di anticap, lunedì 5 maggio 2008, 19:13
Archiviato in:
Dialoghi
Ieri, nel referendum sull’autonomia di Santa Cruz il SI ha ottenuto l’86% di voti, contro il 14 % di NO, la percentuale di votanti è stata del 61%, superiore alla maggioranza del 50% necessaria affinché gli stessi proponenti lo considerassero valido. Del resto la Legge boliviana sul referendum dice chiaramente che i referendum dipartimentali si possono tenere esclusivamente “Para temas que hacen exclusivamente al ámbito y competencias de un determinado departamento”. … Leggi tutto
anticap su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, mercoledì 20 febbraio 2008, 08:54
Archiviato in:
America latina, Storia
M’hanno telefonato perfino da una radio argentina per sapere che ne pensavo di Fidel. A parte l’Argentina, con tutti quelli che mi hanno chiamato dall’Italia mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. E’ che non ho altro da aggiungere sulla Storia, e non ho la palla di vetro sul futuro. Annoto che Omero Ciai consiglia i cubani: “come prima cosa rompete con Hugo Chávez” e penso che il troiaio che gira intorno ai fuorusciti di Miami non sia una cosa seria.
Con una punta di presunzione, quello che dovevo dire su Fidel l’ho scritto già nel suo coccodrillo, che anche questa volta non servirà e che ripropongo di seguito. Noto che nell’articolo parlavo di 300 prigionieri politici. Nel frattempo, nel “gulag tropicale”, questi, secondo Amnistia Internazionale, sono diminuiti a 54. Sono sempre 54 di troppo ma sono sempre meno del 10% dei prigionieri politici detenuti a Cuba. Il 90% dei prigionieri politici a Cuba (salvo una dozzina) non sono mai stati incriminati di alcun delitto, e non hanno mai visto un avvocato. Quei 600 disgraziati stanno a Guantanamo e sono prigionieri politici del governo degli Stati Uniti d’America.
Fidel Castro; appunti per un coccodrillo che per ora non servirà – articolo del 2 agosto 2006
Si poteva scommettere che oggi Pierluigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, avrebbe usato le parole “satrapo” e “satrapia” con l’aggiunta dell’aggettivo “tropicale” per definire Fidel Castro e la Rivoluzione cubana. Che noia! Che superficialità di analisi (sic!) per il principale quotidiano italiano! Ci si domanda perfino che titoli abbia Pierluigi Battista per scrivere di America Latina se non riesce ad esprimere altro che una sequela di termini come “satrapo”, “gulag tropicale”, “dittatore sanguinario”. Forse scriverli costituisce un titolo di merito in certi ambienti, ma tali termini non contribuiscano in nulla a spiegare 47 anni di Rivoluzione a Cuba. Stantie, schematiche, scontate, soprattutto colpevolmente autoreferenti, appaiono tutte le analisi sulla Rivoluzione cubana, soprattutto da quella sinistra che nel condannare sempre e comunque Cuba vede una comoda maniera di emendare il proprio peccato originale.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Annalisa Melandri, giovedì 10 gennaio 2008, 09:07
Archiviato in:
Dialoghi
Un test del DNA stabilì una settimana fa, e la notizia fu confermata successivamente da un comunicato delle FARC, che il piccolo Emmanuel, di cui l’unica foto disponibile è quella a fianco, era “libero” nelle mani del governo Colombiano.
Comunque sia andata, ci auguriamo che possa far parte presto della sua famiglia di origine e nella migliore delle ipotesi possa riabbracciare presto la sua mamma, se come è vero, giunge notizia dal Venezuela che le FARC avrebbero comunicato a Hugo Chávez le coordinate per la liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo, che potrebbe avvenire già domani.
Lo abbiamo immaginato in una foresta, “bimbo della giungla”, come lo definì la Repubblica in un articolo di Omero Ciai, lo abbiamo immaginato trascorrere tra i guerriglieri i suoi … Leggi tutto
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, mercoledì 2 gennaio 2008, 11:59
Archiviato in:
Media
E’ troppo presto per valutare i cambiamenti generati dalla nuova versione del sito, online da appena tre settimane, ma voglio esprimere un primo giudizio. Sono entuasiasta dei dialoghi, i vostri contributi, numerosi, circa 50 in venti giorni, spesso di ottimo spessore e molto letti, intorno alle cento letture di media al momento e invito a proporne di nuovi anche agli altri oltre 300 iscritti!
Penso inoltre sia utile dire qualcosa sui numeri del 2007. Oltre 150.000 visitatori diversi hanno effettuato quasi 300.000 visite e letto ben oltre mezzo milione di articoli. 8 lettori su 10 vengono dall’Italia, seguiti da Stati Uniti, Venezuela, Spagna, Germania e Svizzera (ognuno di questi paesi con più di 10 lettori al giorno) ma nel 2007 abbiamo avuto visite da 146 paesi diversi, dalle Maldive alla Cambogia, dall’Iraq alla Nuova Caledonia e compresa la Tunisia (26 visite), paese dove a lungo questo sito è stato oscurato dal regime.
