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Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard e la contestazione alle Olimpiadi

manette Riuscite a pensare a qualcuno di più ipocrita del capo di Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard, il più spregiudicato pseudo difensore dei diritti umani disponibile sulla piazza (a pagamento)?

Ieri era ad Olimpia ad orchestrare la (giusta) contestazione contro la Cina e a farsi pubblicità in mondovisione con la trovata (efficace invero) delle manette al posto dei cerchi olimpici.

Purtroppo, contro la Cina che tortura, gonfia il petto proprio l’impresentabile Robert Ménard, capo dei capi da sempre di RSF, sinistro personaggio che difende apertamente la tortura stessa, quando a dare il tormento a individui ammanettati sono quelli che gli pagano lo stipendio. 

Come la CIA, oppure il NED, National Endowment for Democracy, agenzia nota per occuparsi di "cambi di regime" in favore degli interessi degli Stati Uniti e che a quel fine finanzia lautamente RSF come, di fronte a circostanziate denunce, lo stesso Ménard dovette ammettere.

Ménard (e Reporter Senza Frontiere) è un vero speculatore dei diritti umani. Appena poche settimane fa l’UNESCO si vide costretta ad emettere un duro comunicato contro RSF perché questa si era presa il patrocinio di questa stessa istituzione semplicemente senza chiederlo. Che l’UNESCO debba emettere un comunicato in grave dissenso con una grande ONG che organizza un evento pomposamente intitolato "Giornata mondiale per la libertà di espressione in Internet" la dice lunga. E nel 2003 la stessa RSF fu sospesa per un anno dall’ONU dopo una serie di episodi violenti che avevano coinvolto membri di questa organizzazione.

Nemica degli organismi internazionali (non vi ricorda la retorica di George Bush alla vigilia dell’invasione dell’Iraq?) RSF appoggia tutte le cause, ma solo quelle, che fanno comodo al governo degli Stati Uniti. Ed è ben triste che la difesa della libertà di espressione (senz’altro violata in Cina) sia al servizio di interessi di parte e serva a lugubri personaggi come Ménard.

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