mercoledì 19 giugno 2013, 01:16

Gli articoli con tag: " Shoah "

Mortacci dell’8 settembre

Li mortacci tua – li mortacci vostra: non credo che debba tradurre questa colorita e cadaverica affermazione ed imprecazione romanesca ma questo mi è venuto in mente leggendo i ben 4 messaggi arrivati da Tim sul cellulare, pari a quelli ricevuti l’11 settembre del 2001. … Leggi tutto

Colpe collettive: Rom, e se li impalassimo?

Già 200 anni fa Alexis de Toqueville teorizzò tra i possibili limiti della democrazia quello del potersi trasformare in una “dittatura della maggioranza”. Fu proprio in quel senso che i totalitarismi sacralizzarono lo Stato a discapito dell’individuo.

Rom

Per fortuna le Costituzioni moderne, a partire da quella repubblicana nata dalla Resistenza, hanno al centro i diritti dell’uomo e del cittadino e considerano la responsabilità penale (senza scappatoie possibili) come personale e mai collettiva. Colpa collettiva che è alla base della discriminazione e del razzismo, basta pensare all’accusa di deicidio contro gli ebrei, che generò l’antisemitismo e in ultima analisi la Shoa.

Come considerare allora … Leggi tutto

L’ospite d’onore e la Palestina lontana – di Ali Rashid (il manifesto 7 maggio 2008)

Sul sito ufficiale della Fiera internazionale del Libro di Torino è comparso questo testo che, all’origine, ha dato il via in Italia alla polemica: «Sarà Israele il Paese ospite d’onore alla Fiera 2008. In occasione della ricorrenza del 60° anniversario della sua fondazione, Israele ha scelto Torino come la vetrina più adatta per far conoscere e discutere la propria identità culturale». Vale a dire che lo stato e il governo israeliano hanno inteso utilizzare la vetrina di una istituzione letteraria internazionale che dovrebbe rappresentare valori universali, per celebrare la fondazione dello stato d’Israele. … Leggi tutto

Brecha – Oriente Medio. Peor es posible

gazaEsta nota fue cerrada para la edición impresa de Brecha una hora antes del ataque en Jerusalén a la escuela talmúdica donde murieron ocho israelíes. Es la confirmación de lo que aquí relatamos: que una tercera desesperada Intifada, provocada por quien quiso fragmentar aún más los palestinos, está a las vísperas.

Desde la inocua cumbre de Annapolis, con la que el presidente de Estados Unidos quería acelerar el proceso de paz en Oriente Medio, ya han muerto 323 palestinos. La posibilidad de una tercera y aun más sangrienta Intifada está a la vuelta de la esquina.

Gennaro Carotenuto – Brecha

Deib, Omar y Alí, 11, 14 y 8 años, eran tres hermanos que jugaban al fútbol en una canchita detrás de su casa, junto a un amigo, Mohammed, de 7 años, en Jabalija, en la Franja de Gaza. Fueron arrasados por el bombardeo israelí. Roni Hihia, de 45 años, era madre de cuatro hijos y a pesar de esto quería empezar una nueva vida. Por eso se había vuelto a matricular en el colegio Sapir, en las afueras del pueblo israelí de Sderot, y estudiaba mucho y con buenos resultados. El rebote de un misil Qasam, lanzado desde Gaza, la mató detrás del árbol donde se había escondido. Mohammed al Burei era un bebé de cinco meses. En las fotos donde el niño se ve muerto, parece dormido, sereno.

… Leggi tutto

Barbara Palombelli intervista Gianni Riotta: "Hugo Chávez può liberare la Betancourt ma non vuole"

riotta Ho ascoltato per caso il programma di Barbara Palombelli su Radio2 RAI alle 13, intitolato 28 minuti (più tardi ci sarà il podcast). Ospite della trasmissione era Gianni Riotta. Il direttore del TG1, con un tono mellifluo oramai degno di Bruno Vespa, nel giro di pochi minuti ha spaziato dalla devozione per Padre Pio alla difesa degli evasori fiscali in Liechtenstein, sostenendo che la gggente “è stufa di queste liste, la P2… che c’è chi con queste liste che mettono alla berlina le persone per bene ci si compra la casa al mare…”.

