L’Argentina e la memoria a 32 anni dal golpe
Due manifestazioni grandi e vigorose, due Plaza de Mayo piene, ma irrimediabilmente divise, hanno ricordato i 32 anni dal golpe in Argentina del 24 marzo 1976, quello dei 30.000 desaparecidos, i grandi passi avanti ma anche i ritardi nel compimento della giustizia.
Prima vengono le Madri di Plaza de Mayo con le Abuelas (le nonne che in questi anni hanno continuato a recuperare i nipoti sequestrati).
Con loro marciano le associazioni storiche per i diritti umani, il SERPAJ con il premio Nobel Adolfo Pérez Esquivel, il CELS, HIJOS (i figli dei desaparecidos), figure come il cineasta Pino Solanas. Più tardi viene la marcia dei partiti di sinistra, con le molteplici sigle che uniscono e dividono l’estrema argentina, molti giovani e slogan più radicali.
Scritto in esclusiva per Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Eliolibre | 25 marzo 2008 18:30 | Rispondi
Brutta notizia, è morto Gino Donè Paro, l’italiano che fece parte dei rivoluzionari che si imbarcarono sul Granma per dare inizio alla Rivoluzione cubana. Ne parlo quì:
http://vivacubalibera.blogspot.com/2008/03/ciao-gino-il-popolo-cubano-non-ti.html
Massimo di Sarno | 25 marzo 2008 22:46 | Rispondi
ho appena letto un ultim’ora de “la stampa” che dice “il governo di Buenos Aires ha denunciato, attraverso il sottosegretario per i diritti umani Duhalde, Josè Alfredo Martinez de hoz, con l’accusa di omicidio e associazione illecita, per la morte dell’economista Juan Carlo Casariego”. Bene.