in cui chi resiste e non chiude è strozzato dalle tasse, in cui leggiamo continuamente sui giornali di persone perbene ridotte a rubare 2 litri di latte al supermercato per poter sfamare i figli, lei pensa veramente che a noi, gente comune, interessi qualcosa di sapere chi o perché è stato eletto senatore a vita?
    Ci sarebbero 1000 modi diversi in cui il nostro stato potrebbe occupare il tempo e spendere i nostri soldi, non crede?

  13. Federico Carraro 31 Ago 2013 at 12:49 #

    Condivido ogni singola parola dell’articolo. Queste 4 nomine sono state un atto simbolico notevole in un paese che la crisi non la sente tanto nei soldi quanto nei valori (non i valori finti del perbenismo, ma i valori che ci permetterebbero anche di avere più soldi). È evidente come la ciurma di B. ormai cerchi la linea dura su chiunque può minacciare il loro capo. Quanto alla gente “comune”….è chiaro che loro invece sono lobotomizzati dalla cinquestellite, cioè quella linea di pensiero presuntuosa che vede la casta dove non c’e e che crede che tutti siano in grado di fare tutto, e non riconoscono l’eccellenza da nessuna parte.

  14. claudio 31 Ago 2013 at 12:49 #

    Hanno ragione coloro che si indignano. E’ una vergogna che Abbado, la Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia siedano in Senato accanto a Berlusconi. Va be’ dai. Non per molto, ancora. Chi a vita e chi svita.

  15. Ruben 31 Ago 2013 at 13:51 #

    Ma perfavore. Magari al Senato ci fossero solo persone del livello di un Rubbia o di un Abbado.
    Vogliamo andare avanti con quei geni del calibro di Calderoli e Schifani?

    Complimenti, Napolitano. Una persona intelligente nomina persone (almeno) del suo livello.

    Spreco? sono buttati i soldi dati al razzista Calderoli, non certo quelli dati a Piano (che magari non li vorrà nemmeno).

  16. antonio valentino 31 Ago 2013 at 14:29 #

    La CASTA Parlamentare con in testa il Pres. della Repbl.Italiana se ne fà un baffo della situazione economica e sociale di moltissimi ITALIANI , che nonostante tutto continuano a pagare le tasse (vedi busta paga operai-impiegati dipend.e PENSIONATI!!!!),mentre personaggi della scienza,della musica e della cultura(gia economicamente agiati),vengono eletti(DA CHI??????)Senatori a VITA (ETERNA!!!!),sostenendoli ECONOMICAMENTE con uno stipendio mensile di 13mila Euro!!!!!!!!!
    Molte cose in questo PAESE ITALIA non sono più EQUILIBRATE!!!!!!!!!
    La forbice della DISUGUAGLIANZA si è ALLARGATA ulteriormente……..cara G.Carotenuto.

  17. Giuseppe Ortigoni 31 Ago 2013 at 14:51 #

    Cio’ non toglie che i compensi questi li intascheranno ugualmente, indipendentemente da quanto siano benestanti. E la loro influenza nelle sedute (se poi mai vi prenderanno parte, cosa su cui mi permetto di dubitare), sara’ comunque irrisoria: 4 VS centinaia.
    E detto questo, per quanto queste menti sicuramente eccellano nel loro campo, non significa che automaticamente siano anche dei buoni governanti o legislatori (ovvio che mi risponderete “tanto peggio di cosi'”, oppure “sicuramente migliori dei cialtroni attuali”, ma non era questo il mio punto).

    La scelta di Napolitano resta dunque nefasta, non in fatto di persone scelte, ma in fatto di tempismo (“la crisi”), ed in fatto di nomina: avrebbe potuto optare per una nomina formale ma priva di riscontri economici (cavaliere del lavoro o simile).

    Rimango, se non indignato, quantomeno assai perplesso riguardo al significato, utilita’ e coerenza di questa scelta.

