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Antonio di Pietro e il Piano di rinascita democratica

dipietro

Aggiornato mercoledì 9, alle 8.20

Già a metà aprile un signore di destra che conosco fece una previsione: alle prossime elezioni il Partito Democratico avrà i voti di Italia dei Valori e Italia dei Valori avrà quelli del Partito Democratico. Temo che c’azzecchi.

La manifestazione di IDV, col rifiuto da asino che s’impunta del PD di opporsi a Silvio Berlusconi se non con un fioretto castrante, va in questa direzione. E’ sconvolgente sentire usare i salari e le pensioni da Walter Veltroni come foglia di fico per non parlare di giustizia, come se in un paese senza giustizia ci possano essere salari e pensioni giuste. E’ sconvolgente non perchè i salari non siano fondamentali, ma perchè col dire che invece che di giustizia sarebbe stato il caso di “risolvere in 24 ore” il problema dei salari il benaltrismo paralizzante del PD ha raggiunto livelli sublimi… ovviamente aspettando ottobre.

E’ suicida, inutile, controproducente da parte di Veltroni l’ignorare che gli italiani decenti (una buona parte dei quali ha votato PD) abbiano voglia di un paese dove i corrotti vadano in galera, abbiano voglia di gridare NO A BERLUSCONI, abbiano voglia di sapere che se Silvio Berlusconi è corrotto allora può e deve andare in galera anche lui. Se non è così perchè l’appeasement verso il Lodo Alfano?

Detto questo se criticare Joseph Ratzinger è legittimo (magari non condivisibile ma legittimo) ha ragione Furio Colombo: se delegittimiamo Giorgio Napolitano non resta più alcun argine al Piano di Rinascita democratica palesemente in atto e ci ritroveremo non solo le vie Giorgio Almirante ma anche le Piazze intitolate a Licio Gelli. Antonio di Pietro non estremizza quando parla di P2 e il PD è in malafede a far finta di non vedere che di quello si tratta (basta vedere il piano di descolarizzazione del paese), ma pensiamo di fermarli con gli arditi del popolo e i berci di Beppe Grillo?

Ovviamente la stampa di questa radiosa giornata fa all’unisono l’unica cosa che sa fare: la stampa di regime. Chi è andato in piazza ieri sarebbe il nuovo fascismo. Balle. Chi è sceso in piazza ieri è la parte migliore del paese e, cari democratici, se uno ha votato PD ad aprile (o tutte le altre scelte alternative a votare Berlusconi) non potete dargli del fascista a luglio. E poi, se si sbraccia così tanto Antonio Polito, devono essere per forza balle.

Chi scrive si è sempre differenziato da Grillo (e da tempo non sospetto non sopporto la Guzzanti e le sue aragoste e non ho mai divorato i suoi Avanzi come purtroppo ha fatto la maggior parte della mia generazione) ma è in corso un’operazione di evidente disinformazione. Qualcuno con il dito indica la luna. Il sistema mediatico fa muro e ci obbliga ad essere stolti e guardare il dito invece di guardare la luna. Ci impediscono così di guardare la luna e ci convincono pure che il dito fa schifo. Non guardiamo il dito, e soprattutto non scervelliamoci se il dito è bello o brutto, è quello che vogliono loro, Gianni Riotta, Antonio Polito, Emilio Fede. Guardiamo la luna.

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