Fidel Castro accusa Ahmedinejad di antisemitismo

L’ex presidente cubano Fidel Castro, in un’intervista concessa al settimanale statunitense “The Atlantic”, ha attaccato duramente il presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad intimandogli di “smettere di diffamare gli ebrei”.
Secondo Fidel è incomparabile la diffamazione patita dai musulmani rispetto a quella che da 2.000 anni subiscono gli ebrei e nessuna persecuzione è comparabile alla Shoah. Castro ha inoltre elogiato questi ultimi perché, “nonostante tutte le persecuzioni subite sono riusciti a conservarsi come cultura e come nazione”.
Fidel nell’intervista, da tempo preoccupato per la scalata bellica tra Israele ed Iran, oltre che ad Ahmedinejad, si è rivolto anche a Benjamin Netanyahu: “Israele, come il resto del mondo, può stare al sicuro solo se rinuncia al suo arsenale nucleare”.
Per Fidel Castro il disarmo simultaneo, pur se purtroppo non realistico a breve termine, è un obbiettivo degno per il quale lottare. Ha quindi invitato a riflettere sul fatto che si stia sottostimando la capacità dell’Iran di “fare danni” e che, il riferimento è alla crisi dei missili del 1962, il governo Obama potrebbe lasciarsi trascinare oltre le sue volontà in un conflitto nucleare.
La prima parte dell’intervista è qui.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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Raffaele Della Rosa | 9 settembre 2010 18:42 | Rispondi
Le dichiarazioni antisemite di Ahmadinejad dimostrano come parallelamente convivano su questo pianeta un sacco di mondi, paralleli, contemporanei e quasi incomunicanti….
A me, antisionista convinto ma certo non antisemita, verrebbe da dire MA LO CAPISCE O NO CHE STA FACENDO IL GIOCO DEI SIONISTI…..
e però la risposta a questa domanda non può essere un: NO. E’ TROPPO STUPIDO.
Infatti Ahmadinejad non sta parlando ne a me né a noi, ma a vaste masse diseredate dove il veleno antisemita significa anche odio verso un Israele che, non solo nel lato sud del Mediterraneo, è impegnato a sostenere le peggiori porcherie dell’imperialismo USA.
Come già in SudAfrica, ai tempi dell’apartheid, anche in America Latina lo stato ebraico fornisce consulenti ai torturatori, addestratori per mercenari, inquadra massacratori di indigeni…appronta tecnologie per lo spionaggio e la controinsurrezione. Anche in Messico ed in Colombia….così come in India, attualmente. Contro kashmiri e naxaliti.
Certo noi sappiamo che molti che appartenevano alle comunità ebraiche latinoamericane erano e sono parte dell’antifascismo militante, quello dove le sconfitte si pagano con la vita e con la camera di tortura….ma questo ad Ahmadinejad ed a tanti diseredati dell’ Africa, del Medio ed Estremo Oriente, interessa poco o niente…
Ed a questi noi non possiamo limitarci a parlare dell’ Olocausto, la cui unicità è una rispettabile opinione di Fidel, ma non è un dogma, se perfino taluni ebrei, non personaggi stravaganti e marginali, penso a David Stannard (L’Olocausto Americano), non la condividono.
Manco l’opinione di Stannard, ovviamente, è un dogma. Ma cosa vuol dire, mi chiedo, tutto questo spazio concesso alle idee di un personaggio che è stato un pezzo importantissimo della storia mondiale, ma che oggi è solamente un sopravvissuto, e non ne faccio una questione storico-politica, ma banalmente biologica ?