Ma l’argomento della puntata era Ingrid Betancourt per la quale Gianni Riotta, in versione umanitaria simil Aldo Forbice, si sarebbe fatto promotore di un appello per la liberazione, ovviamente senza alcun riferimento agli altri sequestrati. Povera Ingrid, le fischieranno le orecchie perfino nella selva dov’è sequestrata in condizioni imperdonabili, ma il paragone tra lei e Anna Frank potrebbe perfino essere ritorto contro Riotta (vedi alla voce “banalizzazione della Shoah”).

… Leggi tutto

Benedetto XVI è antisemita?

di Giovanni Sarubbi

BENEDETTO XVI è antisemita? La domanda sorge spontanea leggendo la “nuova preghiera” per gli ebrei che Benedetto XVI ha emanato lo scorso 4 febbraio per la preghiera del venerdì santo del Messale Romano anteriore al Concilio Vaticano II, ripristinato da Benedetto XVI per i cattolici cosiddetti “tradizionalisti”.
A giudicare dalla reazione degli ebrei italiani possiamo anche togliere il punto interrogativo e trasformare la domanda in una affermazione: si Benedetto XVI è antisemita!

… Leggi tutto

Quello che sta accadendo a Gaza

perchè, anche se il momento è grave, non c’è solo l’Italia….

Settecentomila, una marea. Si sono riversati sul confine, sulle macerie della breccia in quel muro odioso, così severo, così assurdo. Una moltitudine scomposta, che compostamente è andata all’assalto di negozi e pompe di benzina. Ed è qui l’assurdità: non per saccheggiare. Hanno semplicemente reclamato il proprio diritto a pagare. Comprare. Consumatori, contante in mano, a cui è stato negato il diritto sacrosanto a provvedere a sè e alle proprie famiglie. Presi per fame. … Leggi tutto

Franco Frattini, vedi alla voce “deficiente”

Che Franco Frattini, che arrivò ad essere addirittura Ministro degli Esteri con Silvio Berlusconi, non fosse una cima è cosa nota. Ma la sua ultima proposta come Commissario europeo alla sicurezza (stiamo freschi!), da una parte fa rabbrividire perché rappresenta sì un attentato, ma alla libertà di informazione, dall’altra impressiona per … Leggi tutto

Il secolo della precarietà

Brecha mi ha chiesto di introdurre uno speciale per il primo maggio su lavoro e precarietà con una storia del lavoro in 3.000 caratteri. Ne è venuto fuori un quasi Haiku in un po’ più, ma non molto, di 17 sillabe.
Buon primo maggio a tutti gli amici di GennaroCarotenuto.it

In principio fu la fabbrica. Prima della fabbrica neanche esisteva il lavoro. O se esisteva, quelli che lavoravano erano mille pedine prese singolarmente. Ma non erano né individui né collettività. Senza fabbrica non c’erano le masse. La fabbrica creò la classe, i sindacati, i partiti, la coscienza di sé.

Quando Karl Marx e Mijail Bakunin smisero di litigare, cominciò … Leggi tutto

Madres

Maria Vittoria Morano: sono una studentessa di Relazioni Internazionali, particolarmente interessata alle vicende riguardanti il continente latinoamericano. Nonostante gli anni di studio e gli esami di storia superati, sono venuta a conoscenza da sola dell’ aberrante e vergognosa questione dei desaparecidos argentini attraverso la lettura illuminante del libro di … Leggi tutto

Giorno della memoria

Amos Luzzatto Le ombre della storia: la Shoah ; Tullia Zevi Ingiustizia e riparazione ; Tullia Zevi Perchè Auschwitz? ; Domenico Losurdo Il revisionismo storico ; Gulag ; Claudio Pavone A che serve la memoria storica? ; Remo Bodei Ricordare e dimenticare ; Alessandro Dal Lago Che cos’è il razzismo?

