Menu 2

Sugli schedatori di professione, il sesso di Carotenuto (sic) e l’antisemitismo

Sento la necessità di elevare al rango di post quanto ho inserito come commento qui.

Il qui presente Gennaro Carotenuto vuole affermare che è stufo marcio di essere messo alla gogna da giorni. Di essere insultato in forma anonima e pubblica, del vedersi dato dell’ "infiltrato", del "manipolatore", di essere "pagato dagli ebbbrei", di "essere complice dei massacratori" e potrei continuare a lungo.

Sfido chiunque a trovare in questo sito una sola parola che non condanni il terrorismo di Stato israeliano.

Detto questo è necessario ribadire quello che dovrebbe essere chiaro a qualunque persona intellettualmente onesta. Che l’antisemitismo è l’archetipo del razzismo insito nella cultura occidentale e che nel suo virus c’è tutto, l’anticosmopolitismo, la reazione, la discriminazione del diverso, a partire dalle donne e che, se  il terrorismo di Stato è un problema dello stato di Israele, l’antisemitismo è un problema nostro, di tutta la cultura Occidentale, non di una parte politica e chi lo nega o afferma che il problema sia superato, sta negando la radice del male.

Ripeto, sfido chiunque a trovare in questo sito una sola parola che non condanni il terrorismo di Stato israeliano, ma quantunque la pensassi esattamente all’opposto, sono gli argomenti e non la delegittimazione, le menzogne, gli insulti e la gogna il mezzo per confutare tesi discordi dalla propria. Sono i fatti, le circostanze, i dati. Alla propaganda per la quale chiunque critica Israele è antisemita si contrappone una inaccettabile chiamata di correo per la quale chiunque non assume posizioni uguali e contrarie è un torturatore e un complice.

Devo tristemente ammettere di avere difficoltà a sopportare ancora per molto tanta pochezza per la quale chi la pensa al 99% in maniera identica alla nostra diventa improvvisamente un essere abbietto da schiacciare, delegittimare, schedare (attenzione a Carotenuto, Carotenuto è ambiguo, infiltrato, leggo in giro, e non da oggi) per quell’1% che ce ne differenzia.

Insieme a tutta la Rete di lettori/autori di Giornalismo partecipativo, Doriana, Raffaele, Annalisa, Fosca, Guido (Dario che lavora dietro le quinte) e tutti gli altri che non riesco a nominare, abbiamo veicolato in questi giorni alcuni documenti tra quelli che di più sono circolati in Rete su quanto sta avvenendo in Palestina, si veda il video sulle marce pacifiste in Israele oppure la traduzione di Paolo Roversi sulla visione di Hamas (che pure mi lascia personalmente scettico) e sono orgoglioso di quanto stiamo facendo, proprio per la pluralità, per il dubbio, per la molteplicità dei contributi e per la partecipazione che prefigura una forma di informazione dove il vento soffia in molte direzioni e non in una sola.

Un’informazione così antitetica e non per questo meno schierata o che fa più sconti rispetto a quella di chi sa sempre tutto, sa sempre chi è l’amico e chi il nemico, cosa è bianco e cosa è nero. Che si chiami Emilio Fede o sia membro dell’ultimo partito comunista sono uguali perché figli di un pensiero unico uguale e contrario, ma altrettanto intollerabile.

Alla faccia dei commissari politici, dei complottisti, degli schedatori di professione e dei kapò.

, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

29 Responses to Sugli schedatori di professione, il sesso di Carotenuto (sic) e l’antisemitismo

  1. Paolo Roversi 9 gen 2009 at 18:30 #

    Mi hai messo sotto la C di Comunista o sotto la R di Roversi? così, tanto per sapere…

    Ti dirò, il tuo articolo sul sesso di Hamas mi ha fatto un po’ incazzare, mentre a Gaza si muore sotto le bombe e si massacrano civili con metodi nazisti:

    “CIVILI BOMBARDATI – Intanto l’Onu rivela che l’esercito israeliano ha ucciso in un bombardamento 30 civili che facevano parte di un gruppo di 110 palestinesi che avevano riunito in una casa di Gaza. «Secondo diverse testimonianze, il 4 gennaio, dei soldati hanno evacuato e raggruppato circa 110 palestinesi in una sola casa a Zeitun (di questi la metà erano bambini) ordinando loro di restare all’interno dell’immobile», afferma l’ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha) in un comunicato. «Ventiquattr’ore più tardi, le forze israeliane hanno bombardato a più riprese quella casa, uccidendo circa 30» persone, aggiunge il comunicato.” (da Corriere.it)

    Cerco di mantenere un pensiero equilibrato di fronte a tanto ORRORE, non penso di boicottare chicchessia, l’economia di guerra israeliana si mantiene con i finanziamenti del governo USA, mi permetto di dissentire sulla ricerca del pelo nell’uovo mentre si versa copiosamente sangue innocente. Forse noi ce lo possiamo permettere, in Palestina no.

