Hugo Chávez alle FARC: "liberate gli ostaggi senza condizioni"
Con un importante discorso il presidente Hugo Chávez offre una nuova possibilità per sbloccare la situazione degli ostaggi in Colombia ma afferma di più:
“Le FARC debbono sapere che si sono convertite in una scusa, una scusa per l’impero (statunitense) per minacciare tutti noi latinoamericani. La guerriglia delle FARC è la scusa perfetta”.
La novità del discorso è importante. Il presidente bolivariano passa dal sostenere utile al processo di pace la richiesta delle FARC di una zona demilitarizzata, per poter facilitare la liberazione degli ostaggi, tra i quali vi è Ingrid Betancourt, al chiedere al nuovo capo delle FARC, Alfonso Cano, “una liberazione unilaterale degli ostaggi” come precondizione a che il gruppo di paesi integrazionisti latinoamericani possa fungere da garante ad un processo di pace in Colombia.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Eliolibre | 10 giugno 2008 13:50 | Rispondi
A me pare che Chàvez abbia intuito le intenzioni dell’imperialismo e faccia la mossa giusta.
Celia | 10 giugno 2008 14:47 | Rispondi
Spero che l’impegno di Chavez serva finalmente a liberare tutti gli ostaggi.
Come giustamente ricordavi è l’unico che si è adoperato per questo e che sta continuando a parlarne quanto meno.
Dal governo della Colombia l’unica “soluzione” che arriva è quella dei bombardamenti.
Serra Mattia | 10 giugno 2008 16:03 | Rispondi
Quoto Elio e Celia.
Ora bisogna attendere la risposta delle FARC..
piccoli guido | 15 giugno 2008 18:11 | Rispondi
Caro Gennaro,
la conoscenza della Colombia mi porta a giudicare negativamente le esternazioni di Chavez. E contraddittorie con quanto detto finora. Come sai non ho mai risparmiato critiche alle Farc. Ma credo che pur chiedendo loro di impegnarsi di più per cercare una via d’uscita al conflitto, pur chiedendo loro la fine di certe pratiche come il sequestro, pur chiedendo alle Farc il rispetto del diritto internazionale umanitario (sebbene non siano considerate un gruppo belligerante, come meritano, sebbene non lo rispetti lo Stato)… non ha alcun senso chiedere loro di smobilitarsi. Non avrebbero niente in cambio, nè i prigionieri, nè la salvezza personale e tanto meno quelle “riforme” a cui aspirano. E questo ancora di più con Uribe e il suo governo. E poi, finite le Farc, si formerebbero altre guerriglie. Perchè: le FARC CONTINUANO AD ESSERE NON LA CAUSA MA L’EFFETTO DELLA VIOLENZA IN COLOMBIA. Ritengo e spero che le parole di Chavez siano state dettate dalla sua foga, dal suo parlare a braccio (come ho scritto nelle ultime 2 righe sul manifesto). Ben che vada, le sue richieste sono petizioni di principio (la pace, la democrazia…). Male che vada, un’inaccettabile presa di distanza nel momento di maggiore debolezza. Oltre tutto senza effetto, perchè è scontata la risposta delle Farc: no. Altra cosa sarebbe entrare nel merito delle loro azioni, sindacarle, chiedere delle correzioni di comportamento, criticarle anche duramente. Quello che, da 18 anni a questa parte, cerco di fare anche qui in Italia (passando ultimamente, in tua compagnia, per un filo-Uribe, secondo alcuni loro fans, personaggi patetici, con manie di protagonismo, i cui insulti non meritano risposte). Non dimenticando mai chi sia corrotto e terrorista in Colombia. Tanti saluti- Guido.