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Cuba: sulla morte di Oswaldo Payá i due testimoni stranieri smentiscono l’attentato

“Ho perso il controllo dell’auto, tutto qui”. Solo l’eccesso di velocità dell’autista, un membro del partito di governo spagnolo, sarebbe dunque stata la causa della morte dell’oppositore del governo cubano Oswaldo Payá, nonostante i media internazionali abbiano subito innestato il pilota automatico per insinuare che la morte sia stata un omicidio, provocato dai servizi segreti cubani. Al contrario i due testimoni stranieri, lo spagnolo e uno svedese, affermano senza alcun dubbio che si sia trattato di un incidente.

Il pilota dell’auto, Ángel Carromero, membro del Partito Popolare spagnolo (destra), afferma di aver perso il controllo del mezzo e aver provocato l’incidente e chiede esplicitamente di non speculare sulla cosa. Anche il membro del partito social cristiano svedese (centro) Jens Aron Modig, che ammette di aver incontrato Payá per consegnargli fondi, è convinto che non ci sia stato nessun altro mezzo coinvolto, smentendo le versioni complottiste ampiamente divulgate dai media.

Domandina: come mai i media che avevano giustamente dato spazio alla morte di Payá e avevano riportato le voci sul possibile attentato ma non la “versione ufficiale” (evidentemente non esaustiva) sul semplice eccesso di velocità, adesso glissano sulle testimonianze dei due rappresentanti dei partiti di centro-destra europei che finanziavano Payá?

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3 Responses to Cuba: sulla morte di Oswaldo Payá i due testimoni stranieri smentiscono l’attentato

  1. Rudi Menin 31 lug 2012 at 11:44 #

    Qualcuno lo dica ai vari Cavallini, Casini (noto e profondo conoscitore di Cuba nonchè dell’America Latina), Terzi (il ministro), dietrologi, “malati di complottismo” e cubanologi di ogni risma visto che in Italia, ma non solo, coloro che pensano di conoscere Cuba sono tanti quanti pensano di capirne di calcio e convinti tutti di poter allenare la nazionale italiana. Come spesso succede, quando c’è di mezzo Cuba, tanta ipocrisia e poca onestà intellettuale.

  2. Brando Frascella 31 lug 2012 at 17:13 #

    L’indagine fatta dalle autorità cubane è stata molto seria e trasparente e la perizia che ha ricostruito la dinamica dell’incidente assolutamente credibile, certamente molto più credibile di altre ricostruzioni che conosciamo, con improbabili “pietre che deviano proiettili”. Che si trattasse di incidente e non di assassinio era chiaro a qualsiasi persona in buona fede e dotata di un minimo senso logico, non tanto per la ragione che la Rivoluzione non aveva mai, in passato, fatto ricorso ad omicidi politici, ma perché non si fa un attentato lasciando in vita due testimoni, stranieri ed amici delle vittime.
    Sono convinto che le testimonianze dei sopravvissuti non saranno sufficienti a fugare i sospetti dei cavallini e degli omerociai che torneranno a parlare di “morte sospetta” e di “oscuro incidente”, e di tutti quei giornalisti che non ricercano la verità dei fatti ma solo comode tesi di parte. Ho letto l’articolo di Omero Ciai su Repubblica, dice che Payá stava accompagnando i due stranieri ad una ricognizione delle zone colpite dall’epidemia di colera. Per Omero Ciai si trattava di una missione umanitaria. A parte il fatto che a Cuba non c’è alcuna epidemia di colera, a me risultava che stessero dirigendosi verso Santiago per incontrare altri oppositori ed avessero qualche migliaio di dollari da distribuire agli oppositori. Ma perché i lettori di Repubblica non possono sapere questa semplice verità?

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  1. Caso Carromero: tutte le bugie e le ipocrisie della Spagna su Cuba : Gennaro Carotenuto – Giornalismo partecipativo - 3 gen 2013

    […] di tutto il mondo, fino a divenire per giorni verità inviolabile. Neanche quando lo stesso Carromero ammetterà di aver semplicemente perso il controllo dell’auto le voci smetteranno. Anzi: l’ammissione […]

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