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Partecipazione, V-day, destra e sinistra

quinto_potereNon scorderò mai una pellicola importante di Sidney Lumet, Quinto potere. Il protagonista Peter Finch, invitava gli spettatori ad andare alla finestra e gridare: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più“. E poi? Mi ricorda Grillo. Come con Lumet anche con Grillo, finora, siamo appena alla funzione catartica.

Con Francesco Auricchio e Giulio Raffi, con risposta mia

Francesco Auricchio: Dando un’occhiata al suo blog, agli argomenti trattati ed alla partecipazione attiva degli utenti, ed alle “primarie dei cittadini”, consegnate dal comico a Prodi nel 2006, vorrei chiederti: non credi che Grillo possa non essere il pifferaio magico di turno ma piuttosto qualcuno che un pezzetto di democrazia partecipativa sta tentando di costruirlo realmente?

Giulio Raffi: Vedi Carotenuto, la lettura dei tuoi commenti sul fenomeno Grillo mi porta fare una serie di considerazioni sulla tua visione della realtà italiana. La prima, come altri a sinistra non hai colto l’evoluzione che hanno subito i movimenti, diciamo di massa, in questo ultimo scorcio di tempo specie con l’avvento della rete e con il graduale ritirarsi della politica ufficiale nel mezzo televisivo, rimasto, per lo più strumento di raccolta del consenso della grande massa, quella si, per la maggioranza, ammaestrata al qualunquismo. Si sono formate così due distinte italie che per ora non si compenetrano. L’una ormai disinibita e antagonista l’altra dormiente e inattiva. Grillo ha saputo interpretare bene l’umore della prima. Tutto qui. Altra tua caratteristica è continare a dividere le opinioni tr destra e sinistra. Non che questo non sia iusto in linea teorica ma non pensi che in questa fase di confusione ideologica continuare ad applicare queste categorie non aggiunga altra confusione? Quindi per favore continua a svolgere con l’apprezzabile solerzia e competenza l’ottimo, insostituibile lavoro di vigilanza sull’informazione sul mondo in fermento della tua america latina ed usa una maggiore prudenza di giudizio sui fatti di questa povera Italia in declino.

Gennaro Carotenuto: L’opinione di Giulio è abbastanza esemplificativa di quello che mi preoccupa del grillismo: “siccome esprimi perplessità su Grillo, restatene in America Latina”. Che è la stessa becera risposta data ad un immigrato che pone questioni sul tappeto, come per esempio volere una moschea in un paese dove c’è libertà di culto: se non ti sta bene tornatene a casa tua.

Non ne voglio ovviamente fare una questione personale, anche se mi risulta interessante quell’invito rivolto ad un cittadino italiano residente in Italia a non impicciarsi di cose italiane. Entro nel merito.

1) Non sono convinto che chi segue Grillo sia l’Italia antagonista. E’ ben facile essere contro la corruzione dei politici. Lo siamo tutti, in tutti i bar d’Italia. Ma è tutta qui l’Italia che s’è desta?

2) Non solo continuo ad usare le categorie di destra e sinistra ma le rivendico come fondamentali per la comprensione della realtà che ci circonda. Lo spiego sul caso Grillo. Questo è contro la precarietà, che mi risulta sia un’idea meravigliosa solo per Oscar Giannino e Francesco Giavazzi. Per gli altri è una dura necessità. Ma si può essere contro la precarietà senza mettere in discussione il modello economico? Secondo me, no.

Grillo è rigorosamente bipartisan e questo impedisce alla sua denuncia, nel merito pienamente condivisibile, di passare alla proposta. La proposta di sinistra è uscire dal modello economico neoliberale. La proposta di destra sulla precarietà… non c’è.

Se sei bipartisan e berci contro il sistema, come fa Grillo, ti iscrivi a quel ribellismo di centro della Lega costola della sinistra (poi abbiamo visto cos’era) buono per tutte le stagioni dal quale viene in genere poco di buono. O credete che la precarietà l’ha davvero inventata Marco Biagi e una volta abrogata la legge omonima sparirebbe?

Riguardo il pifferaio, io non affermo che il pifferaio sia Grillo. Ma proprio nella scelta di un modello partecipativo si capirà dove si vuole andare a parare. Fin’ora io ho visto un modello di spettacolo nel quale vengano esaltati i (giusti) malumori del pubblico.

Non scorderò mai una pellicola importante di Sidney Lumet, Quinto potere. Il protagonista Peter Finch, invitava gli spettatori ad andare alla finestra e gridare: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più“. E poi? Mi ricorda Grillo. Come con Lumet anche con Grillo, finora, siamo appena alla funzione catartica. E temo che le proposte non si facciano proprio per evitare di discernere. Tra destra e sinistra.

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