Wednesday 08 February 2012, 20:10

Gli articoli con tag: " Brecha "

Brecha: El Euro, fortaleza asediada


Dibujo. Ombú

Hace diez años Europa celebraba el nacimiento del euro. Ahora está al borde del abismo y ya no se descarta de plano la hipótesis de que la moneda única podría terminar su existencia en 2012. Lo que hasta hace poco resultaba impensado, ahora puede convertirse en la crónica de un desastre que muy pocos anunciaron.

Por Gennaro Carotenuto

El 1 de enero de 1999, hace 13 años, las históricas monedas europeas, algunas con siglos de vida, como el dracma griego, la lira italiana, la peseta española, el marco alemán y el franco francés, terminaron de fluctuar entre ellas, bloqueadas a cambios estables.

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(REPORTAGE) – Ciudad Juárez: Viaje al fin del neoliberalismo

Juarez3El sueño de la industrialización neoliberal se transformó en pesadilla. Ciudad Juárez, la de las maquiladoras y los feminicidios, frontera entre el norte y el sur del mundo, es hoy la ciudad más violenta del planeta. En los últimos dos años la guerra entre narcos, en la que está involucrado el ejército, ya causó 4.600 muertos y 100 mil refugiados.

Por Gennaro Carotenuto y Chiara Calzolaio desde Ciudad Juárez para Brecha

LLEGANDO A CIUDAD JUÁREZ desde el sur, la última hora de avión muestra con creciente angustia uno de los desiertos más áridos del mundo. No era así antes, cuentan los pocos lugareños autóctonos. Juárez tenía 30 mil habitantes en 1930, 300 mil en 1970, 1,5 millones en 2000, y perdió varias batallas por el control del agua del Río Bravo con El Paso, que desde 1848 pertenece a Texas.

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“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

copertina-web-Giornalismo-partecipativo

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

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“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

copertina-web-Giornalismo-partecipativo

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

Se il collateralismo tra mass media e potere è un consolidato processo storico e solo ciò che è vendibile è rappresentato, i media disegnano una società unidimensionale dove interi mondi sono oscurati, travisati o criminalizzati. In una società dove, usando le parole di Noam Chomsky, il giornalismo è “la fabbrica del consenso”, tutti i migranti sono delinquenti e tutte le donne aspiranti veline.

La crisi etica ed economica della stampa è accelerata dal medium che incarna l’informazione del futuro: Internet. A 15 anni dall’arrivo dei giornali in Rete è tempo di ripercorrerne la storia: le edizioni digitali rappresentano finora un’occasione mancata, usata per abbassare i costi, precarizzare i giornalisti e omologare verso il basso il messaggio.

Trent’anni di informazione digitale rappresentano però anche un parallelo processo di democratizzazione dell’informazione. La Rete offre sinapsi e tecnologia libera, rompendo la gabbia della concentrazione editoriale. Abbassando l’asticella permette a milioni di soggetti di far circolare notizie non filtrate dal mainstream.

Con luci e ombre, da molto prima della nascita dei blog, del Web 2.0, dei social network, la Rete ha reso possibile un giornalismo diffuso e partecipativo, dal basso, ma non per questo meno verificabile. Se i media tradizionali si basano sulla cooptazione, il “giornalismo partecipativo” fonda la propria autorevolezza sulla revisione tra pari caratteristica della comunità scientifica e sulla comunicazione aperta. Siamo di fronte a un’erosione del latifondo mediatico e a una Riforma agraria dell’informazione?

Gennaro Carotenuto insegna Storia del giornalismo e dei nuovi media e Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con Radio3Rai e scrive per il trimestrale Latinoamerica dal 1992.
Ha collaborato con quotidiani come El País, La Stampa, La Jornada. Dal 1997 è analista di politica internazionale del settimanale uruguayano Brecha. Dal 1995 sperimenta il giornalismo partecipativo con un proprio sito personale: http://www.gennarocarotenuto.it. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo (Sperling&Kupfer). Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione (EUM).

Leggi online:

il sommario

l’introduzione

dal Capitolo 1 – La “fine del giornalismo”?

dal Capitolo 2 – “Gli uomini preferirono le tenebre alla luce”: l’incubo del Quinto potere

dal Capitolo 3 – “Zapatistas in Cyberspace”. Un’email dal Chiapas

Grazie a voi!

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Istruzione, Gelmini e socialismo…

Verso la fine del diciannovesimo secolo Jose Martì, il rivoluzionario che sarebbe divenuto l’eroe nazionale di Cuba, scrisse che “essere istruiti è l’unico modo per essere liberi” e che “tutti gli uomini devono coltivare la propria intelligenza per rispettare così se stessi e il mondo”, perché “il popolo più felice è quello che ha istruito meglio i suoi bambini”.

Parole importanti, che vale la pena di ricordare.

Parole su cui riflettere, alla luce di alcuni dati degli ultimi anni.

