giovedì 02 settembre 2010, 18:21

L’incontinenza del cavaliere e quella della stampa di sinistra che si fa dettare l’agenda da Silvio Berlusconi

3c73_1_sbl Oggi tutti i giornali di sinistra e centro-sinistra, Manifesto, L’Unità, Repubblica (e anche gli altri) aprono con l’incontinenza verbale di Silvio Berlusconi, “Barack Obama abbronzato”. Si costernano, s’indignano, s’ingegnano e poi ovviamente gettano la spugna con gran dignità convinti di avere ragione.

E invece no. Hanno torto.

Perché ancora una volta si sono fatti dettare la prima pagina da Berlusconi. Perché si sono abbassati una volta di più al registro buffonesco di Berlusconi invece di obbligarlo ad alzarlo quel registro (pare facile).

Perché potevano aprire su di un altro grande tema, per esempio la macchina indietro (ma aspetto di leggere il testo per un giudizio più compiuto) del governo con il decreto legge sull’Università, oppure su di un altro grande tema, o (non sia mai!) con un’inchiesta originale.

Perché rispetto alle pur vergognose parole su Obama, hanno offerto il destro a Berlusconi perché l’opinione pubblica sempre più narcotizzata e ignorante non capisca e si domandi “ma in fondo che ha detto di male”, quando invece oramai di corruzione non si parla mai. Ci raccontano che affondare sulla corruzione non serve, perché alla gente non interessa più. Invece interesserebbe affondare sul razzismo? In ogni caso fanno vincere sempre lui che per un terzo è un dio, per un terzo è simpatico e solo per quell’ultimo terzo che se la canta e se la suona è un impresentabile.

Perché (giornalisticamente) non riescono a capire che quando un argomento è stato sviscerato in tutte le sue forme non interessa più a nessuno leggersi la mattina dopo montagne di editoriali, più o meno arguti, brillanti, indignati, come se fossimo ancora al tempo di quando non c’era la tivù e i gol al lunedì li vedevi con le vignette sul giornale.

Aprire con lo stesso tema con il quale chiudono i tiggì della notte è rassicurante per i quotidiani, ma non possono non capire che in questo modo sono solo l’ultima ruota del carro informativo che offre solo l’ennesima rilettura di quello che tutti abbiamo già visto (gratis) in tivù e in Internet.

Quanta pigrizia vedo nell’accettare supinamente di essere quell’ultima ruota del carro eppure pretendersi centrali, spergiurare che senza stampa scritta non c’è libertà di stampa, di espressione e quindi o li compriamo o finisce il mondo.

Se non capiscono che devono tornare a fare giornalismo e non fotocopie, se non capiscono che devono essere loro a dettare l’agenda invece di farsela dettare, per obbligare gli altri media a correr loro dietro e i lettori a comprarli, in questo limbo finiranno per morirci davvero.



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RSS Feed for This Post 9 Commenti

  1. luca mastellaro milano | 7 novembre 2008 09:39 | Rispondi

    sottoscrivo in pieno, dalla prima all’ultima sillaba caro gennaro. mi sono sentito molto impotente nel non prestare il fianco alla frase di berlusconi: a casa, al lavoro, guardando i tg, anche quasi al buoncaffè. sembrava quasi che io fossi diventato berlusconiano :-)
    comunque hai centrato il punto, e complimenti per la citazione deandreiana…

  2. Raffaele Della Rosa | 7 novembre 2008 09:44 | Rispondi

    “Perché potevano aprire (omissis…..) con un’inchiesta originale.”

    Eccome no….!!! Ma voi mette’……
    LIBERNAZIONE che esce con un titolo a 9 colonne “Le differenze tra la lingerie della Bachelet e quelle della Fernandez de Kirchner” reportage-inchiesta di Angela Nocioni….specialista di AL

    …un paese in cui anche gli attacchi a Cosentino vengono fatti non attraverso inchieste giornalistiche ma attraverso il copia ed incolla degli atti delle Procure è un paese che ha ancora bisogno di eroi, ovvero secondo Brecht, un paese infelice.

    Ai tempi dei tempi, nel secolo scorso, è esistito un quotidiano, apertamente di sinistra, si chiamava “PAESE SERA”, che, con le proprie inchieste, una su tutte, lo scandalo dell’areoporto di Fiumicino, provocò mal di pancia terribili ai potenti e prepotenti di allora (Giusppe Togni, Randolfo Pacciardi, Giulio Andreotti ecc. ecc.).
    Non solo ma erano le inchieste di Paese Sera a fornire materiale di indagine alle procure, non il contrario.
    Anche i giornalisti, non tutti ovviamente, sono parte della classe dirigente.
    Non mi piace, quando si pensa alla CASTA, che essa debba includere solo i “politici” propriamente detti.
    Anche la nostra stampa offre per lo più un panorama piatto e grigio, francamente noioso.