  2. Paolo Roversi 9 gen 2009 at 19:21 #

    Detto quello di cui sopra, la stima nei tuoi confronti rimane immutata, ed è bene dirlo con chiarezza in certe occasioni.

  3. subcomandante 9 gen 2009 at 20:20 #

    Ho avuto lo stesso problema sul forum/mailing list di Comunisti Uniti del lazio, accusato di essere un agente del mossad, e addirittura attaccato per il fatto di chiamarmi David(e sì che non ho mai frequentato un tempio di nessuna religione in vita mia, sono ateo figlio di atei ex cattolici)incredibile. Quindi ci metto la faccia e la firma con la mia solidarietà: Io David Troncarelli studente e militante comunista esprimo al mia solidarietà a lei signor professore, e al opolo di gaza martoriato dalle bombe israeliane. Ed esprimo il mio totale dissenso all’antisemitismo strisciante o dichiarato di certe iniziative(come il boicottaggio dei negozi gestiti da ebrei a roma, la mia città).

  4. Vincenza Perilli 9 gen 2009 at 22:26 #

    Ti sembrerà incredibile Gennaro, ma leggo solo ora questo post e tento di riannodare i fili di quanto successo …
    Con tutta la mia solidarietà e stima

  5. foscalontana 9 gen 2009 at 22:45 #

    Caro Gennaro, finora, mi ero astenuta dall’entrare in quella polemica conseguente al tuo post su “Il sesso di Hamas”. Polemica senza senso perché nella maggior parte degli interventi (ad eccezione di alcune/ni), ho intravisto soltanto la caparbia volontà di spostare il conflitto -inteso come esigenza di contrapposizione-sempre e ovunque. Un campo di battaglia. Un campo di battaglia nella battaglia, reale e orrenda del conflitto istraeliano-palestinese. Un ordine simbolico (maschile) del prevalere nella lotta. Del combattimento. La guerra sempre.
    Viceversa (e vi assicuro che non sono per niente miope), negli interventi di chi ‘lottava’ per far prevalere il proprio pensiero, non ho letto nessuna volontà di PACE. Dov’è finita questa volontà?
    Figura del conflitto che, viceversa, non ho trovato nel tuo post e in quello di Enza Panebianco (“La guerra è mancanza” che, con la sensibilità di sempre, hai pubblicato).
    Sei stato accusato di essere un “manipolatore” soltanto perché hai osato affiancare ad Hamas l’aggettivo sessista. E l’ordine simbolico maschile (alla quale ascrivo anche la signora o signorina Forcheri, nonché specularmente, la Tzipi Livni), è insorto. Il pensiero tradizionale, della figura del conflitto, della lotta, del prevalere su tutti (e, specialmente, tutte) ti espelle. Come traditore. Il pensiero tradizionale (maschile) mai si sarebbe aspettato che tu, parlassi di genealogia femminile, anzi, al femminile, denunciando una realtà che precede il/i totalitarismo/smi: il patriarcato.
    Tu ed Enza Panebianco, avete parlato di una mancanza. Avete parlato della differenza. In un momento in cui, la maggior parte di noi, si proietta nell’assoluto.

    Grazie

    • Gennaro Carotenuto 9 gen 2009 at 23:23 #

      Raffaele, non mi ricordo proprio, ma io sono e resto allendista e fidelista.

      Veramente Fosca è Enza Panebianco, nel suo splendido articolo, che ha parlato di queste cose.

      Io ho fatto solo click su “pubblica”, ma ti ringrazio lo stesso perché cogli un punto fondamentale che condivido in pieno.

      E voglio rompere qui anche un altro tabù. I palestinesi per quanto costi ammetterlo, almeno per questa generazione, più in là difficilmente lo sapremo nelle nostre vite, hanno perso. Hanno perso e non importa se hanno ragione o no. Hanno perso.

      I palestinesi, quei bambini per i quali ci indigniamo, quelli che stanno morendo anche in questo momento a Gaza, non hanno bisogno di un generale o di uno sceicco che li conduca alla vittoria (“Intifada fino alla vittoria” ripetono alcuni esaltati qui in Italia anche in queste ore). Hanno bisogno di una classe dirigente che accetti la sconfitta, la gestisca e sappia trovare un futuro il più dignitoso possibile a quel popolo. E se fossero le donne?

