Renzo Bossi, la Lega Nord e i 12.000 Euro al mese all’Expo 2015
Sandra Amurri, una giornalista che conosco come seria, scrive che Renzo Bossi, detto “la trota”, famoso per a) essere il figlio di Umberto Bossi; 2) essere stato bocciato tre volte alla maturità; 3) aver diffuso un videogame dove si divertiva ad affogare immigrati, sia stato nominato consigliere di un organismo legato all’Expo 2015 di Milano per il quale percepisce uno stipendio di 12.000 Euro al mese.
Che la Trota sia stato nominato consigliere (sic) è notizia di gennaio scorso. Del faraonico stipendio parastatale per il figlio del Senatur invece apprendiamo da Sandra Amurri.
La notizia è talmente vergognosa che:
1) potrebbe non essere vera, in tal caso non si capisce perché Renzo Bossi o il suo diletto padre non denunciano la Amurri per diffamazione?
2) se non è falsa la notizia è vera (lapalissiano) ed allora:
a) In un paese serio ve ne sarebbe abbastanza per smontare tutta la retorica leghista su Roma ladrona, sui raccomandati, sui meridionali fannulloni, i parlamentari siciliani e quant’altro. In un paese serio la carriera di Umberto Bossi sarebbe finita. In un paese serio la carriera di Umberto Bossi non sarebbe neanche iniziata.
b) In un paese serio la notizia sarebbe in prima pagina su tutti i giornali e i tg, non sul blog di un quotidiano che non è ancora uscito come “Il Fatto”.
c) In un paese serio l’opposizione avrebbe già fatto non una ma dieci interrogazioni parlamentari e svariati parlamentari della maggioranza avrebbero votato a favore di una mozione di sfiducia del Ministro delle Riforme. In un paese serio Umberto Bossi si sarebbe già dimesso.
In questi giorni ho a che fare con le matricole della mia università. Ragazzi di 18 anni, spesso diplomatisi sudando una maturità col massimo dei voti, che sono attesi da anni di impegno per completare i loro studi, se tutto va bene da una decina di anni di precariato, e che nel 99% dei casi mai potranno aspirare ad uno stipendio come quello della Trota, famoso per giocare ad affogare gli immigrati e per essere stato bocciato tre volte alla maturità.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Maurizio Ravasio | 8 settembre 2009 23:45 | Rispondi
Già, i paladini della “meritocrazia”…
Eliobonomi | 9 settembre 2009 00:17 | Rispondi
Se l’Italia fosse un paese normale…… Bossi farebbe il lustrascarpe ed il figlio vivrebbe racimolando qualcosa dai bidoni dell’immondizia. Ma l’Italia non sarà mai un paese normale, l’ignoranza e la sottocultura dominante non lo permetterà, abbiamo perso ogni possibilità di riscatto. Gennaro, consiglia ai tuoi allievi di pensare ad un futuro lontano da quì, unica possibilità per sfuggire ad un futuro terribile.
Raffaele Della Rosa | 9 settembre 2009 08:32 | Rispondi
Tooohhh ma anche Franca Rame è seria, serissima direi…tanto è vero che hai pubblicato anche la sua denuncia. un paio di giorni fa…..:-)
lembo11 | 9 settembre 2009 10:08 | Rispondi
ci penserà Brunetta con la sua nuova crociata contro il nepotismo.
Maurizio Guiducci | 9 settembre 2009 10:47 | Rispondi
Veramente non voglio polemizzare coll’intervento di Eliobonomi. E’ un punto di vista che emozionalmente capisco e comprendo. Come capisco chi fugge.
Però, allora dico: Gennaro, in questo “regime” – che altro rappresentano i tuoi punti a b c? – (che come tale non può far altro che basare i suoi piedistalli sull’ignoranza di “popolo”), dì ai tuoi “allievi” di mordere, stringere i denti, perseguire ciò in cui credono, anche consci delle frustrazioni che subiranno, a costo di spaccarsi la testa e rialzarsi mille volte; di cercare di fare ciò che sognano, prima che i loro sogni finiscano in frantumi. Qui, ora. In direzione ostinata e contraria. Perché è qui che servono… Chissà, magari potrebbero essere loro gli “angeli del fango” che, con molto più ottimismo e “poesia” di me, in altro articolo auspicavi.
Altrimenti saremo veramente un popolo morto, indegno, peggio ancora, insensibile. Senza più una storia da ricordare. Senza un futuro a cui guardare.
Con proclami da stadio (e morti a pesare su di una coscienza che più non abbiamo) ci estingueremo in silenzio, senza neanche dolercene, al triplice fischio dell’arbitro.
Doriana Goracci | 9 settembre 2009 11:19 | Rispondi
Come Elio Bonomi non nutre alcuna neanche remota possibilità di riscatto culturale e pratico nell’Italia, anche io mi accodo, non tanto nel dirti di indurre i tuoi studenti ad andarsene ma a resistere tu nel far conoscere loro l’informazione spettacolare della politica, come è condotta quì nel buon paese dei buoni italiani. Resisto anche io, nel quotidiano invito ad andare a lavorare fuori, conoscere altre lingue, con qualunque onesto squallido lavoro che fornisca la possibilità poi di studiare anche, per un presente e un futuro che non schiacci come questo, mortificando ogni energia, figurarsi quella culturale. Emergere in questa fogna e servendosi di costoro, questo mi sembra un demerito, da non poter giustificare con la pagnotta e il s’ha da campà.
Gennaro Carotenuto | 9 settembre 2009 16:51 | Rispondi
Mio caro, ho molta stima di Franca Rame, ma il pezzo lo ha scritto Sandra Amurri.