Thursday 09 February 2012, 23:38

Ignazio Marino: perché il dibattito no?

ignazio_marino_pic Sono molto curioso per il fatto che sia Dario Franceschini che Pierluigi Bersani rifiutino un dibattito pubblico con Ignazio Marino.

Il prof. Marino, lo ricordo, è un autorevole esponente del Partito Democratico, un parlamentare, non un battitore libero, come poteva essere Beppe Grillo, oppure un esterno come un Antonio di Pietro o Marco Pannella, che volevano presentarsi al giro scorso. E allora com’è possibile quest’ostracismo? Marino è il terzo incomodo; e allora? Non è neanche un outsider!

E’ solo un altro candidato con un po’ di parole più chiare su tanti temi (dal nucleare ai respingimenti ai temi etici) e molto meno spazio nell’apparato del partito. Ed allora ha ragione chi teme che l’oscuramento di Marino serva ad impedire che raggiunga il 5% degli iscritti e così non possa arrivare alle primarie. Perché avrà ragione ancora una volta Nanni Moretti a dire che “con questi dirigenti non vinceremo mai”: Perché pur di restare in sella sono disposti a perdere.



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RSS Feed for This Post 4 Commenti

  1. fmmasala | 9 settembre 2009 10:13 | Rispondi

    e pensare che Bersani va da CL a raccogliere applausi
    e che lo stesso Bersani dice che Fini ha preso tanti applausi parlando, in fondo, “delle nostre idee” e che perciò dovremmo essere tutti quanti “più orgogliosi di noi”
    e che D’Alema (Bicamerale, Serbia e Kosovo, tra le altre cose) è lo sponsor maggiore di Bersani.
    Tutti lo amano, lo sponsorizzano, lo sostengono, a destra e “sinistra”, ha paura di un paio d’ore con Marino?
    Forse con un servizio d’ordine adeguato, un pubblico ben scelto, e nessun giornalista ostile, senza tv, si potrebbe fare anche…

  2. alessandro bruschi | 9 settembre 2009 12:39 | Rispondi

    E con questo,per un partito che si chiama “democratico”,penso si sia detto tutto.Manca la democrazia anche per eleggerne i rappresentanti,quindi,parafrasando Moretti,con questo partito democratico sarebbe utile vincere?

  3. morenz | 9 settembre 2009 17:24 | Rispondi

    Se vanno avanti così, altro che “L’OBIETTIVO DEL PD? NON SCENDERE SOTTO IL 2 PER CENTO” di Benigni…

  4. Raffaele Della Rosa | 10 settembre 2009 13:15 | Rispondi

    Il problema non è ovviamente il PD, né la sinistra-sinistra nelle sue varie parrocchiette e conventicole, una meno dignitosa dell’altra.

    Il problema è il Paese, il destino dei lavoratori di quelli dell’ ATITECH di Capodichino, dell’ ALCATEL di Battipaglia e di quelli del Nord Est…

    Le loro possibilità di esprimersi e di stare in campo, il conflitto c’è, E SI VEDE, ma dalla parte del LAVORO non vi è nè strategia né gruppo dirigente.

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