Wednesday 23 May 2012, 14:51

Tal al-Mallouhi, blogger siriana condannata, perché il silenzio dei media?

La condanna a cinque anni a Damasco di Tal al-Mallouhi, la blogger diciannovenne in carcere da oltre un anno per “intelligenza con gli Stati Uniti” (sic), pur scrivendo soprattutto a favore della causa palestinese, ha meritato al massimo delle brevi da parte dei nostri giornali.
E’ un silenzio, quello dei media italiani, più che imbarazzante e spiegabile solo con insipienza e razzismo. La Siria è un paese importante, meno dell’Iran, ma importante. La Siria di Assad Junior è un paese nemico, del nostro alleato Israele e dell’Occidente ed è uno dei pochi paesi della regione dal quale non si segnalano grandi movimenti politici d’opposizione in queste settimane.
La preoccupante condanna al carcere di una blogger, una studentessa liceale appena maggiorenne, da quasi un anno in isolamento, avrebbe potuto e dovuto raccogliere almeno una parte dell’attenzione ossessiva che i nostri media dedicano alla cubana Yoani Sánchez che, per la cronaca, mai è stata né arrestata né incriminata, né ha dovuto interrompere le pubblicazioni e che, quando è stata (ingenuamente) osteggiata dalla polizia cubana, ha potuto approfittare di megafoni mediatici mondiali.
Qual è la ratio? Yoani Sánchez parla una lingua intellegibile e Tal al-Mallouhi no? Perché la ragazza, oltre che di democrazia in Siria scriveva per la libertà della Palestina? I nostri media sono superati dal risorgimento mediorientale, hanno troppi pochi esperti e fondi e fanno fatica a seguire tutto? Ci sono interessi precisi, tipo quelli di chi finanzia organizzazioni come Reporter senza Frontiere, che vogliono fare di Yoani Sánchez un caso mondiale e semplicemente “se ne fregano” di Tal al-Mallouhi? Di sicuro nessuno ha fatto a gara per pagare traduzioni in tutte le lingue del blog della ragazza siriana che, per quello che può importare ai giornali italiani, nelle galere di Damasco, ci può anche morire.


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RSS Feed for This Post 3 Commenti

  1. Raffaele Della Rosa | 17 febbraio 2011 07:11 | Rispondi

    Ho della Sanchez una pessima opinione. Ma le azioni della Seguridad non le definirei ingenue, quanto rozze, grossolane…
    Così come chiamo tremenda la condanna di 5 anni, inflitta ad una ragazzina di 19 anni per reati di opinione. Credo che dietro ci sia anche la volontà di stroncare qualsiasi volontà di alzare la testa delle donne arabe. E’ un tentativo criminale e becero al tempo stesso…destinato al fallimento più fragoroso. Nelle lotte di piazza, dall’ Egitto alla Tunisia le donne sono state protagoniste. E nelle lotte, voglio sperare, le intellettuali borghesi non siano state solo fisicamente fianco a fianco con le proletarie…nel Nord Africa ed in tutto il mondo islamico saranno le donne, MOLTO PROBABILMENTE, QUASI SICURAMENTE, l’agente di un cambiamento radicale….ormai il mondo è davvero multipolare ed il nuovo che verrà non possiamo prevedere né come sarà, né cosa sarà, né dove….ma quando sarà vedremo che le donne ed il mondo saranno abbastanza diversi da quelli che noi conosciamo. Credo in meglio.

  2. Gennaro Carotenuto | 17 febbraio 2011 09:10 | Rispondi

    Hai ragione Raffaele. Rozze, grossolane e anche di più. Il mio “ingenue” però non si riferiva all’atto ma al cadere nella trappola mediatica.

  3. Luca Alteri | 25 febbraio 2011 21:34 | Rispondi

    Ciao, a proposito del rapporto tra prassi rivoluzionaria e nuove tecnologie, volevo segnalare questo post:
    http://www.militant-blog.org/?p=4121
    Grazie,
    Luca

3 Trackback(s)

  1. Da Tweets that mention Tal al-Mallouhi, blogger siriana condannata, perché il silenzio dei media? : Giornalismo partecipativo -- Topsy.com | feb 16, 2011
  2. Da Un silenzio significativo « Giant Rick blog | feb 17, 2011
  3. Da Il vizietto diffamatorio di Massimo Cavallini contro Gennaro Carotenuto : Giornalismo partecipativo | mar 21, 2011

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