  6. Raffaele Della Rosa 9 gen 2009 at 22:47 #

    Caro Gennaro,
    se ben ti ricordi il nostro rapporto iniziò con uno scazzo, e credo anche con un fraintendimento…Allende e Fidel….ne son passati di bit per i cavi da allora….
    una qualità di cui ho assoluta carenza è la pazienza…son così consapevole dell’importanza della pazienza da consigliarla a tutti… :-) :-) :-)
    e quindi la consiglio anche a te.

    Non darei importanza eccessiva a sfoghi che più che con le opinioni politiche hanno a che vedere con strutture della personalità e della comunicazione squilibrate e poco mature.

    Ma che sfaccimme ti aspetti da un paese che ha votato Berlusconi ?
    Tanti Merlau Ponty ? o Russell ?
    Bakunin attaccava nonno Carlo con argomenti fondati (non solo ma anche) sulle origini giudaiche e tedesche di quel pover’uomo che per avere un po’ di capitale se lo dovette scrivere mettendoci quasi tutta una vita, ed oltre tutto faceva la fame e perse 3 o 4 figli ancora fanciulli, morti di miseria.
    E doveva sentire pure certi stronzi che invece di discutere di programmi e teorie strologavano sull’economia senza capirne un tubo.

    Del resto sai benissimo che casini del genere sono scoppiati contro M.Cartosio del manifesto per avere criticato certi aspetti troppo islamici, secondo lei, di certe manifestazioni pro-Palestina.
    Anche lì oltre alle critiche un bel po’ di ingiurie…..
    Siccome l’esistenza di questo sito partecipato anche da molti giovani è un fatto INDISCUTIBILMENTE positivo in termini di formazione al dibattito e di democrazia, il prezzo di aver talvolta a che fare con persone sgradevolissime mi sembra tutto sommato non altissimo.
    Questo il bilancio come appare a me.
    Spero che tu sia d’accordo e che tu lo sia a lungo.

  7. mariarubini 9 gen 2009 at 23:46 #

    Gennaro, grazie per quello che fai. Hai tutta la mia stima e solidarietà. In questi giorni, qui, mi sono espressa più volte e conosci bene la mia posizione. Se ti può confortare sappi che non sei il solo ad essere attaccato ed esser messo alla gogna in privato e in pubblico. Io mi sono presa della filosionista e filoamericana per le mie posizioni espresse. Mi è stato anche detto, pubblicamente, che non conosco la storia della Palestina, e che il mio blog vorrebbe essere di controinformazione ma faccio il gioco degli Usa. Di tornare a studiare la storia e via discorrendo.
    Vorrei chiudere con un mio sfogo dopo il commento di un mio visitatore che si ostinava alla resistenza con e sempre Hamas perchè lì è la resistenza e come comunista sempre e comunque si deve stare con la resistenza. Visto l’attacco pubblico che avevo ricevuto il giorno prima mi sono “sfogata così”.

    Se dobbiamo giocare a chi è più comunista dell’altro e a chi la spara più grossa, sono capace di farlo anch’io. Ma non lo faccio. La realtà è questa: lì un popolo viene massacrato e qui tutti giocano alla strumentalizzazione. Il 17 c’è la manifestazione nazionale organizzata dal forumpalestina. Contemporaneamente si svolgerà un’altra manifestazione ad Assisi. Entrambe usano la protesta strumentalizzandola per questioni politiche e non perchè si vuole fermare il massacro. Io prendo le distanze da quella di Assisi perchè c’è un’equidistanza inaccettabile. Non si può mettere sullo stesso piano Hamas e Israele perchè i crimini di guerra di cui si sta macchiando Israele impediscono alla ragionevolezza di mettere le due parti sullo stesso piano. Dall’altra parte il forumpalestina propone la politica di uno stato per due popoli.
    Premetto che io sostengo quella dei palestinesi perchè è giusto dare voce a loro in questo momento, ma proporre uno stato per due popoli dopo sessant’anni, è una stupidaggine megagalattica. Come vedi, l’ideologia e la politica viene ben prima delle vite umane, per tutti.