    Insomma la Washington Post e il Watergate sono lontanissimi dai veltroniani di casa nostra che nel banale elogio della democrazia americana cecano solo un tranquillo approdo che garantisca loro i vantaggi ed i privilegi di un tran tran su cui (spero non per molto ancora)in fondo galleggiano assai confortevolmente.

  3. Luca Romeo | 7 novembre 2008 09:46 | Rispondi

    Giusto ieri guardando una copia de Il manifesto a casa di un amico, per quale motivo un italiano, per quanto di sinistra e comunista, dovrebbe comprare quel quotidiano.
    All’interno si trovano le stesse notizie degli altri giornali, ma con un punto di vista leggermente diverso.
    Bene dirà qualcuno, non si vorrà mica l’omologazione del pensiero unico pure sui giornali (a dire il vero qualcuno al governo la vuole…).
    Poi pensavo a come, all’estero, molti giornali risolvono il problema economico, mandando in pensione il prodotto cartaceo, e concentrando le attenzioni esclusivamente sul servizio via internet.
    Bene, e il manifesto che ha fatto?
    Sono ormai anni che è in crisi, ho scordato perfino quando ha cominciato le varie campagne di raccolta fondi per ” tirare a campare”.
    E quando arriva un terremoto come il taglio dei contributi che fa? Nuova raccolta di fondi.
    Il sito internet è pessimo, aggiornato una volta al giorno, assolutamente non fruibile, tanto che non spunta nemmeno nelle ricerche di news sui mototi di ricerca.
    Anni di crisi alle spalle, e nemmeno un progetto per sfruttare la “gallina delle ouva d’oro” che è la rete.
    L’unica miglioria negli anni è stata la pubblicazione integrale degli articoli, il giorno dopo l’uscita in edicola; se una notizia è già vecchia sul giornale di oggi, figuriamoci dopo 24 ore cos’è…
    Non sento parlare di scoop o di inchieste da parte della redazione del manifesto da… mai che io ricordi.
    Gli unici eventi degni di nota che ricordo sono: 1)lo scalpore suscitato dalla prima pagina “pastore tedesco” 2) l’intervista esclusiva con Giuliana Sgrena, per altro facente parte la redazione, e la cui vicenda era ben coperta anche da altri quotidiani.
    Ah già, qui in sicilia il manifesto stenta ad arrivare, per questo c’è lo sconto sull’abbonamento cartaceo (che ha costi per abbonato notevoli per l’editore) del 50%, e su quello web (costo per abbonato nullo)? Prezzo pieno… misteri dell’economia alternativa?

  4. Freddie Freeloader | 7 novembre 2008 14:08 | Rispondi

    Tutto vero. Però vorrei esprimere un pensiero che mi ha colpito stamani.
    Le elezioni americane non sono certo una vittoria di Veltroni, ed imbarazzante (e un po’ meschino) è a mio parere il tentativo di mettere il cappello sula vittoria di Obama.
    In relazione all’uscita dell’incontinente cavaliere (da pony) berlusconi, però, è innegabile che l’elezione di Obama abbia dei risvolti: confrontiamo il discorso di Obama, in cui si parla di diritti, di solidarietà, di quella politica “alta” che da tempo non si vedeva nel nostro mondo (non solo in Italia), con le liti da cortile di casa nostra, e massimamente con l’infima statura morale del nostro presidente del consiglio è inevitabile che quest’ultima appaia, per una volta, nella sua vera luce, indipendentemente dagli schermi frapposti da una stampa ed una televisione serve, e l’episodio in questione evidenzia ancora questa enorme differenza di statura morale.
    E’ sicuro l’asservimento e la sudditanza della sinistra e della stampa alla musica dello gnomo, ma questo caso, in relazione a quanto dicevo prima, è giusto che questa infinita distanza sia evidenziata, proprio per far capire a qualcuno (a quei pochi che non pensano che berlusconi sia un ganzo perché riesce, alla sua età, grazie al denaro ed al potere, a ottenere dei congressi carnali con belle donne, o perchè almeno riesce a far credere che ciò avvenga), che la politica può essere qualcosa di nobile e bello.

  5. Freddie Freeloader | 7 novembre 2008 14:10 | Rispondi

    Comunque, Obama ci fa capire anche che sarebbe giunta l’ora che una classe dirigente, quella del PD, se ne andasse a casa.