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Liga Norte: el odio legalizado

Cie La nueva ley de seguridad, impuesta por la separatista Liga Norte en Italia, incita al odio racista y legaliza el “escuadrismo” fascista. La inmigración “sin papeles” fue equiparada a un crimen y patotas de ciudadanos financiados por el Estado ya han salido “legalmente” a cazar a los trabajadores extranjeros. Pero la Liga Norte, que domina a un Silvio Berlusconi debilitado por sus escándalos sexuales, va más allá: su objetivo es –también– discriminar a los italianos del sur, empezando por reducir sus sueldos.

Gennaro Carotenuto desde Roma para Brecha

A partir de ahora todo extranjero que no tenga documentos o que simplemente pierda su empleo (y con ello su derecho a permanecer en la península) cometerá un crimen y puede ser perseguido, encerrado hasta 180 días en un Centro de Identificación y Expulsión –en condiciones mucho peores de las de una cárcel– y finalmente expulsado. En tiempo de crisis económica, el pbi italiano cae en picada y los empresarios del norte, que votan a la Liga pero necesitan mano de obra extranjera barata y clandestina para no pagar impuestos, obtuvieron medidas que les permiten chantajear más a los trabajadores: o te sometés (aun más) o te hago expulsar.

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Lettera (e risposta) a Giulietto Chiesa

Caro Giulietto,

leggo con sorpresa una lettera di tale Francesco Tronci sia sul tuo sito che su Megachip, con annessa risposta non firmata e quindi che presumo tua. Senza aver letto nulla di mio, lo dichiari, prendi per buona la versione data da questa persona e mi lanci una serie di accuse gravi che essendo evidentemente generiche non mi colpiscono ma mi obbligano a una richiesta di rettifica.

Devo infatti dedurre che se ti inviassi una lettera nella quale scrivessi “Chiesa è delirante”, “Chiesa è in malafede”, “Chiesa è fuori di testa”,“Chiesa è complice”, Chiesa è ridicolo” e tu non la pubblicassi sul TUO sito personale, io avrei buon diritto a concludere “Giulietto Chiesa, agente del Mossad, censura”.

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Brecha – Unión Europea y Gaza. Cacofonía y parálisis

Las reacciones diplomáticas y políticas de los países de la región demuestran una vez más la incapacidad de la Unión Europea para dotarse de una sola voz y una sola política exterior. Mientras una presidencia checa de muy bajo perfil se adapta perfectamente a los intereses israelo-estadounidenses, el francés Nicolas Sarkozy, movido al menos por su personalismo, intenta jugar un papel constructivo.

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Brecha- Grecia: en la periferia de Europa explota el modelo

greciagouliamaki Una semana de choques entre jóvenes y la policía que se inició con la muerte de un adolescente y derivó en jornadas de protestas en todo el país, demostró que también en Europa el modelo neoliberal no da para más.

El quiebre
Gennaro Carotenuto desde Roma
Alexis Grigoropoulos tenía 15 años. Lo mató un policía a sangre fría hace una semana. Su muerte no es un caso aislado de violencia policial en Grecia, aunque ahora las autoridades lo presenten casi como un accidente. El sábado 6 Alexis paseaba por Exarquía, que hasta hace un par de décadas era el pintoresco e izquierdoso barrio de los artistas y ahora es sólo un barrio difícil en el que el tráfico de drogas al menudeo es omnipresente.

Tal vez alguien insultó a los policías, pero videos exhibidos por la televisión muestran que no fueron agredidos. Los dos agentes bajaron del patrullero disparando y uno hizo fuego sobre Alexis. A diferencia de otros casos similares, esta vez el castillo de mentiras armado por la policía y el Ministerio del Interior se desmoronó apenas levantado. El lugar del asesinato se transformó de inmediato en sitio de peregrinación, cubierto de flores, fotos, pancartas, billetitos, al tiempo que explotaba la protesta en toda Atenas por esa muerte y en rechazo a los métodos habituales de una policía como la griega, incapaz de relacionarse con los jóvenes sin tratarlos como criminales. Suman cientos los relatos de violencias policiales, arrestos ilegales, muertes que condujeron a condenas ridículas o directamente a la absolución de los culpables.

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Brecha. Italia – La izquierda en su peor momento

Mientras los “reformistas” del Partido Democrático intentan pegarse a Barack Obama para dejar atrás su terrible derrota de abril, la izquierda radical continúa encerrada en su caparazón. Por fuera de ambos, un movimiento de estudiantes y docentes que la semana pasada convocó a un millón de personas en Roma agita las aguas y los cuestiona.

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Brecha – Cáucaso: miradas sobre un conflicto. Los escombros de la diplomacia mundial

La guerra relámpago provocada por Estados Unidos en el Cáucaso hace un mes exacto, y la decisión unilateral rusa de reconocer la independencia de dos provincias rebeldes, hasta ahora pertenecientes a Georgia, son una nueva muestra del desmoronamiento de las alianzas que marcaron el último medio siglo.

