Razza umana
Al TG3 della Lombardia l’autore del servizio scandisce le parole: “un uomo di 30 anni, italiano, ha stuprato una bambina di 13 anni, extracomunitaria, marocchina per la precisione”.
Il giornalista deve pensare di aver fatto un buon lavoro, e probabilmente l’ha fatto. In fondo la notizia è quella: non è stato il cane extracomunitario a mordere l’uomo (la donna) italiano, ma l’uomo italiano a mordere la cagna (una cucciola) extracomunitaria e mi si scusi la crudezza dei termini.
Sono gli altri, quelli che sbattono in prima pagina “cane morde uomo” e nascondono “uomo morde cane” a essere in malafede, ne abbiamo discusso mille volte.
Eppure proprio la sorpresa di trovarmi di fronte ad un’informazione corretta, data correttamente tra i titoli del TG pubblico della più popolosa regione del paese, mi fa percepire l’inadeguatezza, l’insensatezza delle categorie “extracomunitario”, “comunitario”, “italiano” per spiegare i fenomeni della nostra modernità, l’arretratezza culturale che si cela prima di ogni altra cosa nell’individuare nell’immigrato il problema e il pericolo.
Il problema, quanto è banale dirlo, non è la nazionalità di chi stupra, il problema è “uomo violenta bambina”, italiano, marocchino, bulgaro, dovrebbe essere un dettaglio indifferente.
PS: Non preoccupatevi. Su La Padania la notizia non c’è.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
17 Commenti
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- Da Kataweb.it - Blog - CRITICA DELLA RAGION NATURALE (non un omaggio a Kant, ma a Christine Delphy) » Blog Archive » No trespassing | giu 9, 2008
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Eliolibre | 5 giugno 2008 23:56 | Rispondi
Ma non è un dettaglio indifferente, è usando queste differenzazioni che si costruiscono carriere politiche e si governano stato, regioni, comuni e province. Che poi si finisca per alimentare la sottocultura è invece un dettaglio poco importante….
Luca Romeo | 6 giugno 2008 00:45 | Rispondi
Riporto un estratto da un libro di Giobbe Covatta (gli omissis sono per non scrivere troppo e cmq levo parti non essenziali):
“Il radiogiornale (omissis).
Buongiorno amici ascoltatori, apriamo questo radio giornale con una notizia drammatica e raccapricciante, (omissis).
Oggi (omissis) sono morti 33.000 bambini tra gli zero e i dodici anni!
Messaggi di incredulità e cordoglio sono arrivati da tutto il mondo (omissis).
E’ stato deciso che per i prossimi trent’anni i telegiornali non parleranno d’altro, e tutta la stampa dedicherà a questa tragedia la prima pagina per almeno quarant’anni.
(omissis)
Si è altresì stabilito che… Ma scusate un momento! Scusate, ma… MA NO!!! Non è successo in Italia… è successo qui in Africa! E allora chissenefotte! Succede tutti i giorni, che cazzo di notizia è?”
Un pezzo comico, o specchio della società attuale?
Celia | 6 giugno 2008 10:22 | Rispondi
Che la notizia non fosse su La Padania non avevo alcun dubbio.
Non si tratta mica di una bambina struprata: è marocchina! Questa notizia non riempe le pagine di cronaca nera, la preferita dell’ultimo periodo.
Mi piace molto l’ironia non sottile di Covatta perchè è semplice e rispecchia in pieno ciò che pensa la gente.
Siamo ancora qui a dire e a bollare le persone con termini come comunitario o extracomunitario come se contasse qualcosa al fine di risolvere i problemi.
Sui media caliamo velo pietoso.
Luca Romeo | 6 giugno 2008 17:02 | Rispondi
Tra l’altro il sintomo della discriminazione è palese quando il giornale ti scrive: “a roma investite due americane” e “Extracomunitario investito a milano”. Se non sbaglio gli americani non sono ancora entrati nell’unione europea, anche loro devono essere chiamati extracomunitari, oppure chiamiamo tutti gli alti con la loro nazionalità o meglio ancora scriviamo prima che sono uomini, non delle bandierine su un mappamondo.
Doriana Goracci | 6 giugno 2008 17:03 | Rispondi
No il velo io non lo calo Celia. Abbiamo calato tutto le brache e le gonne. La cultura è stata massacrata come il buon senso, la ragione.
Ci si chiede chi ha segnato questo stupro, come fosse un gol a favore di questo o quello.
Sui Media, se vuoi sputiamo, riconosciamo, ci solleviamo o li disprezziamo, io non stendo nessun velo, tantomeno pietoso.
Celia | 6 giugno 2008 18:07 | Rispondi
Scusa Doriana, ma è un modo di dire.
Com’è intuibile non provo certo pietà per i ns.(e non solo) media.
Ciò che faccio è continuare ad informarmi con altri mezzi che non sono i mass media classici e pubblicizzo fra amici blog come questo per esempio in cui si fa informazione vera grazie a Gennaro e a persone come te o Annalisa.