  6. Raffaele Della Rosa | 7 novembre 2008 15:40 | Rispondi

    X Luca Romeo: d’accordo su il manifesto.
    il fatto è che siamo un paese ultracattolico, anche a sinistra. L’eutanasia assistita non è di moda. Anche io sono tra i colpevoli. Sono abbonato all’edizione web ma non la guardo mai. Pallosa, pallosa….
    il mani era nato come fucina d’opinione, “lobby”, mosca cocchiera per influenzare la sinistra-borderline del sindacato e del PCI.
    L’ipotesi è fallita ormai nella notte dei tempi…il collettivo per rimediare ha passato anni a discutere il significato el’opportunità di autodefinirsi “quotidiano comunista”, pensando troppo ( e,credo, anche male) al COMUNISTA e troppo poco (e pure qui assai male) al QUOTIDIANO.
    E così alla fine, che ci siano o non ci siano….

    Immaginati un giornale che vendesse 50/80 mila copie e venisse attaccato in quel modo da un grillo qualsiasi…un putiferio….invece…in mancanza di un valido testamento biologico, siamo tutti un po’ colpevoli di accanimento terapeutico.

    Mi piace molto La Jornada, anche Pagina 12, così come mi piaceva Lotta Continua…insomma formule ed esempi non mancherebbero…la gente, credo, neppure…manca il coraggio, politico e personale, e l’ambiente….
    e poi la supponenza da nobili decaduti, pezzenti sì, ma con la puzza al naso.

    Non so che età tu abbia, ma potresti anche ricordarti IL MALE, i suoi finti numeri di Repubblica Paese Sera….immaginati un finto numero del mani in cui si narra di come la madonna sia apparsa alla Rossanda….insomma manco questo…sono pallosi e supponenti. Tutto sommato, e lo dico col cuore che mi pesa, mi pesa assai….citando Gobetti, “Inutili giovani di molto giudizio”

  7. Luca Romeo | 7 novembre 2008 16:06 | Rispondi

    Sul sito de L’espresso c’è un sondaggio che recita “Cosa può imparare Walter Veltroni da Obama?”
    Io personalmente non ho risposto, perché la mia idea di ciò che può imparare non c’è, ovvero, può imparare a levarsi dai piedi dopo aver perso un’elezione, come ha fatto Gore e Kerry prima dell’eclatante vittoria di Obama (Gore addirittura ha cambiato ambito, dalla politica all’ambientalismo e si pure beccato il nobel), mentre qui in italia Veltroni rilascia interviste come questa: “Ma no, non perdiamo, io sono un ottimista e penso proprio che vinceremo. Sara’ la storia a dirlo…”. Cosi’ Walter Veltroni risponde alla domanda se, in caso di sconfitta alle europee, si dimettera’ da segretario del Pd. “Berlusconi – aggiunge – ha perso due volte, ma e’ rimasto li’ e ha lottato per rivincere. Non capisco questa bulimia della sinistra che divora i suoi leadere. E’ uno – conclude Veltroni – dei motivi per cui la sinistra perde”. Comunque, “e’ un tema che non mi interessa. E poi, cosa fa Berlusconi se perde le elzioni europee, si dimette da presidente del Consiglio?”.

    Meno male che la sinistra fagocita i suoi leader, se no al posto di D’Alema, Veltroni, Rutelli e Prodi presenti sulla s cena dal 1990, cosa dovremmo aspettarci? Ingrao e Napolitano avanguardia degli studenti?

  8. Gennaro Carotenuto | 7 novembre 2008 16:21 | Rispondi

    Per carità Raffaele, La Jornada?

    Credo di aver già raccontato la storia di quella redattrice del Manifesto che definì la Jornada “i nostri fratelli minori” e quando le dissi che avevano molto da imparare mi rispose stizzita che non avevano proprio niente da imparare…

    Anch’io lo dico col cuore molto pesante, ma da quando hanno ricominciato la questua, e pensano di doversi salvare solo con la questua, e che chi li ha letti per tutta la vita sia obbligato ad accettare la questua perché senza di loro finisce il mondo, faccio fatica perfino a comprarli.

    Ditemi voi per esempio perché martedì un lettore avrebbe dovuto spendere CINQUE Euro per uno specialino su Obama dove non c’era altro che una serie di articoli che si potevano trovare ovunque…

    Cinque Euro oggi nelle tasche di molti di noi pesano. Ci fai una cena per quattro persone se t’ingegni.

  9. Luca Romeo | 7 novembre 2008 22:10 | Rispondi

    Oddio, al giorno d’oggi 5 euri li spendi anche senza accorgertene se la cosa per cui li spendi ti piace davvero, ma appunto, deve piacere davvero.
    Personalmente il mio contributo al manifesto l’ho dato completando l’album di figurine che ha pubblicato qualche mese fa; so che molti lo guardano schifato, ma sono un collezionista compulsivo, e le raccolte mi piacciono, e torniano sempre lì, deve piacere.

    Per Raffaele: Sono ancora sotto i 30, non ho memoria dei quotidiani che citi, ho però un vago ricordo di quando Panorama era quasi di sinistra…

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  1. Da Giornalismo, mea culpa necessario - PoliticaLive | nov 7, 2008

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