SE QUESTO E’ UN UOMO

Voi che vivete sicuri … Leggi tutto

Giorno della memoria

Amos Luzzatto Le ombre della storia: la Shoah ; Tullia Zevi Ingiustizia e riparazione ; Tullia Zevi Perchè Auschwitz? ; Domenico Losurdo Il revisionismo storico ; Gulag ; Claudio Pavone A che serve la memoria storica? ; Remo Bodei Ricordare e dimenticare ; Alessandro Dal Lago Che cos’è il razzismo?

SE QUESTO E’ UN UOMO

Voi che vivete sicuri … Leggi tutto

“Antisemitismo de izquierda”, una carta a Rebelión

Queridos amigos de Rebelión,
leo con gusto todos los días Rebelión y aporto a veces con mis artículos. Lo considero un medio indispensable. Sin embargo no puedo dejar pasar el articulo publicado hoy al link con firma Denise Shomaly, sin contestar al respecto por que este articulo es exemplificativo de un fenomeno grave: el antisemitismo de izquierda.
… Leggi tutto

Università: la sceneggiata del Ministro Moratti e la morte (annunciata) dell’autonomia

Per chi non lo sapesse -e chi può saperlo se non i diretti interessati vista la censura assoluta di TUTTA la stampa- giovedì 27 la signora Moratti ha annullato con un tratto di penna 830 concorsi universitari già banditi e pubblicati in Gazzetta Ufficiale. E’ un fatto enorme, nuovo, illegale, gravissimo, mai verificatosi nella storia della Repubblica.

E’ un colpo mortale all’autonomia delle Università oltre che al diritto e alle speranze di migliaia di precari.
La Ministro Moratti, ha annullato un’intera sessione concorsuale, la I 2005, e non è chiaro che cosa succederà alla IV 2004, di fatto sospesa. In questo momento il reclutamento universitario in Italia è completamente paralizzato e gli studenti italiani sono in massima parte seguiti da neolaureati non pagati o precari sottopagati in un quadro dove il personale docente è sottodimensionato di varie decine di migliaia di unità.

Il 21 febbraio è in calendario parlamentare la riforma che abolisce la figura del Ricercatore Universitario.
Il testo che segue è un contributo semiserio sulla scientifica distruzione della Ricerca e dell’Università italiana.

Vi prego, vista la censura vigente, di fare circolare questa notizia.

UNIVERSITA’: LA SCENEGGIATA DEL MINISTRO E LA MORTE (ANNUNCIATA) DELL’AUTONOMIA
Un contributo semiserio sulla scientifica distruzione della Ricerca e dell’Università italiana.

di Prof. Paolo Rossi – Direttore Dipartimento di Fisica “E.Fermi”
Universita’ di Pisa

Dobbiamo confessarlo apertamente: per un po’ ci avevamo creduto anche noi.

Avevamo creduto alla favola bella del Ministro dell’Istruzione (non piu’ Pubblica, ormai da tempo) che, folgorato sulla via di Damasco, capisce che nella formazione e nella ricerca risiede il futuro del Paese e in Consiglio dei Ministri si straccia le vesti (firmate), si mette di traverso, minaccia di dimettersi e di ritirarsi a San Patrignano se l’Universita’ non verra’ finanziata, se il blocco delle assunzioni dei giovani ricercatori non verra’ annullato, se insomma non verra’ ripristinata quell’autonomia così importante per tutti da essere perfino oggetto di un articolo della Costituzione.

E in questo slancio di ritrovato entusiasmo ci eravamo anche detti che in fondo il modesto vincolo della Finanziaria, la richiesta che gli Atenei presentassero piani triennali di sviluppo, era una cosa sensata.. Per anni ci eravamo riempiti la bocca con appelli alla programmazione, e ora che ci chiedevano di farla per davvero non potevamo certo lamentarci.

E non sono mancati pranzi e cene per festeggiare i neo-assunti, che accettavano con gioia di svolgere compiti piu’ onerosi in cambio del solito stipendio, perche’ questa e’ la natura del docente universitario: vale piu’ un titolo su un pezzo di carta che una cifra maggiore in busta-paga.