  18. Davide 31 Ago 2013 at 15:25 #

    mi limito a dire che c’erano e ci sono questioni molto più importanti, in Italia, rispetto a quattro nuovi senatori a vita. Ma, come ha sottolineato qualcuno negli interventi, solo chi crede nel mondo a là Walt Disney non comprende che la mossa di Napolitano è prettamente politica.
    Inoltre, da persona che lavora nel mondo universitario, trovo un po’ troppo altezzoso e superficiale il modo in cui è stato portato avanti il discorso nel post. Puzza sotto il naso e poca aderenza ai bisogni effettivi delle persone, quelle che non possono permettersi di vivere discutendo nei salotti buoni di Storia…

  19. Laura 31 Ago 2013 at 16:16 #

    ….penso proprio non fosse il momento, per queste ottime nomine…
    Solidarietà e rispetto per “un popolo sovrano” che soffre, a volte col costo della propria vita, questa crisi…Ricordo le tante vittime per suicidio per perdita di lavoro…

  20. rocker74 31 Ago 2013 at 16:50 #

    sarebbe gradevole se questi 4 onorevolissimi e illustrissimi e degni senatori a vita fossero andati in SOSTITUZIONE almeno di altrettanti 4 onovrevolissimi senatori a vita con un pedigrèe meno buono del loro… serve fare qualche nome? ah giusto, ma non si pùo toccarli perchè sono senatori a vita: INTOCCABILI… e i plebei sarebbero quelli che si indignano?

  21. Antonio 31 Ago 2013 at 17:14 #

    Forse qualcuno non capisce bene le cose come stanno…

    Prima di tutto i 4 senatori sostituiscono quei senatori a vita morti recentemente quindi: Andreotti, Pininfarina, Montalcino e Cossiga se non sbaglio. Non sono quindi senatori in più, al massimo sono dei sostituti.

    Seconda cosa, lamentarsi di quanto prendono i nuovi 4 senatori a vita è veramente ridicolo. Non sono loro a contribuire la crisi economica in italia. Piuttosto mi lamenterei di pagare gente come Gasparri, Calderoli, Mussolini (nipote) e i vari senatori condannati o indagati dei vari partiti (sopratutto pagare gente inutile come i senatori del M5S).

    Sinceramente è ora di finirla di lamentarsi di quanto prende quel senatore lì o quell’altro senatore. Se prendono soldi in modo legale non vedo dove sia il problema, e sparlare di diminuire gli stipendi o addirittura accusare (si, io ho letto addirittura delle accuse diffamanti verso i nuovi 4 senatori a vita, tipo cose come ladri, evasori fiscali ecc…) i senatori per cose inesistenti.

    Capisco che qualcuno possa essere arrabbiato e magari non ce la fa a campare con quello che guadagna, ma non è una giustificazione ed è insensato a lasciarsi prendere dal nervoso e attaccare tutti e chiunque per qualunque cazzata. Sopratutto perché per una volta Napolitano ha fatto la cosa giusta (eh già). I 4 senatori rispecchiano in pieno quello che dovrebbero essere i senatori, persone di alta cultura che si sono distinti per aver contribuito alla fama dell’italia sia qui che all’estero. Io sono orgoglioso che finalmente siano stati scelti personalità come la Cattaneo, Rubbia (due ricercatori) Abbado e Piano.

    Le polemiche dimostrano solo quanto l’italia, culturalmente parlando, sia scaduta in basso. Vedere gli italiani che non capiscono perché queste persone sono state elette come senatori fa male, significa che l’istruzione e la cultura hanno fallito con questi soggetti. E questo lo dico da ragazzo di 20 anni che vive in una casa in affitto (750 euro al mese).

  22. Marco 31 Ago 2013 at 17:29 #

    Penso che voi indignati abbiate seriamente visto troppi telegiornali. Sparate statistiche a zero pensando che l’unica soluzione sia ridurre parlamentari e stipendi di quest’ultimi. Se da una parte questo è assolutamente condivisibile d’altra parte è da ignoranti non capire come l’Italia abbia bisogno si 1. Ripristinare una certa immagine politica nel mondo e 2. Persone che non abbiano nel l’arricchimento il loro scopo finale. Ma purtroppo voi ci sentite così turbati da volere un miglioramento immediato per una questione di puro egoismo. Secondo me la soluzione va cercata nel medio lungo periodo, e questo è l’unico metodo per far avere all’Italia un minimo di competivita a livello Europeo e non. E non parlatemi del 40% di giovani disoccupati, non è assolutamente cosi.

  23. Natty Doctor 31 Ago 2013 at 17:38 #

    Lamentarsi di una cosa prevista dalle istituzioni democratiche e di cariche che finalmente vengono attribuite secondo i valori pensati dai Padri Costituenti è un atteggiamento eversivo e populista che può venire solo dai servi del blog del guitto genovese o dagli altri servi, quelli delle TV del mafioso brianzolo.

