di Doriana Goracci, lunedì 13 aprile 2009, 22:58
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Dialoghi
La notizia “tranquillizzatevi” non viene dall’Italia ma dalla Polonia: A Kamien Pomorski, nel nord-est Incendio in un ostello per senza tetto in Polonia, almeno 21 morti e 20 feriti
“Le fiamme, secondo quanto riferito da un portavoce dei pompieri polacchi, hanno sorpreso gli ospiti del ricovero nel sonno. Molti sono saltati dalle finestre e si sono procurati diverse fratture. Nella struttura vivevano circa 77 persone. Molti degli ospiti dell’ostello, che erano in tutto 77 al momento in cui è divampato l’incendio, si sono gettati dalle finestre dell’edificio di tre piani per sfuggire alle fiamme procurandosi diverse fratture. Sulla scena della tragedia è arrivato il premier Donald Tusk. Sul posto sono ancora al lavoro vigili del fuoco e soccorritori. Non si conoscono le cause del rogo”.
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di Redazione, sabato 21 marzo 2009, 11:43
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Con la conversione del decreto-legge n.180 sul “diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca”, l’onda controriformatrice del duo Gelmini-Tremonti si abbatterà sull’Università pubblica con una decurtazione del fondo di finanziamento ordinario che dai 702 milioni di euro nel 2010 raggiunge nel 2011 gli 835 milioni.
Coperta dalla retorica del merito e dal vincolo dei conti pubblici in ordine, origina da un’impellente necessità di larga parte del sistema industriale italiano: dequalificare e depotenziare il sistema formativo per disporre di manodopera già ‘disciplinata’ al momento della laurea e, dunque, già in quella fase ben disposta ad accettare condizioni di sottoccupazione e bassi salari.
Guglielmo Forges Davanzati
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di Gennaro Carotenuto, domenica 1 marzo 2009, 11:04
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Italia

Ottomila in piazza a Prato contro la crisi e per chiedere interventi eccezionali contro il declino del distretto del tessile.
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di Enza Panebianco, venerdì 27 febbraio 2009, 14:07
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Dialoghi
Vi racconto questa: Ieri sera ad annozero puntatona su licenziamenti, precarietà e ampio – troppo ampio – spazio al ministro tremonti che ci ha deliziato con le sue ricette per risolvere la crisi. I servizi mostravano immagini di operai imbufaliti e caricati dalla polizia (a pomigliano ma è successo anche altrove), di operai che in polonia costruiscono quello che si ostinano a chiamare made in italy (la fiat), di operai che in inghilterra vogliono cacciare gli italiani fuori a calci perchè rubano il loro posto di lavoro, di operaie che saranno licenziate in blocco perchè l’azienda chiude.
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Di spalla in prima pagina con un fondo e poi a tutta p. 10, “Il Mattino” di Napoli racconta la storia di tre persone che si sono date fuoco in piazza Tienanmen. La notizia è riportata stancamente da altre fonti ma mi risulta che solo “il Mattino” gli dà questo rilievo e che nessuna delle puntute penne che solo pochi mesi fa chiedevano addirittura la rottura delle relazioni con la Cina e il boicottaggio delle Olimpiadi si siano mosse per questi tre Ian Palach pechinesi.
Sarà come sarà ma il dubbio che il viaggio di Hillary Clinton col cappello in mano e con la bocca sigillata sui diritti umani (se era siciliana la chiamavano omertà) abbia davvero voltato pagina e che i nostri editorialisti siano bravissimi ad allinearsi e coprirsi viene.
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di Enza Panebianco, mercoledì 28 gennaio 2009, 15:01
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Italia

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di Gennaro Carotenuto, giovedì 11 dicembre 2008, 09:00
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Italia, Primo piano
Vi invito a leggere il pezzo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi. Parla ancora di Università e di corsi di laurea inutili in sedi periferiche inventate dal nulla e probabilmente nessuno dei dati che cita è sbagliato.
Ma il pezzo è soprattutto un fulgido esempio di disinformazione. Date un’ occhiata veloce. L’idea sarà che è l’Università malata, baronopoli eccetera… e che quindi Mariastella Gelmini ha ragione ad usare l’accetta.
L’articolo però è un pezzo di bravura nell’indicare una metastasi ma per nascondere di chi è la colpa di quella metastasi. “È tutta lì, la fotografia della follia dell’Università italiana” scrive Gian Antonio.
Peccato che la fotografia di Stella sia stata taroccata col Photoshop e la colpa non sia delle Università, ma dell’ideologia del territorio voluta da banche e confindustrie locali.
