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Il primo email dall’Avana

ike Ricevo (e condivido) con straordinario sollievo il primo email, dopo giorni di silenzio per il passaggio dell’ennesimo uragano, da una cara amica all’Avana.

“Ascolta, questo è stata la cosa peggiore che ho vissuto nella mia vita. La provincia di Pinar del Río è distrutta, così come la Isla de la Juventud, ma praticamente tutta Cuba è in ginocchio. Questo Ike ci ha spezzato in due peggio di Gustav. Abbiamo vissuto tre giorni con una pioggia torrenziale e tutto spazzato dal vento. Siamo stati tre giorni senza luce, per fortuna che avevamo il gas da cucina.

L’autostrada inondata, alcuni morti. Qui in casa dicevamo che mai un ciclone era durato tanto, ha cominciato a fare danni da prima di arrivare e dopo che era passato ancora era pericoloso uscire. E per fortuna che quando è passato di qua in Occidente era già categoria 1 (la più bassa, ndr). Però il gran figlio di puttana ha spazzato via tutto il paese.

Che ci succederà adesso? Suppongo che in pochi giorni comincerà a notarsi la mancanza di cose, di alimenti, al mercato soprattutto. E’ stato terribile tenere Felipín (un bebé di pochi mesi) chiuso in casa senza elettricità, senza luce, ventilatore, con le finestre sbarrate. E José Ernesto (il fratello di 10 anni, il più terribile pelotero del quartiere) sembrava un leone in gabbia. Però la cosa più importante è che tutti noi stiamo bene, vivi e in buona salute e che anche tutto il paese è vivo e con voglia di rimettersi in piedi. Bene, se la vita ci dà limoni… faremo limonata!”

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