Purtroppo non vedo altre soluzioni per invertire il senso di marcia a questo tipo di informazione. La mia battuta amara e ironica era in questo senso.
Doriana Goracci | 6 giugno 2008 21:45 | Rispondi
Ci sono dei tentativi in circolazione di fare informazione, partecipata…certo che Gennaro è uno di questi. Scusami il tono, a certe parole come media, mi scatta un meccanismo di ribellione:
dentro c’è troppo, troppe menzogne.
Un nodo nevralgico per fare subcultura e far emergere i peggiori mali, tra i quali l’indifferenza e il razzismo.
Ciao Celia, siamo quì, insieme.
Annalisa Melandri | 6 giugno 2008 22:59 | Rispondi
Celia e Doriana, ciao a tutte e due. Ci sono pure io.
Serra Mattia | 7 giugno 2008 14:38 | Rispondi
Penso che lo stralcio riportato da Luca dica tutto.
ps: io non mi stupisco più del comportamento ipocrita della lega e de “la padania”.
emanuele | 7 giugno 2008 15:02 | Rispondi
Aneddoto: in casa mia ricordiamo tutti alcune uscite di mia nonna, morta a 83 anni, che erano di un razzismo incredibile anche se involontario.
Per esempio lei ascoltava di un incidente ferroviario e commentava subito “Poverini 300 morti…” poi le veniva un dubbio atroce e mi chiedeva “Ma dove è successo?” e io “Eh nonna, in Cina…” e lei con la massima tranquillità “Aaah in Cina!”, come dire “allora va bene!”. Non lo faceva per cattiveria, ma all’epoca internet era agli albori e le uniche informazioni venivano dai media tradizionali che gli anziani come lei, spesso ignoranti, prendevano come oro colato.
E soprattutto per lei il mondo era la Sardegna e un po’ più in là “su continenti” cioè la penisola. Il resto era come dire Plutone…inarrivabile e pertanto chissenefrega. Ma era una signora nata ai primi del ’900, passata sotto due guerre mondiali che le avevano insegnato a far fronte a situazioni contingenti, non certo ai grandi problemi del mondo.
Drammatico è sentire gli stessi discorsi da miei coetanei trentenni o giù di lì, che magari frequentano o hanno frequentato pure l’università.
A mia nonna ho sempre dato l’attenuante dell’età e della scarsa istruzione, ai secondi darei solo un fracco di legnate e li obbligherei a restituire eventuali lauree e pagare una multa per ogni stronzata razzista o cinico-qualunquista (il mondo non cambierà mai, è la legge del più forte) che pronunciano.
Se in pieno 21 secolo ragioni come un’anziana dei primi del ’900 allora hai seri problemi…
Roberto | 8 giugno 2008 08:35 | Rispondi
Per onorare la verità:
la notizia del 30enne che ha stuprato una 13enne di nazionalità marocchina sulla Padania è stata pubblicata in apertura di pagina 23, in cronaca, un grande articolo con tutti i dettagli.
Gennaro Carotenuto | 8 giugno 2008 08:40 | Rispondi
Ventitre?
Doriana Goracci | 8 giugno 2008 10:26 | Rispondi
I “dettagli”, contano eccome.
La forma è sostanza, ce lo insegnano i Media…
Come possiamo “apparire” ed essere “intercettati” noi dal momento che le news* dicono:
“il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, tranne per le indagini su mafia, camorra, ‘ndrangheta e terrorismo”. Per tutte le altre indagini, invece, ci sarà una pena di “5 anni per chi ordina intercettazioni, 5 anni per chi le esegue e 5 anni per chi le propaga”.
Dov’ è il potere “democratico” all’infuori dei 4 poteri citati?
Dai che tra poco c’è l’Angelus…
Roberto | 8 giugno 2008 12:04 | Rispondi
Sì, pagina 23, il posto della cronaca nazionale ed estera. Lo stesso posto riservato all’incontro papa-cavaliere, per esempio. Le pagine precedenti sono di politica pura, cioè posizioni della lega su fatti nazionali e regionali, infatti Padania ne è l’organo ufficiale. Piaccia o no, l’impostazione è questa.
bob
Gennaro Carotenuto | 8 giugno 2008 12:08 | Rispondi
Pura curiosità: a che pagina andò il caso di Giovanna Reggiani su La Padania?
Serra Mattia | 8 giugno 2008 14:22 | Rispondi
Probabilmente il casò Reggiani andò da pag 1 a pag 23.
Celia | 10 giugno 2008 16:05 | Rispondi
Doriana tranquilla, capisco il tuo malessere che è pure il mio.
A volte divento nervosa come te, diciamo che vado a giorni dall’ottismismo al pessimismo, ma una cosa è certa, non guardo più i tg della ns.tivvù.
La verità è che ci stanno obbligando a comprare (e bere) questo tipo di dis-informazione come se fosse un qualunque prodotto.
Annalisa, ciao!