Ma la vera potenza di questo sito, e mi emoziona parlarne, sono gli amici che entrano costantemente e direttamente nel sito. Sono state oltre 120.000 le visite dirette nel 2007 (ovvero di persone che avevano il link al sito in memoria e ci tornavano non per caso) e non posso dimenticare i 2.000 iscritti alla newsletter e i 250 iscritti al feed RSS.
Questi i numeri più significativi del 2007 per il sito GennaroCarotenuto.it – Giornalismo partecipativo che si colloca tra
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 3 dicembre 2007, 12:12
Archiviato in:
America latina
I risultati ufficiali resi noti stanotte a Caracas, dicono che i NO alla trasformazione in senso socialista della Costituzione bolivariana del 1999, voluta dal presidente Hugo Chávez, avrebbero vinto con una differenza di appena 124.962 voti su quasi nove milioni, ottenendo il 50.7% di voti contro il 49,3% di Sì. Dato decisivo è stato la crescita dell’astensione, al 45% contro il 30% circa di tutte le consultazioni importanti degli ultimi anni.
Il presidente Chávez ha riconosciuto la sconfitta, ma non ha avuto bisogno di invitare alla calma i suoi giacché anche quella di ieri è stata una giornata elettorale tranquilla a Caracas, e un esercizio di democrazia piena, inclusiva, alla quale da meno di un decennio a questa parte partecipano anche gli esclusi di sempre.
IL 51% NON BASTA Il risultato del referendum induce a due riflessioni importanti, la prima politica, la seconda mediatica. Il voto di ieri ha detto che … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, domenica 26 agosto 2007, 09:47
Archiviato in:
Media
La nostra società sembra impazzita alla ricerca del quarto d’ora di celebrità che salvi dalla mediocrità del quotidiano. In questo sia Fabrizio Corona che le gemelle Cappa sono simbolicamente perfetti: sono gli anti-Icaro.
Venerdì questo sito è stato visitato da 2184 persone diverse che hanno letto 3867 articolO. No, non è un un refuso quella “O”, e nonostante siano numeri da siti che investono decine di migliaia di Euro in pubblicità. Quasi la metà di quel traffico è stato originato da un solo (de)merito: l’aver citato il nome magico di Fabrizio Corona, un tipo squallido in libertà provvisoria in … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 20 agosto 2007, 14:16
Archiviato in:
America latina
Molti amici sono arrabbiati con me per non aver “stroncato” l’editoriale di PG Battista sul Corriere della Sera. Altrettanti mi fanno notare la maniera tendenziosa di come a reti unificate, si parla del cambiamento di fuso orario del Venezuela, graziosa maniera di far passare per pazzo qualcuno. Ma non sanno neanche che ai tropici l’ora legale non serve.
Pierluigi Battista è un signore molto di destra, spaventato anche dalla sua ombra, probabilmente non ha mai messo piede in America Latina e ovviamente non si è mai preso la briga di intervistare il Presidente Chávez.
Ma Battista scrive un editoriale, non un articolo informativo. Lo infarcisce di … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, mercoledì 8 agosto 2007, 00:08
Archiviato in:
Media
L’articolo di Omero Ciai sulla bufala della liberazione della Betancourt è esemplificativo della mentalità di certo giornalismo. Lui, il giornalista di Repubblica di stanza a Miami, in straordinaria sincronia con Patricia Poleo, la presunta terrorista venezuelana “rifugiata” a Miami, non è interessato a … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 2 luglio 2007, 08:24
Archiviato in:
America latina
La storia, gustosissima, ve la racconta Attilio Folliero ed è a lui che vi rimando. L’inchiesta nella quale Omero Ciai scoprirebbe le malversazioni della famiglia Chávez è, secondo quanto rivela Folliero, completamente copiata da altra fonte, ed è ragionevole pensare che Omero Ciai non sia mai stato nei luoghi che descrive e non abbia mai incontrato le persone che dichiara di aver incontrato. Di più, Omero Ciai spaccia come propria un’inchiesta da altri realizzata. Non proprio una sciocchezza in quanto a deontologia professionale.
Ciò segue ad una lunga serie di articoli scopiazzati da Ciai in giro, come puntualmente rivelato da questo e altri siti. E’ davvero sicuro il direttore Ezio Mauro che i lettori di La Repubblica non meritino una miglior copertura sugli avvenimenti latinoamericani?