Ma ai poveretti era gia’ toccato aspettare per un paio di anni, dopo che avevano vinto i rispettivi concorsi, prima che il Governo vedesse la luce e capisse che il taglio di una spesa (irrisoria) non iscritta nel bilancio dello Stato non aiuta a sanarlo ne’ ad abbassare le tasse (ammesso che questo sia davvero il primo problema del Paese).

Forti della nostra illusione, riuscivamo persino a scandalizzarci solo moderatamente del fatto che le nostre rappresentanze piu’ o meno legittime e piu’ o meno istituzionali, come la Conferenza dei Rettori e il CUN, per dirne due, stessero concludendo a tarallucci e vino una terrificante vertenza sullo stato giuridico dei docenti, e che, ben sazi del classico piatto di lenticchie, aiutassero il Ministro a imbellettare, con una mano di vernice trasparente, un provvedimento il cui iter naturale sarebbe stato invece nella direzione del cestino. In fondo ci era andata comunque meglio che ai magistrati! Potevamo inaugurare gli Anni Accademici senza sfilare con la Costituzione sotto il braccio, e dire ai nostri studenti, ai nostri dottorandi, alle nostre migliaia di precari di ogni genere, specie e varieta’ che, in fondo, lassu’ qualcuno li amava.

Non sono passati quindici giorni, e ci siamo svegliati con la notizia che le elezioni per le commissioni dei nuovi concorsi, quasi tutti destinati ai piu’ giovani, e attesi da piu’ di un anno, erano state rinviate dal Ministero, come minimo per sei mesi, e piu’ probabilmente a tempo indeterminato. E’ stata dura, ma li’ per li’ siamo rimasti sopraffatti dalle profonde motivazioni tecniche: non c’era stato il tempo di ricontrollare le liste elettorali. Poi qualcuno si e’ preso la briga di fare una verifica on line (siamo nell’era di Internet, per fortuna), e ha scoperto che le liste erano gia’ perfettamente in ordine, con ritardi massimi di due giorni, grazie alla solerzia di migliaia di vituperati e malpagati funzionari amministrativi locali che hanno passato le vacanze di Capodanno a fare gli straordinari (non sempre retribuiti) per sistemare le pratiche pendenti.

Ma non c’e’ stato il tempo di metabolizzare il lutto: dopo una settimana si riunisce il Consiglio dei Ministri, e decide che abbiamo due mesi per predisporre una programmazione che nessuno e’ stato capace di fare in vent’anni. Il tutto stabilito per Decreto-Legge, lo strumento-principe della governabilita’ craxiana (a volte ritornano!) e col rischio che poi la maggioranza non lo converta in legge in parlamento entro i sessanta giorni di rito (sto scherzando, ovviamente: “questa” maggioranza approverebbe a scatola chiusa e con voto di fiducia anche la Legge del Menga).

Non importa, ce la siamo voluta, e la faremo, anche a costo di rinunciare per l’occasione al nostro sport preferito, la bega accademica.

Ma il Decreto in questione ci offre un altro regalo (timeo Danaos et dona ferentes, ammoniva Laocoonte davanti al cavallo di Troia): un “formidabile” aumento di stipendio ai giovani ricercatori mediante la riduzione a un anno, rispetto ai tre attuali, del periodo di prova. Ma un momento: e chi paga, visto che ovviamente l’operazione costa ma nel Decreto non pare si parli di vile denaro? Ma un altro momento: non è questo stesso Ministro quello che sta proponendo al Parlamento l’abolizione del ruolo dei ricercatori? E allora per chi è lo sconto di pena, per i pochissimi che sono appena entrati e che comunque si guarderebbero bene dall’andarsene, ormai, dopo averne passate tante? Ma ancora un momento: accorciamo il periodo di prova a persone cui stiamo dando un posto fisso per tutta la vita, e che hanno appena vinto il loro primo concorso, e continuiamo a lasciare in prova per tre anni il neo-professore associato (con un minimo di dieci anni di dimostrata professionalità alle spalle) , e per altri tre anni il neo- ordinario, che intanto si era gia’ fatto i tre anni di cui sopra, e che di anni di professionalita’ alle spalle ne ha almeno venti? Ma un attimo ancora: se davvero la preoccupazione era quella di sanare le discrepanze, e non soltanto quella di gettare fumo negli occhi, perche’ non restituire semplicemente il maltolto e pagare ai giovani ricercatori l’indennita’ di tempo pieno (40% del salario base) che viene loro indebitamente e iniquamente sottratta da tempo immemorabile in virtu’ della solita legge stupida e raffazzonata? Il beneficio economico sarebbe stato all’incirca lo stesso, la perequazione normativa infinitamente maggiore, e il sospetto di truffa un po’ più lontano. Quanto alla durata del periodo di prova, riduciamola a scalare verso l’alto, non verso il basso, se non vogliamo che Aristotele e Cartesio si rivoltino nella tomba.