  8. mariarubini 9 gen 2009 at 23:47 #

    Ti invito a rileggere il comunicato del grande Ugo Chàvez. Ti garantisco che oggi, in questa sinistra che si è arretrata davvero di non so quanti anni, Chàvez risulterebbe un filoamericano, una sorta di Obama latinoamericano sol perchè ha agito con sani sensi in questa situazione: facendo pressioni all’Ambasciata Israeliana e non proponendo ideologie irrealizzabili, che vanno solo a distruggere del tutto quel povero popolo già martoriato.

    Consiglio, a chi è convinto che la sottoscritta non conosca la storia della Palestina e di Israele, di andare a riguardarsi la storia e la politica di quella terra. Se oggi ha ancora un senso la politica. Se oggi ha un sesno essere di sinistra e non giocare a chi la spara più grossa e a chi è più comunista dell’altro.

  9. Raffaele Della Rosa 9 gen 2009 at 23:49 #

    Potrebbe anche darsi che i palestinesi abbiano perso, non sarebbe la prima volta nella storia, né temo l’ultima.
    Insieme a loro abbiamo perso credo (anche se pagando costi, nell’immediato, infinatamente, incomparabilmente minori) anche noi. Una volta ancora, una volta in più.

    Ed anche noi dobbiamo/dovremmo impararare a gestire l’esperienza delle nostre sconfitte.

    Ma l’ultima parola non è ancor detta.

  10. Maurizio Guiducci 10 gen 2009 at 10:39 #

    Ho solo letto, fin’ora…
    Non ho postato, sulla tragedia del sangue di un popolo, perché è un popolo la vera realtà sotto genocidio, perché c’è chi l’ha fatto meglio e con più frequenza di come l’avrei potuto fare io.
    Però due parole voglio dirle, forse ci distraiamo (e sicuramente col sangue – d’innocenti, ma sotto le bombe tutti sono innocenti e tutti siamo coinvolti “per quanto ci sentiamo assolti” – che gronda non è bene) ma ciò che appare è triste.
    Senza effetti santoni, che nel loro piccolo nei blog succedono: una levata di scudi dei fedeli lettori. Voglio dire, al di là del fatto che io pensi che Gennaro sia stato chiaro, assolutamente non equidistante, il fatto centrale non è se abbia o meno ragione. Se il suo fare informazione possa essere stato in buona fede distraente (ma non certo strumentalmente, allora sono altri in malafede).
    Non è il “paese che ha votato Berlusconi” ma il paese che ha consentito si sviluppasse una cultura che facesse votare Berlusconi che mi agghiaccia. E qui c’è anche chi ha il dogma, senza avere un dogma verso cui riferirsi. Ammesso e (assolutamente) non concesso che i dogmi portino lontano.
    Ma a sinistra, cosa siamo culturalmente diventati? A sinistra, a quella che molti considerano “estrema”, quella in cui mi riconosco?
    Il vizio può essere anche vecchio ma l’impressione è che il vuoto ora dilaghi anche qui, profondo come il pozzo più profondo “ed è questa la tragedia”.
    Se non sono d’accordo, entro in contraddittorio (c’è chi l’ha fatto, per carità), con motivazioni, non taccio l’altro di “nemico”. Quando l’altro palesemente nemico non è. Alla fine altrimenti resto da solo!

    >>>>>>>> continua ->

  11. Maurizio Guiducci 10 gen 2009 at 10:39 #

    >>>>>>>> continua ->

    Il popolo di Palestina ha perso (e se sì è l’iconografia della sconfitta di popoli)? Speriamo resti, un popolo di Palestina. Ma a perdere siamo in tanti, chi nelle strade, chi nelle nostre solitudini chi in quello che altri chiamano vita fallita.
    Le donne? Sì, forse le donne ma probabilmente è utopia come l’Anarchia (non quella di Bakunin, Raffaele). Certo se la “differenza” femminile si fosse potuta palesare non avremmo avuto dei antropomorfi, guerrieri e maschi (ognuno poi lo chiami come vuole), ne’ confini, ne’ guerre ma questo diventa altro discorso.
    Resta il sangue, come sangue. Lo stesso sengue di sempre.
    “Venid a ver la sangre por las calles,
    venid a ver
    la sangre por las calles,
    venid a ver la sangre
    por las calles!” (Pablo Neruda)

  12. andbene 10 gen 2009 at 12:46 #

    Riferisco notizia e mi prendo il tempo per commentarla.
    Naomi Klein chiede il boicottaggio dei prodotti “Made in Israel”

    http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/10/naomi-klein-boycott-israel

  13. Luca Romeo 10 gen 2009 at 13:28 #

    Gennaro “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.

    p.s. Oggi alle 17 in via Etnea a Catania, di fronte alla villa Bellini, manifestazione di solidarietà per le vittime del bombardamento di Gaza.

