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Buon Natale di parte

Biani

Buon Natale ai migranti e ai cassintegrati, ai precari e ai lavoratori in lotta.

Buon Natale ai ragazzi nati in Italia ai quali è negata la cittadinanza. Buon Natale ai preti di strada e pure agli atei di strada. Buon Natale a chi va coi treni dei pendolari e a chi vorrebbe andarci, da Potenza a Matera, da Catania a Palermo… perché no? Buon Natale a tutti i Sud del mondo, alle ragazze di Piazza Tahrir e al movimento studentesco cileno. Buon Natale alla gente di Ciudad Juárez che, nonostante i vampiri, vuole continuare a vivere anche se non ne ha il permesso. Buon Natale a chi ha un titolo di studio e non può spenderlo e Buon Natale a chi un titolo di studio non è riuscito ad ottenerlo. Buon Natale ai cervelli in fuga e a quelli che non fuggono ma restare non è facile.

Ma il mio non è un Buon Natale buonista. Non desidero un Buon Natale, anzi desidero un pessimo Natale, perché il loro Buon Natale è incompatibile con quello dei primi, a chi fa i soldi con la finanza e agli evasori fiscali, a chi vende ancora il tossico fumo neoliberale, ai razzisti, leghisti e fascisti, e a chi gli arzigogola giustificazioni. Auguro un pessimo Natale ai mercanti d’armi e a quelli di droghe, alle mafie e ai disinformatori di professione. Non auguro un Buon Natale alla casta politica, a quelli che potrebbero semplicemente essere avversari ma almeno dovrebbero essere persone decenti, e a quelli che indecentemente non si oppongono agli avversari indecenti. Non auguro buon Natale a chi pensa che chi va in Alta Velocità ha diritto di passare avanti. Auguro un pessimo Natale agli individualisti.

È ancora il tempo di resistere, resistere, resistere. Uguaglianza, uguaglianza, uguaglianza.

Grazie a Mauro Biani