Con i resistenti in Honduras
Assalti ai media partecipativi e alle associazioni sospettate di favorire il boicottaggio proclamato dalla Resistenza delle elezioni farsa benedette dal Dipartimento di Stato. Mentre in Uruguay, contemporaneamente, le elezioni sono davvero una festa della democrazia in un altro punto della “Patria grande latinoamericana”, l’Honduras, le elezioni sono la fine della democrazia.
Tegucigalpa si sveglia oggi in un’alba tragica nella quale ancora una volta, nella piena logica alla George Bush di esportazione della democrazia, ed esattamente come è avvenuto in Afghanistan, si svolgono “elezioni pur che siano”. Con brogli, senza opposizione, senza osservatori internazionali, mentre si violano i diritti umani. Non importa.
Se qualcuno va a votare, vedremo quanti saranno, allora il simulacro di democrazia è mantenuto anche se ad imporlo sono gli squadroni della morte. Era la filosofia di Donald Rumsfeld e lo rimane per Hillary Clinton.
Le elezioni di oggi, tra golpisti e per i golpisti, che ricordano quelle in Argentina negli anni ‘60 dove al partito che avrebbe vinto non era permesso partecipare, vanno ripudiate per due motivi.
In primo luogo perché sono la forma trovata da chi manovra il dittatore di Bergamo Alta Roberto Micheletti per essere un colpo di spugna sulle almeno 4.000 documentate violazioni dei diritti umani (dai 30 ai 100 morti) negli ultimi cinque mesi e per rilegittimare il colpo di stato stesso come strumento per la risoluzione di conflitti in America.
In secondo luogo perché sono la forma trovata dalle oligarchie, dai narcotrafficanti, dagli interessi delle grandi compagnie bananiere e dal Dipartimento statunitense di far tramontare anche quella pallidissima speranza di cambiamento rappresentata da Mel Zelaya, impedire il referendum per l’assemblea costituente e assicurare che in Honduras, il secondo paese più disgraziato, dopo Haiti, nel Continente, tutto resti uguale.
Zelaya non è Jacobo Arbenz. Se il golpe in Guatemala nel 1954, quando la sola promessa di una riforma agraria bastò a rovesciare tutti i cannoni della guerra fredda sul presidente, è di gran lunga ancora l’esempio principale per capire i fatti honduregni, sicuramente non vale la pena di “morire per Mel”. Ma solo quella “quarta urna” per chiedere un’Assemblea costituente, all’origine della quale vi fu il golpe, avrebbe potuto mettere in marcia progressiva il cambiamento dell’Honduras. Quella “quarta urna” era l’inizio del cambio che il golpe e adesso queste elezioni farsa hanno fatto deragliare.
Adesso, comunque vada oggi, la speranza violata non torna nelle catacombe in Honduras. Esiste un movimento popolare forgiato da cinque mesi (e cinquecento anni) di lotta contro il golpe. Ma soprattutto la speranza si chiama ancora una volta integrazione latinoamericana. L’attitudine dignitosa del governo brasiliano, che al contrario di quello statunitense, non riconoscerà la farsa di oggi, dà tutta la misura di quello che sta succedendo: o si sta con i paesi integrazionisti o si sta con la reazione dei Micheletti, degli Álvaro Uribe e dei Felipe Calderón.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Dago | 30 novembre 2009 19:06 | Rispondi
E’ veramente vergognoso, leggere tutte le bugie que sono state scritte sulla vicenda politica in Honduras. Essere di sinistra non puo’ autorizzarla ad occultare la verita’.
In Honduras ieri abbiamo vissuto un giorno di festa civica, il 61,8% degli elettori ha votato, in pace senza nessun incidente.
Questo 61.8 % in realta’ corrisponde all’80% perche’ un gran numero degli aventi diritto al voto non risiede nel paese.
In questi ultimi mesi, abbiamo dovuto subire tante ingiustizie, ma non dal governo di Micheletti, che il 95% dell’ Honduras considera un eroe, ma da tanta gente di parte, filo cubani, filo chavisti che habo raccontato al mondo tante bugie. E’ ora di dire la verita’ di riconoscere la volonta’ del popolo hondureño. Sono state elezioni bellissime e siamo orgogliosi della nostra democrazia.
Basta bugie sull’ Honduras!
robipiede | 30 novembre 2009 22:19 | Rispondi
in altri blog o più in generale in altre arene di confronto, ad esempio quelle che non esistono sotto il “governo” del signor Micheletti, il commento del signor Dago sarebbe stato censurato.
Ciò la dice lunga sulla differenza di approcciarsi a concetti quali libertà e democrazia, tanto cari a talune espressioni del potere.
Dago | 1 dicembre 2009 02:24 | Rispondi
Scusi ma lei della censura in Honduras che ne sa’? Forse lo legge sui media? Gli stessi media (solo alcuni per fortuna) che hanno pubblicato che a votare sono andati solo i ricchi in Honduras? Quando l’affluenza e’ stata un record storico per il paese…
Io vivo in Honduras e vedo con i miei occhi quello che succede. Mi creda dopo questa esperienza ho completamente cambiato il mio giudizio sui giornali, in troppi scrivono, senza sapere.
In Honduras c’e’ la censura? Negativo, io in Honduras posso dire e scrivere quello che voglio. Purtroppo questo non succede inn Venezuela o a Cuba. Oggi chavez ha requisito 3 banche in Venezuela..ne vogliamo parlare? Parliamo di fatti, non lasciamo che l’ideologia ci offuschi l’obbiettivita’.
dema | 1 dicembre 2009 18:43 | Rispondi
ma il signor dago non era lo stesso personaggio che a fine giugno aveva negato che quello in honduras fosse un golpe militare???…ma forse la memoria mi inganna chissà…l’unica cosa che mi preme chiedergli (senza peraltro entrare troppo nel merito, dato che sarebbe inutile) è che motivo ci fosse per cui con quell’insignificante 5% di popolazione contrario a micheletti ci fosse bigogno di utilizzare la forza per ben cinque lunghi mesi….ma ovviamente se anche risponderà sarebbe soltanto per dire altre boiate….