  14. mariarubini 10 gen 2009 at 14:27 #

    Non solo a Catania, ma in moltissime città grazie al cielo oggi esplode il festival della rabbia degna. Tre giorni fa è partito l’appello internazionale per una mobilitazione internazionale, molti paesei e molti dal basso anche da noi hanno aderito. Moltissime città. ERA ORA!!! che se aspettiamo tutte le teste filosofeggianti di questo paese che lanciano appelli a destra e manca ma non si muove nessuno, lì fanno in tempo a sterminare tutti. Io ho riportato tutto l’elenco delle città, e altre informazioni si trovano sul forumpalestina.
    MOBILITIAMOCI!!!

    e appunto Gennaro, non ti curar di loro, ma guarda e passa.
    Ciao

  15. normanna albertini 10 gen 2009 at 14:35 #

    Carissimo Gennaro,
    ti ho già espresso la mia solidarietà e la ribadisco. Di gente che ha bisogno di nemici e di verità assolute,in giro, ce n’è tanta davvero. Gente che ama perdere tempo a cercare di aver ragione e ai quali non gliene frega niente di chi muore, mentre i giochi che si fanno in alto, sulle loro teste, ripiombano poi sotto forma di bombe sui più miseri dei miseri. A pagina 292 di Specchi, Eduardo Galeano racconta, a suo modo, come sia stata possibile “l’avventura nazista” intitolata “Quanto t’amo”. Da leggere, come tutto il libro. Ovviamente se si ha voglia di riflettere. Ti copio incollo anche questo documento:
    Socializzazione su: fondamentalismi e violenza

    di Comunità dell’Isolotto di Firenze

    Comunicato stampa su Gaza

    La guerra “piombo fuso” è iniziata in giorno di sabato, nella festa delle luci di Hanukkah. Il governo e le forze armate israeliane hanno chiesto e ottenuto dai rabbini l’autorizzazione a violare il “sabato”. Non riguarda solo gli ebrei ma ogni coscienza, religiosa e laica, il fatto che nella catena delle cause di un eccidio ci sia una decisione dei rabbini.
    Lo Stato di Israele ha tutto il diritto di essere rispettato, anche da posizioni differenti o critiche, nel proclamarsi Stato ebraico. Ma ciò pone alcune questioni su cui bisogna interrogarsi allo scopo di alimentare con razionalità critica il nostro impegno concreto per la fine del massacro e per la pacificazione. Per mantenere il suo carattere ebraico, così come oggi viene concepito, lo Stato di Israele non può ammettere una maggioranza non ebraica nei propri confini. Appare così inevitabile il dominio del fondamentalismo religioso e il mito di uno Stato che sopravvive solo grazie alla ragione della forza e alla propria capacità militare. Il dominio del fondamentalismo si accompagna sempre al dominio della violenza.
    (continua…)

  16. normanna albertini 10 gen 2009 at 14:36 #

    La situazione di Hamas è speculare. La società palestinese, che era una delle realtà più laiche nel panorama del mondo islamico, rischia di cadere sotto il dominio del fondamentalismo di cui Hamas è espressione. I due fondamentalismi, quello ebraico e quello islamico si alimentano reciprocamente, così come il mito della violenza sovrana. In Occidente non siamo estranei a una simile tendenza. Sappiamo quanto le nostre società siano influenzate se non dominate da correnti fondamentaliste, sia nel campo religioso sia in quello politico, le quali aprono scenari di scontro di civiltà. Lo afferma anche la Sinistra Cristiana in un documento.
    La nostra speranza è che tanto l’ebraismo quanto l’islamismo, nella cui storia è parte così significativa la componente profetica, diano spazio e voce oggi a tale componente. Saranno così in grado di offrire l’esempio di una fede laica, in dialogo con tutte le religioni e le culture, capace di favorire la rottura della spirale della violenza e il raggiungimento della pace. Il superamento dei fondamentalismi religiosi e delle idolatrie politiche è un problema che mette in questione tutti. Insieme sarà più facile uscirne.
    Firenze 8 gennaio 2008

  17. Iginio Roberto Calamita 10 gen 2009 at 15:57 #

    Stamattina su Prima pagina (radio tre), il giornalista de “Il messaggero” leggeva la notizia di un autista di un camion del ONU morto “per gli spari delle parti contendenti ” o per lo meno questo era il suo commento. Ho fatto caso que un leggero tremolio si sentiva nella sua voce. Scusate la volgarita, ma non vorrei stare vicino alle mutande di quel povero uomo al microfono.
    Siamo solidali anche con i poveri forzati dei nostri grandi giornali… con la tecnologia odierna potrebbero trasmetere comodamente seduti nel water…