Faccio solo tre brevi considerazioni:
1) si conferma una volta di più che il gruppo editoriale L’Espresso … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 11 giugno 2007, 08:15
Archiviato in:
America latina, Media
Quando Omero Ciai e Angela Nocioni, dalle pagine de La Repubblica, imbastirono una campagna di stampa per denunciare la presunta escalation militarista venezuelana, senza fare un solo numero che suffragasse la loro tesi, chi scrive appose la seguente obiezione: in America Latina la spesa media per la difesa è pari all’1.5% del PIL. Fanno eccezione il Cile e la Colombia che superano il 4%. Se è vero che il Venezuela è stabile all’1.55% del PIL di spese militari, la vostra è una campagna inventata di sana pianta, non per informare ma per diffamare il … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 4 giugno 2007, 19:50
Archiviato in:
Dialoghi
Fidel, sì Fidel, che problema è Fidel. Perfino come chiamarlo è un problema, un discrimine, un Rubicone. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano del PRC Liberazione, è molto attento a scrivere sempre Castro. Non scrive mai Fidel, come tutti i cubani, e centinaia di milioni di sfruttati di questo pianeta lo continuano a chiamare. E’ una cartina tornasole potentissima. Per star bene in società, con i Gianni Riotta, i Lucio Caracciolo, i Pierluigi Battista, gli Omero Ciai, è necessario dire “Castro”, e nonsiamai farsi scappare “Fidel”. Chissà, forse Sansonetti conosce Emir Sader, il filosofo brasiliano, tra i fondatori dei Fori Sociali Mondiali. In un magistrale articolo intitolato “come diventare un ex-intellettuale di sinistra” Sader lo mette al primo comandamento: “non chiamare mai più Fidel, Fidel. Da oggi in poi chiamalo sempre Castro”.
Con Nello Margiotta, Sabatino Annecchiarico, Mirko del Medico e Fabio Amato:
Continuano, su questo sito e sulla stampa nazionale (la polemica è dilagata sulla stampa che una volta quelli del partito di Sansonetti definivano “borghese”, dalla Repubblica al Giornale, che se la ridono grassamente), gli eco del caso Nocioni-Liberazione-Cuba. Il giorno 2 giugno Sansonetti ha dedicato un … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, venerdì 1 giugno 2007, 22:34
Archiviato in:
Media
Gentile Piero Sansonetti, direttore di Liberazione,
da due giorni il mio sito, che si occupa prevalentemente di informazione e America Latina, è inondato di messaggi di lettori del suo quotidiano, indignati per la pagina intera (pp. 1 e 9) pubblicata a firma Angela Nocioni, presunta inviata a L’Avana per il suo giornale, il giorno 30 maggio.
Molti lettori, suoi e miei, mi chiedono di fare qualcosa, attribuendomi un potere che evidentemente non ho. Non sono un lettore di Liberazione, non ho alcun rapporto di lavoro con il suo giornale, non sono mai stato militante né del PRC né di alcun partito di sinistra. Sono solo un docente di Storia del Giornalismo e un attento osservatore delle cose latinoamericane e del giornalismo italiano.
Se ho ricevuto una ventina di messaggi io, lei ne avrà ricevuti mille e mi auguro li abbia letti. Non … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, venerdì 1 giugno 2007, 01:12
Archiviato in:
Media
La Repubblica, 31 maggio 2007, "[...] è un luogo del mondo dove le mamme invitano le figlie piccole ad aiutarti ad allacciare una scarpa, se si accorgono che è slacciata. Il paradiso dell’ educazione civica".
IL PARADISO DELL’EDUCAZIONE CIVICA?!!!
Guarda caso sono donne che insegnano alle figliE (non padri con i figli né madri con i figli) ad allacciare le scarpe slacciate che per forza di cose sono di UOMINI giacché è più frequente siano loro a portare scarpe con stringhe.
Il giornalista ha apprezzato questo gesto ancillare di una piccola donna inginocchiata ai suoi piedi che gli allaccia le scarpe, omaggio che in Italia e in Europa evidentemente da tanto tempo non ha più il privilegio di ricevere.
Questa è civiltà. Complimenti!
Il paese è Aracataca, il paese di García Márquez, in Colombia, grande nazione dissanguata da mezzo secolo di guerra civile. Il giornalista, è uno che in quel paese non va mai, non è importante, per lui e per il suo giornale, lo dichiarò proprio in questo sito. Se proprio ancora non hai capito di chi parlo, entra nel post e leggi la risposta: … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, giovedì 31 maggio 2007, 12:45
Archiviato in:
Dialoghi
Con Andrea Grillo, Simone Caligiana, Primo Ilario Soravia
Andrea Grillo: Gentile professore, sono un cooperante che lavora in Senegal, in Nicaragua e a Cuba. Ha letto gli ultimi articoli che Liberazione ha dedicato a Cuba? Che schifo, che vergogna! Sono senza parole, non ci sono aggettivi per descrivere questi opportunisti, … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, venerdì 18 maggio 2007, 20:17
Archiviato in:
America latina, Primo piano
CARACAS – La capitale del Venezuela deve piacerti piano piano. All’inizio prevale lo choc; è una città difficile e neanche è detto che succeda mai che ti piaccia. Sono oramai molte volte che la visito, per periodi più o meno brevi e solo adesso comincio a sentirla meno ostica e a provare affetto. Anche se i contrasti intollerabili degli anni ’90 vanno lentamente riducendosi, continuano a choccare. E a volte ad impaurire.
Ma è solo una scorza, sotto la quale pulsa un’umanità meravigliosa. L’opposizione sta chiusa nei quartieri per ricchi e il resto della popolazione si ingegna per cambiare il … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it