  24. Emilio Rizzo 31 Ago 2013 at 18:38 #

    Stupisce la nomina di Napolitano dei 4 senatori a vita, esaurendo così la disponibilità datagli dalla Costituzione della possibilità di nomina di altri senatori. Stupisce perché le nomine sono state fatte in blocco e perché troppo si vocifera, senza smentite, che sia stato fatto per chiudere la possibilità di pressioni forti da parte di Berlusconi per una sua nomina a senatore a vita che lo avrebbe affrancato dalla incandidabilità e gli avrebbe dato quella fantomatica “Agibilità politica”.
    Sa Napolitano che nella qualità di Presidente della Repubblica non può parlare, neanche per interposte persone, con e di Berlusconi?
    Per quanto riguarda invece i nomi dei nominati neosenatori non c’è nulla da dire o da insinuare, sono italiani che danno lustro al paese nel mondo in controtendenza al discredito internazionale che fino ad oggi ci ha dato Berlusconi. Possono dare un notevole contributo culturale a un Parlamento che in questo punto arretra da 20 anni.

  25. Jangko 1 Set 2013 at 00:15 #

    L’articolo è ottimo, ma me lo sarei aspettato proprio perché seguo regolarmente questo blog per la sua qualità (anche se non son sempre d’accordo), e non avrei avuto nulla da aggiungere.
    Il motivo per cui scrivo sono i commenti contrari, che mi hanno davvero impressionato, e che hanno proprio le caratteristiche elencate nel post (anche se rifiutan di riconoscersele). Qui, non su Facebook, quindi di gente che segue per scelta, almeno occasionalmente, questo blog. Curioso, poi, che sian in grande maggioranza a firma femminile. Daltronde, ci si chiede spesso chi mai può votare Berlusconi (ma anche Letta o Bersani), e forse proprio quella di fine post è la risposta, che si è creato un ambiente tanto culturalmente degradato che tutto è possibile, o normale – e magari coloro che hanno commentato non hanno votato nessuno di quelli detti, ma non importa, esprimono quel livello da cui può partire un voto simile.

  26. sandro 1 Set 2013 at 01:57 #

    Fossi prof alla bocconi e a macerata, anch’io plaudirei le nomine, ma son plebeo, ahimè, e con le tasche piene di professori e senatori

  27. Emanuele 1 Set 2013 at 13:02 #

    Io invece sono precario e queste nomine sono una delle poche cose decenti che ha fatto Napolitano.
    Sarei curioso di spere quanti di coloro che si stracciano le vesti per gli sprechi e gli stipendi dei politici o, in questo caso, dei sentaori a vita, chiedano lo scontrino quando vanno al bar o al supermercato. Sarei curioso di sapere quanti dichiarano correttamente il proprio reddito, quanti comprano aggeggi hi-tech a rate, quanti giocano al lotto, comprano gratta e vinci o giocano ai videopoker.

    In breve, sarei curioso di sapere quanti di questi “indignati” si possano permettere il lusso di parlare da duri e puri, ligi alle norme amministrative, alle tasse o alla banale fila alle poste.

    Dopo 40 di Dc, dopo il pentapartito, Mani Pulite e 20 anni di Berlusconi scopro di vivere in un paese maledettamente onesto e integerrimo.
    Mi chiedo quindi quali italiani “fantasma” abbiano votato dal dopoguerra in poi…

    In un periodo di crisi in cui a 35 anni vivo di part-time a progetto a me non indignano gli stipendi a 6 cifre. Mi indignano invece tutti gli stipendi anche a 3 cifre pagati a persone incompetenti e immeritevoli, a tutti i livelli.
    L’impiegato che non sa fare il suo lavoro fa esattamente gli stessi danni del politico che non sa fare il suo lavoro. L’insegnante che non sa insegnare è un ladro come il politico.

    Ma l’italiano è invidioso e materialista nel dna: tutto si valuta di pancia. E pazienza se abbiamo un burocrazia mastodontica e spesso inutile, quegli stipendi sono sacri.
    Quelli dei politici sono uno spreco tout court. Anzi i politici proprio sono uno spreco.

    Meglio abolirli i politici, che gli italiani senza i politici sono tutti onestissimi, meritevoli e si governano con saggezza e lungimiranza autonomamente.