    Siamo con te Gennaro.
    Io sempre vivo i paragoni con la mia argentina. Al’epoca del combatimento di Montecingolo, la caserma ataccata dal Erp dove morirono tanti compagni, la direzzione disse che era stata una sconfitta militare ma una vittoria politica. Sicuramente non essistono schede ne dogmi , ne manuali per sentenziare ogni volta. Per essempio , anche il Moncada fu una sconfitta che va ridimensionata con le tante vittorie a posteriori. Ma quando sono solo sconfitte una dietro all’ altra, nemmeno la storia ti puo salvare. Qualcuno debe mantenere la testa fredda per pensare , specialmente dopo la battaglia…

  18. Giaco 10 gen 2009 at 17:03 #

    Gennaro, per quanto possa servire, hai tutta la mia solidarietà. Da quando frequento questo sito ho letto articoli, dialoghi, commenti diversi e completi; ho dibattuto con persone intelligenti e informate e anche se non ho condiviso alcuni di questi articoli o commenti, certamente ho letto punti di vista che mi hanno permesso di guardare oltre quello che appare o che i media generali vogliono che appaia.
    Adesso, non so se la tua posizione ti mette in difficoltà quando qualcuno ti da dell’ambiguo o dell’infiltrato ma, se potessi, ti cosiglierei di fregartene altamente e continuare per la tua strada.
    Questo è quanto ho in parte scritto su un altro post e qui ribadisco.
    Altro punto di tristezza, in questa guerra, è scoprire che anche nelle tre ore di tregua, date per garantire aiuti, ci sono bombardamenti e sparatorie.
    Saluti

  19. antonio.memo 10 gen 2009 at 19:07 #

    Bhe ma scusate, è mai possibile che in Italia su qualsiasi argomento serio si finisca sempre a discettare della posizione o del comunicato di qualche gruppetto marginale? Suvvia sono cazzate queste, per favore. Tenere l’attenzione su ciò che è rilevante è la base primaria di qualsivoglia attività politica o di informazione.

  20. Paolo Camatini 10 gen 2009 at 19:10 #

    mi unisco completamente a tutte le manifestazioni di stima di cui sopra; anch’io non sono molto d’accordo con quanto avevi scritto su Hamas ma non sopporto il clima di acredine e maleducazione che sta pervadendo il blog in questi giorni. Detto questo sono invece d’accordo con te quando scrivi che i Palestinesi hanno perso: ora devono raggiungere un accordo che garantisca la pace e la nascita dello stato di Palestina. Mi viene in mente quello che successe durante l’accordo per l’indipendenza dell’Irlanda quando una grossa fazione criticò il partito di maggioranza per aver di fatto rinunciato all’unità dell’isola; guardate ora che bel paese sono diventati

  21. genseki 11 gen 2009 at 01:07 #

    Gentile Carotenuto,

    intervengo ancora una volta sul suo blog e ribadisco che non condividola sua opinione su Hamas e su quello che sta succedendo. Non capisco la sua insistenza nel denunciare di essere stato insultato per le sue opinioni su quello che sta accadendo a Gaza e francamente avrei preferito che Lei accettasse una discussione sul merito di quanto ha scritto e sulla sua fondatezza politica. Io ho letto molti commenti alle sue idee che contenevano argomenti seri e documentati e che meritavano una discussione. Indignarsi per eventuali insulti mi pare troppo facile. É un atteggiamento che non condivido.
    Credo ancora che di Hamas si possa parlare cercando di superare un po’ gli stereotipi sul fondamentalismo e la condizione femminile. C’è in giro molta documentazione al riguardo e di non difficile accesso. Sarebbe bene anche cercare di superare lo stereotipo di provenienza “Il Manifesto! sulla natura laica e progressista della societá palestinese prima di Hamas. I palestinesi hanno sempre avuto i gruppi dirigenti che hanno potuto e non sono mai stati granché. La corte dei miracoli che circondava Arafat è difficilmente definibile come gruppo dirigente e così magari quello che si insiste a chiamare fondamentalismo rappresenta un lieve progresso in termino di mezzi di legittimazione e capacitá organozzative. Di questi temi sarebbe peró utile discutere e non limitarsi a denunciare eventuali offese.
    Cordialmente
    genseki

