Bilancio a un mese dal golpe in Honduras
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Esattamente un mese fa, il presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras, Manuel “Mel” Zelaya, veniva sequestrato da un commando golpista dando inizio così all’ultimo colpo di Stato nel XXI secolo. Di eversori in America latina continuano ad essercene moltissimi ma, soprattutto dopo la sconfitta del golpe in Venezuela dell’11 aprile 2002 si pensava che la forma golpe, i governi civico-militari, i cadaveri degli oppositori sul ciglio della strada, gli appoggi o i silenzio-assenso da parte dei grandi burattinai fossero cosa del passato.
Mel Zelaya nel corso di questo mese è diventato una sorta di simbolo. Questo non perché rappresenti un politico nel quale meriti necessariamente riconoscersi, ma per l’istituzione democratica che incarna rispetto all’istinto autocratico delle forze golpiste, intorno alle quali sta pascolando la peggior feccia della storia latinoamericana, sicari come Joya Améndola, neonazisti come Peña Esclusa, terroristi internazionali come Otto Reich. Alla testa di questi si è installato Roberto Micheletti, un famelico personaggino subito adottato da parecchi media italiani, pronti a passar sopra al golpe e a fare l’ennesima ignobile figura facendo il tifo per il dittatore (presunto) tifoso dell’Atalanta.
Ma la parte interessante, e che riempie di speranza per quanto sta avvenendo in Honduras, non risiede nel quadro politico istituzionale ma nel protagonismo dei movimenti sociali, indigeni, contadini.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















dema | 28 luglio 2009 19:38 | Rispondi
purtroppo della deriva che ha ormai preso da tempo ortega in nicaragua, che è riuscito a vincere le ultime elezioni grazie ad alleanze a dir poco discutibili (se non sbaglio con l’”impegno” di fare dell’omosessualità un reato) e che ha fatto fuori dal parlamento un partito sandinista d’opposizione con una legge ad hoc, ho appreso solo da pochi mesi…e ho paura che abbia ormai poco a che fare con il sandinismo…già qualcosa avevo intuito dalle varie filippiche che ha pronunciato contro di lui un grande personaggio storico (e sulla cui buona fede sono certo di poter mettere la mano sul fuoco) come ernesto cardenal…se ti capita di scrivere su questo gennaro credo che interesserebbe a molti…saluti
dema | 28 luglio 2009 20:32 | Rispondi
anzi rettifico: dell’omosessualità non so dire niente (anche se tempo fa mi pare di aver letto che in nicaragua è ancora reato); però ortega è stato fin troppo conciliante con una chiesa conservatrice che ancora vuole la penalizzazione dell’aborto…ricordi un po’ annebbiati…spero che gennaro possa venire in mio soccorso su questo tema…:]
Gennaro Carotenuto | 28 luglio 2009 21:42 | Rispondi
Ortega fa schifo alle formiche ignude. Non lo toccherei neanche con una canna da pesca e ancora mi repelle avergli stretto la mano e scambiato qualche parola. Detto questo trovatemi uno meno peggio di lui (e ho detto quel che penso) in grado di evitare il peggio.
dema | 28 luglio 2009 21:48 | Rispondi
eh la vedo dura infatti….per il momento toccherà accontentarsi…ed in futuro speriamo in qualcuno di meglio..
dema | 28 luglio 2009 22:06 | Rispondi
gennaro pensi che mauricio funes in el salvador prometta qualcosa di meglio?
Antonio Castellarin | 30 luglio 2009 20:55 | Rispondi
Un commento troppo bello per non postarne almeno un pezzo. Cile ed Honduras, unite per costituzioni di dittatori, con il mollusco Oscar Arias in omaggio.
“Zelaya: con el sombrero de Sandino” di José Steinsleger su Rebelión http://www.rebelion.org/noticia.php?id=89365&titular=zelaya:-con-el-sombrero-de-sandino-
[...] Algunos analistas ven en Obama la rencarnación de Franklin D. Roosevelt, quien en 1933 asumió la presidencia con el propósito de conjurar los estragos de la Gran Depresión. Al interior, Roosevelt adoptó el keynesiano New Deal (Nuevo Trato), y en América Latina la política del “buen vecino”.
Analogías, palabras. Con todo, es importante subrayar que Roosevelt creía en su política internacional tanto como Obama cree en la suya. Pero la lógica de la política (que es negociación) no siempre acompaña la de los convencidos de que en este mundo todo es negociable, la democracia inclusive.
Esa concepción falaz de la política (de la que moluscos como el costarricense Óscar Arias y el chileno José Miguel Insulza son genio y figura) fracasa cuando pueblos como el hondureño se movilizan y en estado deliberativo permanente, distinguiendo con claridad a sus enemigos, apoyan a líderes que están a la altura de las circunstancias.
¿Existía en Honduras una situación institucional “peligrosa”? ¿Cuál fue el pretexto para el golpe? ¿La propuesta de revisar aspectos de la Constitución impuesta por la dictadura del general Policarpo Paz García (1982), y tan ilegítima como la vigente en Chile, impuesta por Pinochet y acatada por los partidos de la llamada “democracia modelo”?
En Honduras y Chile no faltan cagatintas aduciendo que, en ambas constituciones, hay posibilidad de plebiscitos. Vamos. Redactadas por militares, las constituciones de Honduras y Chile prohíben que un ciudadano que ha ejercido la presidencia se postule para el periodo siguiente. ¿Y si los pueblos deciden lo contrario? [...]
P.S. Con il commento di Matteuzzi 29.07 il Manifesto si salva in corner.
dema | 31 luglio 2009 22:43 | Rispondi
non c’entra nulla con il post ma vi segnalo che lunedì 3 agosto il programma d rete4 di claudio brachino “top secret” parlerà di ernesto che guevara…e lo scopo della puntata sarà senza dubbio buttare un bel po’ di fango su quest’ostinata pulce idealista, tanto scomoda in questo modo ipocrita. ciò si può facilmente intuire dal promo della trasmissione: “…chi era il VERO ernesto che guevara?…”, come dire che il “che” che molti conoscono e di cui apprezzano gli ideali è solo il frutto della fantasia. immagino già che la fonte principale sarà il “best-seller” del figlio di papà alvaro vargas llosa “il mito di che guevara ed il futuro della libertà”, o altri della stessa stregua……..non ho certo l’autorità per chiedere a tutti di evitare di guardarlo ma il mio intento sarebbe proprio questo…:]
dema | 31 luglio 2009 23:02 | Rispondi
l’orario del programma è le 23 e 15…motivo in più per andare a dormire presto…:]..saluti