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“migranti”, e se almeno nel lessico stessimo tornando a vincere?

Sentire perfino Silvio Berlusconi, ma anche i grandi giornali e telegiornali moderati, usare oramai diffusamente il termine “migranti”, fino a ieri bandito, è di grande soddisfazione.

Fino a ieri facevano a gara a usare termini più o meno sprezzanti se non apertamente razzisti per definirli. Oggi si piegano e accettano di far diventare di uso comune un termine neutro (Devoto-Oli: Persona che si sposta alla ricerca di migliori condizioni di vita) che negli ultimi anni ha rappresentato l’accezione politicamente corretta (se non proprio democratica o di sinistra) del fenomeno.

E se proprio dai “migranti”, dalla battaglia per i diritti dei migranti, dall’iniziare a riconoscerli come parte di noi, potessimo ricominciare a riconquistare quell’egemonia culturale persa da trent’anni?

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One Response to “migranti”, e se almeno nel lessico stessimo tornando a vincere?

  1. Raffaele Della Rosa 6 Apr 2011 at 22:02 #

    Voglio informarvi che sia al porto di Napoli sia di fronte al carcere militare di S. Maria Capua Vetere (la Caserma Andolfato è un carcere militare) stazionano gruppi di compagne e compagni che intendono attivarsi per come e per quanto si può per vigilare ed aiutare.
    Fino ad ora (6 Aprile) le autorità di polizia hanno impedito a parlamentari, stampa ed organizzazioni di volontariato qualsiasi contatto con i rifugiati….grottesca anche se provvidenziale (dato che le persone in questione hanno un curriculum di lungo corso nella difesa dei diritti umani senza SE e senza MA) l’autorizzazione rilasciata a due preti ed una suora. Grottesca perchè sicuramente i rifugiati sono al 99% di religione islamica, mentre è stato impedito l’accesso anche ad imam.

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