  22. mariarubini 11 gen 2009 at 13:13 #

    Gentile Genseki,
    ho letto i commenti dei giorni scorsi e ho commentato anch’io. Non entro nel merito della discussione personale tra lei e Carotenuto, ma ci terrei a dirle che ha ragione quando dice che bisogna superare lo stereotipo del Manifesto, e che c’è in giro molta documentazione. Mi permetto di segnalarLe, se non ha avuto ancora modo di leggerlo, il saggio di Diego Baliani scritto all’inizio dello scorso anno e accessibile on-line solo ora. E’ uno studio molto lucido sulla natura di Hamas e sulla sua vittoria. La situazione non è certo lineare, ma mi sembra che pochi siano lucidi e non ci sia un concreto sforzo per capire cosa sta succedendo.
    Avvertenza: Baliani è dentro le cose militari con una visione occidentale (è coautore della rivista gnosis dei nostri servizi segreti, ex sisde, tanto per intenderci), non è verità scientifica ma di parte e per tali vanno letti. Tuttavia, sin ora, mi sembra il più lucido che ci sia sulla piazza e le vicende di oggi sono il tragico epilogo di un’analisi che lui aveva fatto un’anno fa.
    Io l’ho pubblicato per questo.
    Cordiali saluti
    Maria

  23. Franco Ragusa 11 gen 2009 at 17:49 #

    Caro Gennaro,
    ci conosciamo, telematicamente parlando, da molti anni.
    Non avevo quindi bisogno di questo articolo per conoscere tutto l’impegno che da molti anni di contraddistingue, in senso buono e ampiamente apprezzato.
    Consentimi, però, di difendere anche l’impegno di altri che, me compreso, sulla questione palestinese, la vedono in maniera diversa.
    Ad esempio, c’è differenza tra il condannare e denunziare lo stragismo di stato israeliano e la natura razzista d’Israele?
    Certo che c’è differenza.
    Nel primo caso parliamo di una classe politica al governo; nel secondo di un problema incarnato nella struttura sociale israeliana, con tutto quanto ne consegue anche a livello di iniziative da intraprendere per contrastare uno stato che nasce, per definizione, discriminante e razzista.
    Nel primo caso tutto bene. Nel secondo caso, invece, diversamente da quanto avveniva, ad esempio, per il Sud Africa, si viene accusati di antisemitismo.
    Guai, ad es., ad invitare al boicottaggio contro i prodotti israeliani, perché parte immediatamente l’equivalenza israeliani uguale ad ebrei.
    E’ questa, quindi, è la critica che faccio al tuo articolo sul volantino del sindacato CUB.
    Anche tu hai avallato l’equiparazione Israele, israelitico uguale comunità ebraica romana.
    Concludo qui, rinviando, nel caso avessi voglia di approfondire un altro modo di vedere la questione palestinese, ad alcuni miei link.
    Rimango quindi in attesa di una tua eventuale opinione: anche Franco Ragusa, per quello che esprime, può essere considerato un antisemita?

    Riforme Istituzionali contro ogni forma di razzismo
    http://www.riforme.net/Stop_Racism.htm

    25 aprile: il razzismo ipocrita di chi condanna chi brucia la bandiera israeliana
    http://www.francoragusa.it/opinioni/interni/14-sionismo-ipocriti.html

    Chi bruciava la bandiera nazista era come …
    http://www.riforme.info/editoriali/168-fini-israele

    Se anche il Presidente Napolitano nega l’Olocausto
    http://www.riforme.info/editoriali/8-napolitantoolocausto

  24. emanuele 11 gen 2009 at 18:05 #

    Genseki io non condivido il pensiero del prof. su Hamas più che altro da un punto di vista pratico: si può non condividere l’ideologia di Hamas, ma i palestinesi l’hanno eletto democraticamente e non sta a noi decidere chi sia meglio per loro.
    Del resto furono gli americani e Israele a premere per le elezioni, sperando che il fantoccio Abu Mazen vincesse. Sfortunatamente non è stato così e questo è il risultato: il democratico Israele ha messo l’embargo a 1 milione e mezzo di persone la cui metà sono minori e ora li massacra senza pietà.

    In questo contesto trovo che discettare dell’ideologia di Hamas sia fuori luogo.

    Dopo di che il professore ha ragione a difendersi perchè da qui a dare a Carotenuto dell’agente del Mossad, ce ne corre.
    E’ la stessa logica, ma a aprti invertite, per cui chi parla criticamente di Israele viene tacciato di antisemitismo.
    La critica è legittima, sempre, comunque e verso chiunque, l’insulto non aggiunge contenuti alla discussione.

