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I boss di FMI e Banca Mondiale beccati come Al Capone

alcapone Nel giro di pochi mesi prima il presidente della Banca mondiale, l’estremista neoconservatore Paul Wolfowitz, e poi il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, sono stati colti con le mani nel sacco per brutte storie di abuso di potere e di sesso.

Wolfowitz è già stato costretto a dimettersi nel 2007, Strauss-Kahn è in una posizione insostenibile e dovrà farlo a breve.

Giova ricordare che le organizzazioni che Wolfowitz ha presieduto, e Strauss-Kahn ancora presiede, sono colpevoli della carestia indotta dal neoliberismo, che ha causato la morte di decine di milioni di persone nel Sud del mondo da Bretton Woods in avanti.

Giova ricordare che le politiche imposte da FMI e BM hanno causato decine di milioni di morti nell’ambito di una politica criminale tendente ad imporre condizioni usuraie sul debito estero dei paesi del Sud del mondo per potersi appropriare, per conto dei paesi ricchi, delle ricchezze di questi, in una maniera del tutto analoga alla criminalità organizzata che utilizza l’usura per appropriarsi delle ricchezze dei propri clienti.

Pertanto i boss di FMI e BM, presenti e passati, dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità da un tribunale penale internazionale.

Che Wolfowitz e Strauss Kahn vengano beccati per storielle a luci rosse, in entrambi i casi hanno malversato fondi in favore di loro amanti, è una ben magra soddisfazione che ricorda il caso di Al Capone (nella foto), il capo della mafia italo-statunitense degli anni ’20 a Nuova York, che al tempo del proibizionismo fu infine condannato solo per evasione fiscale. Meglio di niente?

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