domenica 01 agosto 2010, 05:56

“5 per mille” ai terremotati, solidarietà in disprezzo dell’Italia solidale

La possibilità di donare il “5 per mille” dell’Irpef destinandolo ai terremotati dell’Abruzzo incontrerà il favore immediato di centinaia di migliaia di italiani ma è una fotografia reale del disprezzo del governo per la società civile del nostro paese.

Il cinque per mille è infatti una delle poche maniere partecipative che hanno i cittadini della Repubblica per decidere come viene destinata una parte minima ma significativa (un duecentesimo) delle loro tasse. E’ così che si finanziano associazioni, enti di ricerca, ong, organismi di solidarietà, no profit, terzo settore. E’ così che si finanzia l’AVIS, alla quale migliaia di persone devono la vita attraverso il sangue, oppure l’ANT, l’associazione che si occupa gratuitamente a domicilio dei malati oncologici terminali, supplendo alle carenze della sanità pubblica e alla quale chi scrive fin dall’inizio destina e chiede di destinare il proprio “5 per mille”.

Sull’onda dell’emozione per il terremoto e del facile battage pubblicitario, c’è da giurare che decine di migliaia di italiani svieranno la loro scelta verso il terremoto, partecipando attivamente al sistematico gioco delle tre carte di come il duo Berlusconi-Tremonti sta gestendo i soldi pubblici (vedi crisi economica), spostandoli da qui a là, da lì a sotto, da sinistra a destra riconteggiandoli infinite volte e facendo ammuina come i soldati di Re Franceschiello nella battaglia del Garigliano. Anche stavolta è una partita di giro a costo zero per il governo e i suoi clienti: meno soldi partecipativi alla solidarietà in senso esteso per girarli alla solidarietà ai terremotati (o ai palazzinari?).

Dunque chi sicuramente pagherà per il terremoto in Abruzzo sarà l’Italia solidale. Così l’ANT (o migliaia di istituzioni altrettanto degne) dovrà dare assistenza a meno malati oncologici terminali abbandonando a se stessi gli altri. A voler essere perfidi vi era una soluzione più lineare. Come mai Giulio Tremonti non ha pensato a destinare ai terremotati il negletto “8 per mille” che qualche italiano destina allo Stato? Forse perché così per la prima volta l’8 per mille allo Stato sarebbe entrato in concorrenza con l’8 per mille alla chiesa cattolica destinato in larga parte al sostentamento del clero. Forse perché la protesta della chiesa cattolica avrebbe danneggiato il clima da gigante buono del Mulino Bianco che rimette a posto le casine dell’Aquila con il quale i media rappresentano il “caro leader”, mentre quella di centinaia di piccole associazioni strozzate non farà chiasso.

Silvio Berlusconi lo ha giurato sulle bare dei morti in Abruzzo: “lo stato c’è e non vi abbandonerà”. Per intanto ci sono le tasche degli italiani (la campagna degli SMS alla protezione civile è pervasiva, un Euro e siamo solidali low-cost) e l’occasione col “5 per mille” di dare una mazzata forse mortale a quell’associazionismo solidale che su quei soldi contava.



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  1. Alma Grandin | 12 aprile 2009 10:15 | Rispondi

    Caro Gennaro, grazie per aver ricordato – ed era assolutamente necessario – le finalità del 5 e dell’8 per mille. Chissà quale media avrà il coraggio di sottolineare queste verità. Un abbraccio e Buona Pasqua
    Alma

  2. Raffaele Della Rosa | 12 aprile 2009 12:02 | Rispondi

    Ora sembra stiano progettando anche di indire una nuova lotteria.
    Ovvero per un terremotato ricevere aiuto dipende UFFICIALMENTE dalla fortuna che, come si sa, è cieca.
    L’idea (o meglio l’ideologia, il pregiudizio paleobolscevico) che il soccorso dovrebbe andare principalmente a carico di una fiscalità generale EQUA PROGRESSIVA E TENTACOLARE viene liquidata come una barbarie.

  3. Eliolibre | 12 aprile 2009 15:09 | Rispondi

    Che volete farci cari amici, il gioco delle tre carte è al Governo del Paese. Perciò, o ci ridiamo sopra o ci si rimbocca le maniche per cambiare. E per cambiare non intendo far cadere Berlusconi per sostituirlo con il centrosinistra, è stato dimostrato che questa via è impraticabile. Revoluciòn! Hay que cambiar todo!

  4. Bruno Loffredo | 13 aprile 2009 03:48 | Rispondi

    Parliamo tanto di solidarietà e dell’italiano che in momenti come questi si unisce e partecipa. Ebbene, dal mio punto di vista sembrerebbe giusto non intaccare una fonte di entrata dello Stato (8 per mille), che deve affrontare due emergenze – immediata ed abitativa – (in passato è stato solo “immediata” e gestita male. Emergenze rese fisse, senza apporto di utilità pubblica. E’ vero altresi che le varie associazioni si nutruno di questi contributi per lavorare e progredire nelle ricerche. Ma la solidarietà rimane e deve rimanere tale. In particolare, il sottoscritto è da molti anni un donatore, proprio dell’ANT e non mi sognerei mai di privare l’ente del mio piccolo contributo e di aggiungervi il 5 per mille privatamente, è un pò come donare direttamente ai miei connazionali abruzzesi senza intaccare i proventi “negletti” dello Stato che insieme dovranno formare un più ampio contributo per la ricostruzione delle case e del territorio, nonchè delle opere d’arte. Non è anche questa “Solidarietà”?