    Chiaro che anche la critica va supportata con le prove e dati: io non conosco così bene la formazione di Hamas da poter dare un giudizio. Ora però, dopo le critiche del prof. e le risposte di alcuni di voi, mi sto documentando per farmi una mia idea della questione.
    Segno che la contrapposizione dialettica anche aspra (purchè non finalizzata all’insulto e basta) porta dei risultati, nel mio caso, quello di spingermi a cercare di saperne di più.
    Non è poco, mi pare.

    Infine, può anche darsi che documentandomi dia ragione al professore, oppure che mi formi una convinzione contraria. La cosa fondamentale è che non resti nella mia ignoranza perchè finchè non ho tutti i tasselli del mosaico di sicuro avrò un’idea distorta della questione.

  25. Raffaele Della Rosa 11 gen 2009 at 18:14 #

    “Come si può non vedere che quell’indiscutibile diritto degli ebrei alla loro terra è minato innanzitutto dai loro governanti e da chi indulge nella giustificazione della barbarie? Invece di riproporre il solito ritornello di chi è contro e pro lo stato di Israele, di giocare a chi ha cominciato prima, perché non si difendono i principi e gli ideali che sessant’anni fa hanno dato ai sopravvissuti del nazismo un luogo per vivere? E che non avrebbe dovuto toglierlo ad altri.”
    E’ un brano da un articolo di M.Ciotta sul manifesto di oggi.
    E’ su queste cose che prima o poi (ma quando?) varrebbe la pena di fare un po’ di chiarezza…
    INDISCUTIBILE DIRITTO DEGLI EBREI ALLA LORO TERRA ? di quali ebrei di quelli che vi erano nati, che ci vivevano da tempo immemore? o dalla massa che ci venne indirizzata basandosi sull’orribile principio razzista UNA TERRA SENZA POPOLO PER UN POPOLO SENZA TERRA ?

    Sicuramente moltissimi di questi non erano razzisti ma lo era la dirigenza sionista che gestiva tutta la faccenda, Ben Gurion ecc.

    Il luogo per vivere è stato tolto ad altri cara Ciotta, a tantissimi altri…perchè anche se per i nazisionisti i palestinesi non erano un popolo, magari non sono manco persone, ma solo bersagli, i palestinesi erano e sono un popolo.
    Un popolo duro a morire.
    La barbarie è protetta anche dal voler mantenere in vita un’assurda mitologia che, meglio che da altri, è stata demolita da storici israeliani, come, ma non sono i soli, Morris e Pappe, tra quelli editi in Italia.
    Altro è opporsi a chi vede OGGI la soluzione nella distruzione di Israele…ma sicuramente un suo consistente ridimensionamento territoriale è una condizione imprescindibile ad una vera pace.
    Per questo fedeli agli ideali di sessantanni fa i nazisionisti hanno organizzato e portato a termine l’assassinio del primo ministro israeliano Rabin. NON LO DIMENTICHIAMO NOI. SONO BELVE, DELLA STESSA PASTA DEI RIBBENTROPP E DEI GOEBBELS.

  26. raffaele 11 gen 2009 at 19:10 #

    Leggendo gli attachi a Carotenuto, definito “filosionista”, da parte di alcuni commentatori, ho finalmente compreso perchè in Italia ci ritroviamo Berlusconi!
    Grazie ancora a voi estremisti, per l’occasione pro hamas, che ci avete ragalato il berlusca!!!

  27. Giorgio Sabaudo 23 gen 2009 at 21:21 #

    Caro Raffaele,senza fare da avvocato del diavolo..magari il berlusca ce l’avessero regalato gli estremisti,lo credi davvero?sinceramente nella mia individualità in formazione non so,potrei essere pure io un estremista,che so un anarcoinsurezionalista visto l’andazzo generale dei ragionamenti del belpaese..Con questo pure io ho criticato educatamente ,e spiegando il perchè, l’articolo ”Il sesso di Hamas” ma mi sembra che sia fuori luogo e da ignoranti sia il dare del filosionista a Carotenuto che affermare che Berlusconi sia al governo per colpa dei soliti 4 duri e puri.
    Per favore..sarebbe troppo facile!
    Evitando stupide diatribe che non portano a nulla concentriamoci su chi il tempo di ‘cazzeggiare’ al pc non c’è l’ha e su chi sta cercando di ricostruire le proprie case rase al suolo..
    A causa delle elezioni in arrivo in Israele e degli ultimi giorni di Bush più che per causa di Hamas.

Lascia un Commento