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Diritto di replica

Pubblico in questo post, come documento, la Raccomandata inviata questa mattina al direttore del quotidiano Il Tempo, Gaetano Pedullà sulle menzogne deliberatamente diffuse dal suo giornale attraverso il neofascista e golpista Alejandro Peña Esclusa millantato come capo dell’opposizione venezuelana:

All’attenzione del direttore del quotidiano Il Tempo,
dott. Gaetano Pedullà
Piazza Colonna, 366
00187 ROMA

Macerata, lunedì 12 marzo 2007

Il sottoscritto, Gennaro Carotenuto, nato a Napoli il 5 febbraio 1966, giornalista pubblicista, di professione docente universitario, in quanto Osservatore Internazionale durante le elezioni presidenziali in Venezuela dello scorso 3 dicembre 2006, ai sensi dell’Art. 8 della Legge sulla stampa, chiede di esercitare il proprio diritto di rettifica e replica, rispetto all’articolo pubblicato dal quotidiano Il Tempo lo scorso sabato 10 marzo 2007, pp. 1 e 9, dal titolo Parla Alejandro Peña Esclusa: «L’Italia ci aiuti, c’è un asse del terrore» a firma Fabrizio dell’Orefice. In particolare, in riferimento al passaggio dell’articolo in questione:

Dittatura? «Sì, è il caso di chiamarla per quello che è. Sembra una democrazia ma è una dittatura. Chavez [senza accento, sic!] ha cambiato le regole elettorali eliminando di fatto il voto segreto. Chi va nell’urna scrive la sua preferenza e mette anche la sua impronta digitale. In pratica il governo sa perfettamente chi ha votato per chi».

Il sottoscritto, in quanto Osservatore Internazionale si ritiene diffamato e, riservandosi di adire a vie legali contro il quotidiano Il Tempo, nella persona del direttore e del redattore in questione, esige di esercitare il proprio diritto di replica con quanto segue:

Centinaia di osservatori internazionali, di distinte istituzioni e di decine di paesi diversi, tra le quali l’Unione Europea e l’Organizzazione degli Stati Americani, hanno certificato la democraticità e correttezza formale delle ultime elezioni venezuelane e di quelle precedenti. Allo stesso modo anche il candidato dell’opposizione, Signor Manuel Rosales, che ha ottenuto 4.3 milioni di voti e, pur non avendone alcuna competenza, il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Signora Condoleeza Rice, hanno riconosciuto la piena trasparenza delle stesse.

Pertanto ogni affermazione tendente ad indurre l’opinione pubblica a credere che si siano verificate irregolarità nelle elezioni venezuelane del 3 dicembre u.s. e che pertanto il signor Hugo Chávez non sia legittimamente il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela è da considerarsi politicamente irrilevante, giuridicamente diffamatoria ed intellettualmente disonesta.

Le affermazioni contenute nell’articolo sono pertanto lesive della mia dignità e di quelle di tutti gli Osservatori Internazionali e delle Istituzioni coinvolte. Inducono in maniera inequivocabile il lettore a pensare che, durante lo svolgimento del mio compito di osservatore nelle elezioni in questione, il sottoscritto abbia avallato e sia stato complice della mancata garanzia della segretezza del voto o che abbia accettato l’esistenza di un collegamento tra identificazione dell’elettore e voto da questo espresso. Sono affermazioni fantasiose, che sono state attestate non solo come false ma anche inserite in un preciso disegno eversivo tendente a creare il caos e le condizioni per un colpo di stato in Venezuela.

A maggior forza di quanto affermato va opportunamente specificato che:

1) Il signor Alejandro Peña Esclusa non è chi afferma il redattore Fabrizio dell’Orefice, ovvero “il principale oppositore di Hugo Chávez” e l’organizzazione da questo presieduta, “Fuerza Solidaria”, non ha alcuna consistenza elettorale. Quando si presentò alle elezioni presidenziali del 1998, Peña Esclusa ottenne in tutto il Venezuela appena 2.424 voti, pari allo 0,04%. Anche se dell’Orefice ha ritenuto opportuno ometterlo, il Signor Peña Esclusa andava più correttamente presentato come il portavoce del gruppuscolo antisemita “Solidaridad Iberoamericana”. Di conseguenza, o Peña Esclusa ha millantato di essere il capo dell’opposizione venezuelana, e il redattore dell’Orefice ha mancato al preciso dovere deontologico di verificare l’attendibilità delle proprie fonti, oppure dell’Orefice è complice di Peña Esclusa allo scopo di aumentare artificialmente il valore dell’intervista realizzata inficiando però ogni credibilità della stessa.

2) Il reale capo dell’opposizione venezuelana, signor Manuel Rosales, non solo ha riconosciuto la regolarità della vittoria di Hugo Chávez, ma ha anche pubblicamente denunciato pressioni perché dichiarasse il falso non riconoscendo il risultato elettorale stesso, al preciso scopo di provocare il caos nel paese. Pertanto il quotidiano il Tempo, a causa dell’infedeltà del redattore dell’Orefice, ha prestato il fianco alla propaganda eversiva del signor Peña Esclusa.

3) Infatti, se dell’Orefice non avesse mancato al suo dovere di verificare le proprie fonti, saprebbe che la maggioranza dell’opposizione venezuelana, dopo il colpo di stato organizzato contro Chávez l’11 aprile 2002, ha scelto la via dell’opposizione istituzionale e democratica al governo eletto. Solo una minoranza, della quale fa parte Peña Esclusa, continua a puntare ?dichiaratamente- all’eversione e alla violenza. Rifiuto di credere che il quotidiano Il Tempo avalli l’opposizione eversiva rispetto all’opposizione democratica come invece purtroppo si evince dal testo di dell’Orefice.

4) Nell’ambito di banali verifiche sul curriculum dell’intervistato, non poteva sfuggire a dell’Orefice che il Peña Esclusa non solo non poteva definirsi leader dell’opposizione venezuelana, ma ha una lunga storia di militanza nella destra eversiva, razzista e antisemita. Non poteva non essere noto a dell’Orefice che il Peña Esclusa, in maniera pubblica, dal sito della sua organizzazione, rivendica il rovesciamento violento di governi democraticamente eletti e l’imposizione di dittature militari.

5) Tuttavia ?e la responsabilità di dell’Orefice è ancora più grave- sarebbe stato ancora giornalisticamente interessante presentare il punto di vista dell’ultradestra golpista venezuelana. Ma a patto di presentarlo come tale e non indurre il lettore a pensare che quello sia invece il punto di vista dell’opposizione democratica, al di fuori della quale si pone il Peña Esclusa, presentato invece come il più importante oppositore di Chávez e come un credibile candidato alla successione a questo.

6) Ignorare tali dati inequivocabili è funzionale a non mettere sull’avviso il lettore sul fatto che l’intero quadro presentato nell’articolo oscilla tra aperte e dimostrabili menzogne, affermazioni apodittiche e marchiane esagerazioni. E’ incompatibile con ogni deontologia professionale definire Peña Esclusa come il “capo dell’opposizione moderata venezuelana” come fatto dal direttore del quotidiano Il Tempo, Gaetano Pedullà e dal giornalista RAI Aldo Forbice durante la trasmissione di Radio1 Rai, Zapping, di venerdì 9 marzo 2007, verso la quale si chiede contestuale rettifica.

Attendo sollecito riscontro alla presente Raccomandata R/R, riservandomi ogni ulteriore azione risarcitoria, nonché esposti sia presso l’Ordine dei giornalisti sia presso le autorità giudiziarie.

Con viva cordialità
Prof. Gennaro Carotenuto

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