Dago | 2 dicembre 2009 01:43 | Rispondi
Carissimo Dema, no non sono un personaggio, sono una persona mi chiamo Alessandro D’Agostino e vivo in Honduras dal 94.
Di quale forza parte? quella che la polizia ha usato per evitare che dei vandali pagati $ 50 al giorno da Chavez, rompessero i vetri dei negozi del centro di Tegucigalpa? Ben fatto! succederebbe la stessa cosa a Roma o Milano se una piccola minoranza di anti sociali volesse distruggere le proprieta’ private. Sa sono molto contento, adesso gia’ la maggioranza del mondo conosce la verita’. legga questo articolo tratto dal wall street journal, http://www.loccidentale.it/articolo/le+libere+elezioni+in+honduras+hanno+salvato+il+paese+dalla+minaccia+di+ch%C3%A1vez.0082556
Per lei saranno boiate, come anche tutte le mie opinioni, non importa, la verita’ gia’ e’ alla luce del sole, se lei vuole continuare a credere il contrario… faccia lei! Honduras ha vinto, siamo liberi!
nabora | 7 dicembre 2009 23:17 | Rispondi
Caro Dago, scusate se m’intrometto nella discussione ma come lei dice che noi non conosciamo la realtà in Honduras lei è veramente sicuro di conoscere quella venezuelana? Come può dire che in Venezuela non c’è libertà di stampa quando la maggior parte di mezzi di comunicazione è nelle mani dell’opposizione e tutti i giorni scrivono ciò che vogliono (vero o falso) su Chavez. Chavez non ho requisito alcuna banca. E’ intervenuto in banche che da anni riciclavano denaro e facevano affari loschi in mezzo mondo. Immagino lei abbia prove concrete e relative ricevute di questi 50 $ pagati ai vandali! O forse lo ha letto sui giornali “liberi” honduregni? O magari sugli stessi “censurati” in Venezuela? Per quanto riguarda la trasparenza del processo elettorale: perchè tutti si preoccupano di avere controlli di ogni genere ed osservatori internazionali solo in Vnezuela? Quali sono stati gli osservatori internazionali in Honduras?
Giorgio Sabaudo | 8 dicembre 2009 06:10 | Rispondi
Chi nel 2009 nega un colpo di Stato come quello attuato da Micheletti in Honduras merita semplicemente di essere ignorato.
Si sta dando voce ad una disinformazione totale; c’é chi pretende di spacciare la merda per cacao.
Dalla bocca di questi personaggi un golpe viene raccontato come il piú grande avvenimento democratico, la totale repressione come grande libertá.
Tutto questo é orwelliano.
Che il democratico Dago faccia un giro in Venezuela e che scelga 5 giornali a caso tra quelli esposti in qualsiasi edicola,vedrá che la libertá dínformazione é il contrario di ció pensa; manca poco che i tuoi amichetti venezuelani incitino ad un Golpe dalle rubriche d’opinione.
dema | 9 dicembre 2009 12:34 | Rispondi
ma su signor dago, lei vorrebbe farmi credere che soltanto il 5% della popolazione era contraria a micheletti? e che la forza la polizia l’avrebbe usata soltanto contro questi “vandali”???…ma su non scherziamo…premetto che in proteste di massa i provocatori esistono sempre, e anzi mi pare che in questi quattro mesi di protesta l’honduras si sia distinto per la quasi totale mancanza di fatti del genere, grazie anche al sistema di controllo che la resistenza si è data…oltre al fatto che gli incidenti (se non sbaglio una bomba contro la sede di un giornale favorevole al golpe) appena prima delle elezioni mi sembrano quantomeno di sospetta attribuzione…ma poi signor dago le persone che hanno manifestato in questi quattro mesi per lei erano dei fantasmi (dato che per lei probabilmente il fenomeno della povertà è una delle tante bugie disfattiste venezuelane)?…forse a questo punto mi dirà che erano dei provocatori stranieri pagati da chàvez (con un paga più bassa dei 50 dollari dati ai vandali spaccavetrine, dato che si sa che è pure tirchio no?)….il giudizio sulle sue opinioni lo confermo in toto, senza per questo volere che lei le cambi dato che per me restano sacre pure quelle senza senso e smentite dai fatti…vorrei solo che si rendesse conto di quello che scrive…dice che la censura lì non esiste…bene…quindi che bisogno c’era di oscurare le poche tv e di far chiudere i pochi giornali (con le sedi assaltate dalla polizia) contari al golpe di giugno, dato poi che secondo lei rappresentavano solo il 5% della popolazione?…ma lei arriverà certamente a dire che sono tutte notizie inventate dai media chàvisti….e i desaparecidos di questi quattro mesi? (se non sbaglio si parla di circa un migliaio di persone di cui a tutt’oggi non si conosce la sorte…)…ovviamente il signor dago riuscirà a confutare anche queste stime date da imparziali organizzazioni per i diritti umani, chàviste pure quelle ci mancherebbe….il mondo visto da una bella casa a tegucigalpa o dovunque in honduras dev’essere veramente bello e senza contraddizioni vero signor dago?…ma in ogni caso un bel viva al suo concetto di libertà ci sta tutto….scusatemi infine se alcuni dati sono parzialmente errati ma in questi giorni non ho potuto ascoltare notizie fresche…hasta la victoria