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Sull’agenda informativa

Mi si permetta una breve riflessione. L’agenda informativa mainstream è tutta orientata sull’Iran e su Berlusconi. Quella di questo sito da giorni vede al centro i fatti dell’Amazzonia.

Chi stabilisce che la democrazia in Iran sia più importante della democrazia in Perù? Chi stabilisce che i diritti umani in Iran siano più violati che in Perù dove da almeno un quarto di secolo si governa democraticamente ma con un indice di approvazione sotto il 20%? Chi stabilisce che la biodiversità dell’Amazzonia sia meno importante del petrolio del Golfo Persico? Libero arbitrio, può essere. Più semplicemente ognuno ha il proprio specifico.

D’altra parte tocco con mano da anni che se la mia agenda informativa si appiattisce sui temi del mainstream, magari per criticarlo ferocemente, fioccano i contatti, i commenti, le citazioni. Tanto più se ne allontana, e quindi si dota di un’agenda setting originale, tanto più lascia perplessi non i lettori abituali ma quelli border line che tendono a cercare in proporzione maggiore reinterpretazioni dell’agenda setting mainstream e non già una scaletta di priorità, un’impaginazione costruita ex-novo. Come se il giornalismo partecipativo servisse solo a criticare e fosse sorprendente che sollevi temi occultati. E’ evidente che entrambi i campi, la critica e la costruzione di un’agenda alternativa e parallela, sono lo specifico del giornalismo partecipativo. Ma a volte è molto più facile ottenere consensi riprendendo pari pari i titoli del TG1 che avventurarsi nelle selve amazzoniche. Continueremo a farlo.

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