Friday 10 February 2012, 06:24

Tibet. Perchè l’escalation di violenza – L’analisi di Giacomella Orofino – Tibetologa dell’Università orientale di Napoli

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RSS Feed for This Post 2 Commenti

  1. Paolo Roversi | 17 marzo 2008 17:15 | Rispondi

    Sarà! stavano meglio prima quando erano totalmente sottosviluppati e vivevano in una teocrazia feudale basata sull’agricoltura, con il 90% della popolazione in servitù o schiavitù, non vi erano scuole, eccetto i monasteri riservati a pochi e l’educazione delle donne era sconosciuta. Un centinaio di famiglie nobili e gli abati dei monasteri (di famiglie nobili anch’essi) possedevano tutto. Il Dalai Lama viveva nel palazzo di 1.000 stanze di Potala e per il contadino la vita era breve e misera e il Tibet aveva il più alto tasso di tubercolosi e mortalità infantile nel mondo; e quel bizzarro personaggio mi viene a parlare di diritti umani?
    Come risulta da documenti resi pubblici dalla CIA e riportati da Sara Flounders in un articolo pubblicato qualche anno fa sulla rivista statunitense Workers World Dal 1955 la CIA iniziò a costruire un esercito controrivoluzionario in Tibet… Un articolo su Newsweek del 16.8.99 descrive in dettaglio le operazioni della CIA in Tibet dal 1957 al 1965… Il Chicago Tribune del 25.1.97 descriveva l’addestramento di mercenari tibetani in Colorado… Secondo il Pentagono migliaia di loro, con circa 700 voli, furono paracadutati in Tibet negli anni ’50…Il fratello del Dalai Lama seguiva tutte queste operazioni e se ne faceva vanto… La Cia diede una rendita annuale di 180.000 dollari al Dalai Lama per tutti gli anni ’60.
    Non prendo per oro colato i media cinesi, men che meno quelli occidentali. Mi verrebbe da dire: Do you remember Kossovo? etc… etc…

  2. Paolo Roversi | 17 marzo 2008 18:05 | Rispondi

    Kosovo si scrive con una s sola, scusate.

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