  28. vanna 1 Set 2013 at 16:10 #

    il Presidente ha fatto solo ciò che gli consente la Carta Costituzionale.
    In Senato siedono persone che non conoscono il valore della parola onestà, privi di alcuna moralità, e sono tanti.
    Pagare lo stipendio a queste persone, questo si che dà fastidio.

  29. Jera 1 Set 2013 at 21:15 #

    Un articolo che finge di esporre entrambe le posizioni, favorevole e contraria e poi si svela del resto si sente l’odore di chi pensa che questa scelta sia una scelta di sinistra. Montanelli e Toscanini rinunciarono, qualcosa significherà. C’è addirittura chi chiama i soldi che riceveranno un “costo della democrazia”. Perchè invece non accettare la carica e rinunciare a emolumenti e privilegi?

  30. Felice Carlo Besostri 2 Set 2013 at 10:19 #

    Contro le reazioni preparate ad arte non c’è nulla da fare. Pensate che sia un caso che i costi della politica siano diventati i costi degli organi elettivi e le indennità degli eletti, quando sono aumentate gli stipendi della burocrazia di vertice ci sono i casi dei giudici nominati in commissioni o organi che richiedono quasi tutto il tempo, che mantengono integrale lo stipendio di magistrato cui si aggiunge l’indennità di carica? Pensate che sia un caso che anche ai parlamentari si calcoli solo la presenza in aula e non nelle commissioni, così da parificare chi lavora e chi noi? Pensate che sia un caso che si propone di tagliare la rappresentanza elettiva piuttosto che diminuire le indennità? I grandi risparmi sui costi della politica si fanno abrogando gli organi elettivi diretti o diminuendo il numero di consiglieri e parlamentari, invece di intervenire sulle indennità privilegiando la parte mobile rispetto a quella fissa. E come boccaloni la maggior parte degli elettori ci casca per demagogia e populismo, senza neppure rendersi conto di essere uno strumento per la restrizione degli spazi democratici.. Sapete che per diminuire drasticamente i costi del bicameralismo, che in uno stato quasi federale dopo le riforme del 2001 basterebbe con norma regolamentare senza cambiare la Costituzione non far decadere i lavori non ultimati da un ramo del parlamento con la fine della legislatura? Non lo sapete e a nessuno interessa farvelo sapere, meglio avere elettori assatanati contro i privilegi dei parlamentari, piuttosto che cittadini che li controllino e possano misurare se si sono meritati l’indennità.

  31. Giorgio Felice Branca 3 Set 2013 at 01:29 #

    Premetto che non ho niente contro contro i quattro neo-senatori… o meglio, non ho che rispetto per le quattro Personalità. Che poi siano divenuti senatori non mi sembra aggiungere nè togliere nulla ai loro curricula… e neppure alle nostre tasche.
    Ma, cari tutti, NOI saremmo il Popolo della Rete, quello che “è stato ritrasformato in plebe, in particolare dai processi di passivizzazione televisiva e dalla volontaria distruzione del sistema educativo, poi è difficile non trovare istinti plebei che si traducono in una limitatezza e una pochezza prepolitica”, come ci definisce il Carotenuto, autore dell’articolo, anche se si dichiara triste, nel dirlo?
    E poi ci dice ancora: “i social network esprimono in particolare emozionalità e umor nero e tali sentimenti negativi si esprimono in maniera indistinta…”.
    Bhà, a me non è mai sembrato di “navigare” fra imbecilli. Forse lo sono anch’io e quindi non me ne accorgo… o forse sarò particolarmente fortunato, ma su FB incontro, conosco, mi informo e discuto con grande soddisfazione e accrescimento.
    Ciò che, fino ad oggi, non avevo ancora trovato è un blog, o un sito puntoinfo, che pur vivendo di, e per, la Rete, riesce ad insultarne, magari anche involontariamente, concedo, ma in modo tanto sprezzante chi la popola.
    Questi atteggiamenti, che sembrano arrogarsi una sedicente “superiorità culturale”, magari lasciamoli ai nostri avversari fascio-catto-comunisti, dal PdL al PD.
    Perchè se cominciamo a vergognarci delle componenti più popolari (e non “plebee”) del pubblico sentire , allora non siamo meglio degli altri.
    L’eventuale errore, sempre ammesso che ci sia, si spiega e si corregge, non si prende in giro con ingiustificato disprezzo. Mai. G.B.

  32. Harvard case solution 19 Nov 2016 at 11:08 #

    Amazing article thanks or sharing..

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