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La Cappella Sistina dei Maya scoperta in Guatemala

Il titolo “Cappella Sistina” è eurocentrico, ma a volte bisogna capirsi sull’importanza.

Quella che emerge dalla Selva del Guatemala (San Bártolo, dipartimento di Petén, nel nord del paese) è non solo una gioia della storia dell’arte mondiale, in eccellente stato di conservazione e che viene datata all’anno 100 avanti Cristo, 2100 anni fa. E’ la dimostrazione che gli antichi maya, eccellenti in molte arti e scienze, ebbero anche forme di coesione politica e statuale che li portarono ad avere la stessa cerimonia di incoronazione per almeno 800 anni.

L’affresco (di nove metri per uno) infatti raffigura la stessa corona che è presente in altre testimonianze che si estendono fin quasi all’anno mille dell’era cristiana.

Ad appena un metro l’archeologa guatemalteca Mónica Pellecer ha scoperto la tomba di un re maya, i resti del quale sono datati all’anno 150 ac. Accanto ai resti, con i simboli reali intorno al collo, vasellame e l’immagine di Chac, il dio maya della pioggia.

Questi ritrovamenti fanno allontanare ed allungare nel tempo il periodo classico dell’arte maya che si facevano risalire al VII secolo.

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