E fosse finita qui! Passa un altra settimana, l’ultima, e arriva a tutti i Rettori, al CUN, alla CRUI, al CNVSU e, immagino, al Cappellano Militare d’Italia, l’ukase del Ministro:

“bla bla in relazione a quanto sopra bla bla entro il termine ivi previsto bla bla SOSPENDERE L’AVVIO DI NUOVE PROCEDURE CONCORSUALI. (bla bla) SIA A TEMPO INDETERMINATO CHE DETERMINATO, bla bla fino alle previste verifiche di compatibilità da parte di questo Dicastero, bla bla bla”.

Ma se ci vogliono sei mesi per controllare un elenco di nomi, quanto tempo ci vorrà per controllare i piani triennali per tutti i tipi di personale di tutte le settantotto Università italiane? Sei anni? Sei lustri? Sei secoli?

L’autonomia e’ morta, viva l’autonomia. Il blocco annuale del reclutamento e’ abolito, ora si passa al BLOCCO SECOLARE. Il Ministro ha salvato la ricerca: da chi? da se stessa? Perche’ d’ora in poi, state pur tranquilli, la ricerca in Italia non la fara’ piu’ nessuno: i fondi non ci sono, quelli che ci sono vanno all’IIT, che anche a sentire il parere di chi lo aveva proposto e’ il bidone del secolo; l’Italia ha deciso di non partecipare al Consiglio Europeo delle Ricerche; siamo fuori da tutti i programmi congiunti europei di ricerca industriale degni di nota; l’INFM e’ definitivamente assassinato, l’INAF ha zero fondi sul bilancio di previsione 2005, l’INFN non potrebbe reclutare neanche Enrico Fermi se si presentasse redivivo, il CNR e l’ENEA sono navi senza nocchiero ( e senza quattrini).

Ci avviamo a essere la settima potenza industriale a partire dal basso, anziche’ dall’alto, e la nostra ricerca industriale e’ esattamente un quarto di quel che dovrebbe essere.

Nel frattempo abbiamo la meta’ dei ricercatori per abitante e dei docenti per studente rispetto alla media dei Pesi industrializzati e, forse non per caso, abbiamo gli studenti piu’ asini di tutti i Paesi OCSE, vedi il rapporto P.I.S.A. 2003 sulle conoscenze dei quindicenni scolarizzati. E sapete perchè fanno la statistica sui quindicenni? Perchè in Italia, e ormai solo in Italia, a 15 anni finisce la scuola dell’obbligo, e quindi se si prendessero ragazzi piu’ maturi il campione non sarebbe omogeneo.

Godi Fiorenza, godi patria delle scienze e delle arti, godi terra di eroi di santi e di navigatori!

Ma oggi nella busta paga mi sono ritrovato 150 euro in piu’. Mi sono vergognato, ma non potendoli restituire, ne’ versare nelle casse del mio Dipartimento da cui il Governo li ha indebitamente sottratti (fare una donazione a un Ente pubblico e’ infinitamente piu’ difficile che derubarlo), li inviero’ alle vittime dello tsunami. E, per favore, non parlatemi di primarie!

P.S. Mi rendo conto che tutto cio’ che ho scritto e’, per gli standard del nostro Presidente del Consiglio, comunista, e pertanto equiparabile alla Shoah (cronaca del 27.1.05). Vado a prepararmi per Norimberga.