Gennaro Carotenuto desde Roma – Brecha

La aventura georgiana de George W Bush ha llegado al punto de poner en riesgo a la propia otan y al sistema occidental de alianzas tal cual ha funcionado desde el fin de la Segunda Guerra.
Las evidencias y los testimonios de que el intento georgiano de apoderarse de las dos provincias rusófonas y rebeldes de Osetia del Sur y Abjasia contó con el apoyo, no sólo político sino también militar, de Estados Unidos son cada vez mayores. Por supuesto que tal realidad no será jamás reconocida por las diplomacias de los países de Europa occidental, y difícilmente sea ventilada por los grandes medios de comunicación del área. En su gran mayoría esos medios callaron la injerencia estadounidense en Kosovo, de la misma manera que nada dijeron sobre la incesante labor de desestabilización por parte de Estados Unidos en Georgia y Ucrania, donde fueron impuestos, a través de procesos no transparentes, gobiernos “amigos” de Occidente y hostiles a Moscú.

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BRECHA – El calcio italiano. La pelota es lo de menos

Con tres graves escándalos en un cuarto de siglo, el fútbol italiano no es seguramente el más limpio del mapa, aunque la cantidad de dinero circulante en una de las ligas más ricas del mundo hace que una cuota de corrupción sea probablemente endémica.

Gennaro Carotenuto desde Roma
El primer gran escándalo fue el llamado “Calcioscommesse” (scommesse quiere decir apuestas), en alusión a que los futbolistas arreglaban los partidos después de haber apostado dinero clandestinamente. Era un calcio aún a medida humana, las ganancias de los clubes venían todas de las canchas llenas o de presidentes adinerados, y en aquella época no había ni jugadores extranjeros y ni siquiera rioplatenses naturalizados.

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Brecha – Italia: el país del desamparo

zingari En Italia, con apoyo masivo, el gobierno de Berlusconi lanza una brutal campaña contra la inmigración “ilegal” y coloca en el índex a rumanos y gitanos. Hubo pogromos en zonas pobres del país. En Iowa, Estados Unidos, con la bendición de la población local, se produjo la mayor redada en años contra inmigrantes latinos. En México se caza a los centroamericanos, y en Sudáfrica a los inmigrantes también negros de Zimbabue… En todos lados, pobres contra pobres.

El inicio del nuevo gobierno de Silvio Berlusconi es peor que las peores pesadillas. Los medios soplan sobre el fuego e instan al racismo, especialmente contra gitanos y rumanos. Desde hoy, tras la aprobación de una nueva ley de inmigración, más de 630 mil extranjeros podrían ir presos.

Gennaro Carotenuto desde Roma

En el país que pobló varios continentes, enviando a decenas de millones de hambrientos a encontrar pan, techo y trabajo desde Montevideo a Londres, desde Nueva York a Melbourne, nadie quiere a los extranjeros.

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Brecha – Italia – Porca miseria

matrix Se implanta el Parlamento más derechista de la historia de la república y el nuevo alcalde de Roma lleva con orgullo una cruz céltica en el cuello. Para la izquierda italiana empieza la travesía en el desierto. El precio lo pagarán los extranjeros, los jóvenes precarios y los que luchan contra la criminalidad organizada.

Gennaro Carotenuto desde Roma

Silvio Berlusconi y los suyos están copando todo. Ahora acaban de conquistar la última joya de un abril memorable para la derecha italiana: la alcaldía de Roma. Desde el martes la capital está en manos de Gianni Alemanno, de 50 años (de pelo negro en la foto con su oponente Francesco Rutelli). Durante su juventud fue uno de los máximos líderes de la derecha neofascista, con varios hechos violentos y arrestos en su prontuario. En 1994 se reconvirtió en seguidor de Alianza Nacional, sector que a su vez se había reconvertido (o intentaba hacerlo) en una derecha que se proclama liberal-conservadora. Arribó así al Parlamento y a ser ministro entre 2001 y 2006. Pero su llegada al Colle Capitolino, desde donde el alcalde de Roma se puede asomar a un paisaje que abarca los foros imperiales y el Coliseo, es enteramente responsabilidad de la centroizquierda, que suma otro desastre al desastre de las elecciones parlamentarias de hace dos semanas.

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Brecha – Italia – Sin izquierda, y con Berlusconi hasta 2020

bertinotti Lo notable de las elecciones políticas italianas se puede reducir a dos puntos: el primero es que los ciudadanos no están hartos de Silvio Berlusconi, y el segundo es el inesperado y total fracaso de la izquierda de matriz marxista, que desaparece del mapa político.

Gennaro Carotenuto desde Roma

Los italianos no sólo no están hartos del show de Silvio Berlusconi sino que lo quieren en el poder por bastante tiempo más, ya que ahora tendrá cinco años tranquilos de gobierno y luego se le abrirán las puertas para ascender al cielo santificado como presidente de la República, cargo en el que permanecerá hasta el lejanísimo 2020. No son pocos los analistas políticos italianos que están preocupados por las reelecciones de presidentes en América Latina (y arremeten todos los días contra Hugo Chávez), pero acaso es tiempo de que alguien desde afuera analizara el caso Berlusconi y propusiera sanciones a algún organismo internacional, ya que los italianos resultaron incapaces de liberarse del flautista de Hamelin y sus chistes groseros, su plata sin límites, sus bailarinas, sus corruptos y sus corruptores. En total, Berlusconi habrá dominado por un total de 26 años la escena política del país, cuatro más que Benito Mussolini.

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