Thursday 09 February 2012, 18:06

Sull’agenda informativa

Mi si permetta una breve riflessione. L’agenda informativa mainstream è tutta orientata sull’Iran e su Berlusconi. Quella di questo sito da giorni vede al centro i fatti dell’Amazzonia.

Chi stabilisce che la democrazia in Iran sia più importante della democrazia in Perù? Chi stabilisce che i diritti umani in Iran siano più violati che in Perù dove da almeno un quarto di secolo si governa democraticamente ma con un indice di approvazione sotto il 20%? Chi stabilisce che la biodiversità dell’Amazzonia sia meno importante del petrolio del Golfo Persico? Libero arbitrio, può essere. Più semplicemente ognuno ha il proprio specifico.

D’altra parte tocco con mano da anni che se la mia agenda informativa si appiattisce sui temi del mainstream, magari per criticarlo ferocemente, fioccano i contatti, i commenti, le citazioni. Tanto più se ne allontana, e quindi si dota di un’agenda setting originale, tanto più lascia perplessi non i lettori abituali ma quelli border line che tendono a cercare in proporzione maggiore reinterpretazioni dell’agenda setting mainstream e non già una scaletta di priorità, un’impaginazione costruita ex-novo. Come se il giornalismo partecipativo servisse solo a criticare e fosse sorprendente che sollevi temi occultati. E’ evidente che entrambi i campi, la critica e la costruzione di un’agenda alternativa e parallela, sono lo specifico del giornalismo partecipativo. Ma a volte è molto più facile ottenere consensi riprendendo pari pari i titoli del TG1 che avventurarsi nelle selve amazzoniche. Continueremo a farlo.



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RSS Feed for This Post 9 Commenti

  1. Maurizio Carena | 16 giugno 2009 17:28 | Rispondi

    interessantissima riflessione.
    provo a aggiungere il mio modesto contributo.

    i mainstream, come tu ben sai, servono gli interessi dei loro padroni (editori,inserzionisti, governativi, status quo).
    oggi in italia, con la possibile eccezione del manifesto, il quarto potere e’ solo un cancro che ci avvelena e ci fa accettare l’inaccettabile.
    per esempio, la vergogna della legge sulle intercettazioni che sta passando in questi giorni, che in un sol colpo sega le gambe a magistrati, giornalisti (quei pochissimi con un minimo di dignita’)ed internet (diritto alla “rettifica”, che permettera’ la chiusura anche di You tube, come in Cina), ebbene questa decapitazione della democrazia non sarebbe possibile senza il lavaggio del cervello dei mainstream.

    piu’ articolato sarebbe il discorso sul citizen journalism, ma ho troppo pochi caratteri a disposizione.
    io, prima di essere censurato e di andarmene, ho collaborato con Agora Vox italia, e non ho mai capito, per esempio, perche’ un algoritmo decidesse del rank dell’articolo, un algoritmo legato ai clic a loro volta al traino dei mainstream.
    e’ anche vero che social network come AV devono fare soldi coi banner, ma e’, mutatis mutandis, lo stesso problema di trovare inserzionisti che “sgancino” per i mainstream.

    Credo quindi si tratti di un problema economico (attrarre inserzionisti) e politico (difendere la supremazia della “superiore razza bianca” della “superiore democrazia occidentale” e cose del genere.

    sullo sfondo resta poi che in italia manca la cultura della liberta’ di stampa.
    solo in questo paese di merda per fare il giornalista devi chiedere il permesso al regime
    solo in questo paese di merda ti possono mandare gli sbirri a sequestrare un sito internet sgradito ai governativi.

    per tornare al giornalismo partecipativo, penso sia il giornalismo del futuro, ma per ora in italia, di valido, c’e’ solo il tuo esempio.
    hanno paura della polizia postale.
    hanno paura di perdere i banner.

    non ho c…

  2. Debora | 16 giugno 2009 17:38 | Rispondi

    Ti tocca, sto fiocchetto, Gennaro… :-)

  3. Raffaele Della Rosa | 16 giugno 2009 18:18 | Rispondi

    per quel niente che conta, son d’accordo con te….anche se la vicenda politica iraniana non può essere messa sullo stesso piano delle mutandine di Noemi.

  4. Mauro Pigozzi | 16 giugno 2009 18:49 | Rispondi

    Il problema è che in Italia arriva un’informazione talmente filtrata dai soliti manovratori che anche i più avveduti rischiano di perdere alcune priorità. Prendiamo Cuba: negli ultimi giorni ho letto tre – quattro articoli su Corriere e Repubblica dove i temi erano: la burla su internet al figlio di Fidel Castro e il fatto che sempre più gente sembra che emigri dall’isola in fuga dalla Revolucion, oltre ai soliti articoli anti-castristi e faziosi di Naim sull’Espresso. Nessuna analisi seria e almeno imparziale sul cinquantenario della Rivoluzione, ovviamente…siamo proprio messi male…

  5. Gennaro Carotenuto | 16 giugno 2009 20:20 | Rispondi

    Caro Raffaele,
    in nessun modo sostengo che l’Iran non sia importante. Anzi.

  6. alessandrag | 16 giugno 2009 21:19 | Rispondi

    Già, viene completamente ignorato. Anche dello Sri Lanka ne scrissero poco, però ne scrissero i giornali inglesi e si trovavano parecchie foto in rete.
    Ho chiesto per mail a un amico peruviano che mi spiegasse quello che stava accadendo e mi ha risposto che tutto ha origine dai problemi che il Perù ha con la Bolivia e il Venezuela e che si stanno servendo di Pizango per far sollevare gli indigeni.
    Poi mi ha parlato di 24 poliziotti e 9 indios morti, che come proporzione mi pare strana, ma questa è la versione che gira, e che a causa di questo i peruviani stanno dalla parte del Governo.

  7. Luca Romeo | 17 giugno 2009 12:28 | Rispondi

    Parlare degli avvenimenti che avvengono al di fuori del “flusso” principale è molto importante, personalmente utilizzi le notizie riportate da Gennaro per parlare ai ragazzi della giovanile del mio partito di come l’informazione si focalizzi solo su alcuni temi, e di come venga discriminata in base al luogo geopolitico in cui un dato fatto avviene, ed è molto più facile farlo portando esempi reali, come il sopracitato doppio evento “amazonia-Iran”.

  8. Maurizio Guiducci | 17 giugno 2009 13:46 | Rispondi

    “Libero arbitrio” o libero mercato?

  9. Raffaele Della Rosa | 17 giugno 2009 19:54 | Rispondi

    Il punto è che noi parliamo di verità (non di VERITA’, certamente) di informazione, di lavorio cerebrale, per farci un’opinione, di discussione, di ore di ricerca su internet ed in biblioteca….i mainstreams puntano all’info-entertainment……alla distrazione….all’evasione, all’oblio, a fornire identità stereotipe fittizie (siamo padani, siamo italiani, siamo cristiani cattolici) “inautentiche” che però entrano in noi aderendo alla nsotra forma e dandoci la loro sostanza, come un liquido pervasivo….la lotta in questo momento è impari.

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