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Testimonianza dall’Honduras: non credete ai media officiali, la gente vota e resiste!

DSC038331 Dopo ore di tentativi finalmente Giornalismo partecipativo riesce a comunicare con P. T. cooperante di un paese europeo residente da anni in Honduras. Quella che vi offriamo è la prima testimonianza in italiano dall’Honduras: “Il primo segnale che stava succedendo qualcosa è stato che i militari hanno staccato la luce in tutta la città. Solo da poco ci siamo procurati un generatore, ma abbiamo pochissima benzina perché è razionata, non si vende, e quindi posso restare collegata pochissimo tempo”.

Quando avete saputo del golpe? “in mattinata prestissimo è arrivata la notizia che hanno preso il presidente con la forza. La capitale ha iniziato a reagire, mentre dalle altri parti del paese si è animata la gente a continuare a votare per il referendum. Anzi le ultime notizie sono che anche nella capitale dove può sta votando in massa”.

Quindi si sta votando che tu sappia? “Qui dove mi trovo sono arrivati i militari e hanno sequestrato le urne per impedire il voto. Nella capitale è successo in molti posti ma ho molte testimonianze che in tutto il resto del paese e anche in alcune zone della capitale la gente sta correndo a votare come forma di dire NO al golpe”.

I media funzionano? “Hanno spento tutto. Appena hanno sequestrato il presidente Zelaya hanno chiuso il Canal 8, l’unico favorevole al governo e poi anche tutti gli altri. Adesso credo funzioni solo una radio della destra golpista HRN”.

Che tipo di reazione c’è da parte dei movimenti? “ti dico solo che i popoli indigeni hanno iniziato una marcia a piedi verso la capitale. Inoltre molte persone sono andate al palazzo presidenziale. Ma non ho informazioni verificate”. Riuscite a comunicare? “la mancanza di corrente fa che i cellulari sono quasi tutti scarichi. Qui dove sono li possiamo ricaricare ma le centinaia di persone nascoste non hanno maniera di farlo”.

Ci sono le notizie di violenza? “Gira voce di almeno un morto, ma non posso confermartela. Le uniche violenze sicure che ho io sono quelle contro i medici cubani. Alcuni sono stati aggrediti, gli altri li stiamo nascondendo. Inoltre qui da noi quando hanno sequestrato le urne del referendum hanno detenuto tre persone ma sono stati costretti a rilasciarli quasi subito. Inoltre ho notizie di liste nere di dirigenti popolari che vengono ricercati, soprattutto quelli che hanno lavorato al referendum. Non ho notizie di persone precise arrestate. Ma centinaia se non migliaia di persone si sono dovute nascondere”.

Sei uscita? Com’è la città? Che idea ti sei fatta sui rapporti di forza? “Ho girato per il quartiere ma come straniera non mi sono avvicinata al punto dove si votava. I militari sono estremamente aggressivi, puntano le armi in faccia alla gente. La gente sta chiamando alla calma e cerca di parlare loro e si stanno facendo azioni pacifiche in tutto il paese. Il messaggio è calma, pace e non opporre altre forme di resistenza”.

Che messaggio puoi lasciarmi in conclusione? “Faccio un appello internazionale a non lasciare solo l’Honduras e a fare informazione su quello che sta succedendo in Honduras. Non credete ai media ufficiali”.

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3 Responses to Testimonianza dall’Honduras: non credete ai media officiali, la gente vota e resiste!

  1. dema 28 giu 2009 at 22:39 #

    E intanto i nostri “autorevoli” tg, tanto per cambiare, insinuano l’opinione (anche se non detta direttamente ci mancherebbe) dei militari e dei soliti poteri forti difensori della democrazia, in stile cile di allende salvato dal generale pinochet. La loro analisi si limita a dire che zelaya avrebbe indetto il referendum di oggi per farsi rieleggere ad un secondo mandato (soprattutto viene sottolineato il fatto che sia un alleato di chàvez…e allora?); addirittura da quello che si sente sembrerebbe che serva solamente a questo (storiella già sentita con chàvez solo sette anni fa ed anche in seguito), e si tace sul fatto che nonostante il golpe la gente in honduras continua a votare per eleggere finalmente una costituente che scriva una costituzione finalmente rappresentativa di tutto il popolo, non solo delle oligarchie. Intanto, come da copione, il congresso ha diramato un comunicato con cui zelaya avrebbe rinunciato alla carica di presidente, ovviamente falso e subito smentito dall’interessato. 11 aprile 2002? e le parole di obama possono davvero rappresentare il bagaglio enorme di interessi degli stati uniti? speriamo che le nuove strutture integrazioniste ed i movimenti sociali honduregni riescano a riportare zelaya in sella e permettergli di cambiare davvero il paese. Scusate la lunghezza ma sono esploso nel sentire queste notizie; pagherei per poter fare qualcosa di più.

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