  5. Gennaro Carotenuto | 14 aprile 2009 17:09 | Rispondi

    Beh, sembra che qualcosa si muova:

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila-6/polemica-5xmille/polemica-5xmille.html

  6. Bruno Loffredo | 14 aprile 2009 17:42 | Rispondi

    Dopo aver letto questo coro di contrari al 5 per mille sopraffatto dai favorevoli dell’8 per mille, oso avanzare una proposta: visto il poco effetto sonoro nei mesi scorsi circa le ACCISE, perchè non proponiamo di mettere un bell’euro in aggiunta alle tante 10 lire del secolo scorso e anche dell’altro (secolo)?
    Perchè quando si eleva un coro, subito pensiamo alle comunità religiose e di come stringere il cappio? Non sarebbe un bene togliere la sovvenzione ai partiti e all’editoria? Insomma da fare ci sarebbe, solo che in Italia comanda chi grida più forte. Poveri noi!!!!!

  7. Gennaro Carotenuto | 14 aprile 2009 19:45 | Rispondi

    Caro Bruno, qualche anno fa passai un mese e mezzo ospite di un missionario in Brasile. Uno dei periodi più straordinari della mia vita.

    Dell’8 per mille lui sosteneva: “è una truffa, io so di farci cose buone ma il meccanismo resta una truffa”. Quanto ci metterà questo paese che neanche le cose buone (ammesso e non concesso) possono essere fatte con le furbate? Prima o poi il meccanismo truffaldino dell’8 per mille andrà smantellato e sostituito con delle contribuzioni chiare, volontarie e non surrettizie per l’esercizio del culto.

  8. Bruno Loffredo | 15 aprile 2009 03:32 | Rispondi

    Che qualcosa non quadra, ne ho avuto sentore l’anno scorso, quando chiesi all’ANT di sapere se il nostro contributo fosse stato loro accredidato: “Nessuna risposta”. Non è da loro, sono sempre state delle persone gentili. Ebbene, a questo punto io devo presumere che anche se facessimo il contrario con il contributo sull’Irpef, non è che riscuotessimo un grande successo, ….e poi, con questi chiari di luna, da dove tiriamo fuori 8 miliardi di euro (minimo), per far si che la popolazione d’Abruzzo non segua lo stesso destino delle altre popolazioni della Sicilia, Calabria, Campania, Friuli, ecc? Mi rendo conto che tutta questa solidarietà (sia pur consistente) non riuscirà a raggiungere una cifra, non dico sufficente, ma almeno importante per iniziare a dare un pò di sicurezza alla gente di quei luoghi. Attenzione alle iniziative straordinarie, esse fanno presto a diventare ordinarie e quindi l’IRPEF annua che pagheremo, non sarà più il 27, 38, 41 o più per cento. Cerchiamo pure di non rendere poco appetibile gli investimenti in Italia, ci mancherebbe anche questo poi siamo completi. Molti ricchi, anche per loro tornaconto, spesso sono molto generosi, ma guai ad alzare loro l’aliquota di un solo punto, porterebbero subito i soldi all’estero, ritenendolo un furto di Stato. Vorrei porre una domanda fuori luogo: Qualcuno mi sa dire, o almeno ipotizzare, perchè Berlusconi per i redditi del 2008, ha pagato circa 100 milioni di euro in meno? Mi piacerebbe sentirmelo dire da Santoro e/o da alcuni colleghi a lui vicini.

  9. Eliolibre | 15 aprile 2009 09:12 | Rispondi

    Bruno! ma possibile che non capisci? Lo psiconano lo scorso anno ha lavorato per noi trascurando i suoi interssi, ora con questo impegno che si è preso con i terremptati rischia di finire sul lastrico. Propongo di aiutarlo, è ora di finirla di lasciare sole le persone tanto generose come lui….

  10. Bruno Loffredo | 15 aprile 2009 09:25 | Rispondi

    La mia domanda fuori luogo, era ovviamente provocatoria e Gennaro Carotenuto se ne accorto. Ovviamente avrà anche lui la sua versione come ce l’ho io, ovvero: Non è che ci siamo dati la zappa sui piedi”?

  11. Bruno Loffredo | 15 aprile 2009 09:28 | Rispondi

    Correggo: il fabbisogno provvisorio per la ricostruzione in Abruzzo passa da 8 a circa 12 mld di euro.

  12. Eliolibre | 15 aprile 2009 09:47 | Rispondi

    Il mio intervento voleva semplicemente ironizzare sul mancato reddito del nostro Presidente del cosniglio. La questione di come reperire i fondi per l’Abruzzo è invece tutt’altro che da sottovalutare. C’è veramente il rischio che ci si dia la zappa sui piedi, anzi, più che un rischio. Da quando sono al mondo ho sempre visto che le tragedie sono diventate delle vere e proprie manne cadute dal cielo per i soliti furbetti nostrani. Con pantalone che paga sempre diligentemente i conti.

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