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di Doriana Goracci, mercoledì 3 dicembre 2008, 07:55
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Dialoghi
Giuseppe Scalarini La piovra vaticana 1923 … Leggi tutto
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di Doriana Goracci, domenica 9 novembre 2008, 08:24
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Dialoghi
All’Hotel Royal di Sanremo, si sono riuniti in un seminario a porte chiuse i direttori di Confindustria di tutta Italia, c’era anche il Ministro della Pubblica Istruzione. Quando ha preso la parola, ha preteso che tutti i giornalisti uscissero, compreso quello del Sole24ore. Dopo il verbo della Marcegaglia, anche lei, Gelmini-Drizza Bambini, si è allontanata. … Leggi tutto
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di Giuseppe Aragno, sabato 8 novembre 2008, 20:06
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Dialoghi
Ieri, nell’università occupata, mentre si discuteva delle prospettive del movimento, una ragazza mi ha fatto pacatamente una domanda e mi sono reso conto di quanto sia necessario e urgente che la scuola militante faccia i conti con se stessa e si assuma le responsabilità d’una scelta difficile ma ineludibile. Una domanda, semplice, chiara, apparentemente banale, ma radicale e profonda, come la luce dei bellissimi occhi neri che mi fissavano intensi, fiduciosi, ma decisi. Gli occhi di chi domanda, ma la risposta, per conto suo, se l’è già data: “cosa dovrebbe contare di più, per noi, professore, l’anno accademico o il futuro che ci stanno togliendo? La punizione per la ribellione o la consapevolezza che ci ribelliamo contro un’ingiustizia?“. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 6 novembre 2008, 18:05
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Italia, Pianeta Terra, Primo piano
Su Repubblica di oggi (p. 10) Goffredo de Marchis intervista Walter Veltroni che dichiara:
“Io credo all’insostituibilità dell’America. Il mondo non può accettare l’isolamento degli USA, non può rinunciare alla sua leadership morale”.
Sarebbe bene che il segretario del Partito Democratico spiegasse se il destino di 20 anni di storia della sinistra italiana sia stato passare da una gregarietà a un’altra, dal ruolo guida dell’Unione Sovietica all’insostituibilità degli Stati Uniti, dalla patria dei lavoratori alla leadership morale degli Stati Uniti.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 3 novembre 2008, 08:20
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Italia
Silvio Berlusconi manda l’esercito, a ben guardare i più fannulloni dei fannulloni dentro le caserme a tosar l’erba delle aiuole. Silvio manda l’esercito a levare la monnezza. Silvio manda l’esercito a sconfiggere la camorra. Silvio manda l’esercito contro quei terroristi degli studenti e delle maestre.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 2 novembre 2008, 12:10
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Italia, Primo piano
Articolo aggiornato lunedì 3 novembre ore 7.50
Silvio Berlusconi starebbe pensando di imbrigliare Mariastella Gelmini e frenare sulla Riforma dell’Università che sarebbe stata approvata per Decreto Legge la prossima settimana? E’ quanto si evince dal servizio di SkyTg24 qui sopra e dal pezzo di Claudio Tito a p. 7 di “Repubblica” di domenica. Riguarda la riforma annunciata in settimana dalla Gelmini e che sarebbe stata cotta e mangiata convertendola in DL nel prossimo Consiglio dei Ministri (con cosette di poco conto come l’abolizione del valore legale del titolo di studio). Sarebbe una prima vittoria parziale dell’ONDA, il movimento studentesco che ha preso forza in questi giorni fino a preoccupare un governo che fa della gestione mediatica del consenso un aspetto fondamentale.
Succeda quello che succeda vi presentiamo le grandi linee della riforma che distruggerà l’Università pubblica.
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di Doriana Goracci, sabato 1 novembre 2008, 10:22
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Dialoghi
C’è un bel mercato, virtuale ma reale, dove è possibile comprare lame e coltelli per collezionismo, outdoor, medioevo, antica roma, lord of the rings. Sono le forbici che nella morra cinese, battono la carta: quante volte abbiamo sentito parlare di grande forbice tra la sicurezza reale e quella percepita? Ci sono anche Forbici che rivendicano per il loro pubblico programma: serietà, ascolto, attenzione e informazione da profondere alla “gente”, e tra uno Zapping e un’altro, fior fiore di giornalisti non smentiti, annunciano rispetto per il debito pubblico che il merito della diminuzione dello stesso, è tutto grazie alle liberalizzazioni e non sono smentite, certo, dallo Sforbiciatore gentile. … Leggi tutto
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Sandro Viola, classe 1931, è uno dei patriarchi del giornalismo italiano. Ieri ha scritto un editoriale su Repubblica intitolato “Il Re e i talk show”. Nell’articolo si lamenta della pessima qualità dei vari Ballarò, Porta a Porta eccetera e lo fa con un esercizio retorico scarsamente degno della sua lunga carriera.
Il succo è che per Sandro Viola sarebbe bello avere un Juan Carlos di Borbone con l’autorevolezza di zittire politici impresentabili come fece al vertice iberoamericano di Santiago del Cile nel novembre 2007 con Hugo Chávez.
Per Viola quel “por qué no te callas”, “perché non stai zitto”, pronunciato dal Borbone al negraccio dell’Orinoco, come il cameo di Marshall McLuhan in “Annie Hall” di Woody Allen, assurge ad una sorta di rivincita delle persone dabbene verso i politici quaquaraquà.
Il dabbene è Don Juan Carlos di Borbone e il quaquaraquà ovviamente il presidente del Venezuela.
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