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Squadrismo, regime e movimento

almirante este_29183101_43050 Siamo alle spranghe tricolori. “Voi a colpi di decreti legge, noi a colpi di spranga”, potrebbe essere lo slogan dei neofascisti ruota di scorta del governo.

Tutti i distinguo, i non siamo negli anni ‘20, i la nostra è una democrazia matura, i siamo un paese dell’Unione Europea, tutte le riflessioni che ci siamo sbrodolati addosso per 14 anni sull’irripetibilità del ventennio, sulla diversità di condizioni, si sciolgono di fronte ad un camion di neofascisti che scendono con le spranghe tricolori e menano a manca e… a manca mentre la polizia guarda altrove.

Hanno un bel dire che il fascismo regime usò poco la violenza, anche se bene ha fatto Walter Veltroni a ricordare domenica Piero Gobetti, Don Minzoni, Giacomo Matteotti. E’ che il fascismo movimento ne aveva usata a sufficienza prima. Basta ricordare gli oltre 2.000 morti (contro una sessantina) del solo 1921. Oggi i TG definirebbero lo stillicidio di 2.000 morti contro 60 come scontri tra opposte fazioni. No, non siamo agli anni ‘20, ma quando qualcuno organizza una squadra di picchiatori, probabilmente li paga, li carica su di un camion e li porta a commettere atti violenti contro una manifestazione pacifica ed autorizzata non stiamo parlando di un episodio normale né di conflittualità normale.

Non serve forse ricordare gli anni ‘70 (nella foto Giorgio Almirante con le spranghe tricolori dell’epoca), non serve ricordare Genova, non serve ricordare come ci siano sempre analfabeti pronti a cadere nelle provocazioni. Basta che nasca un timidissimo movimento di protesta, con ancora scarse possibilità di radicamento, che parla un linguaggio post-politico e che spesso della politica ha solo paura, in un contesto nel quale il governo ha il pieno controllo di tutto, dal parlamento ai sondaggi, perché tutte le strategie della tensione tornino attuali. Nulla è permesso. Nessuna dialettica. I media (anche i suoi) sono ansiogeni e diffondono pessimismo (basterà un decreto per imporre l’ottimismo per legge?). Chi protesta è solo facinoroso. Chi articola una critica mente. Chi lo scrive sui muri va in galera.

Francesco Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle guerre a bassa intensità, l’episodio squadrista di ieri dimostra (e il ricordo di Genova sta lì) che il governo è disposto a delegare l’uso della violenza a formazioni terze che possano fare il lavoro sporco. Non siamo alla Colombia, ma siamo di fronte ad una cultura politica affine.

Silvio Berlusconi in questi 14 anni ha dimostrato di essere un alieno della democrazia, di non conoscerne né riconoscerne forma e sostanza. Ma definire la sua una democrazia del televoto non serve a definire la fase nella quale stiamo entrando. Tra una settimana Mariastella Gelmini calerà dall’alto la sua riforma dell’Università. Seguirà la solita sequenza di strappi. E’ una riforma ancora semisegreta, scritta con pochi amici senza consultare nessuno, non le parti sociali, ma neanche la CUN e chi l’Università la manda avanti. Verrà approvata in nove secondi per decreto legge dal consiglio dei ministri. Poi verrà portata in parlamento dove probabilmente verrà posta la fiducia. Su tutto questo caleranno una valanga di veline da Minculpop che orienteranno l’opinione pubblica contro i reprobi docenti fannulloni, nepotisti e spreconi.

Se tutto va bene, ovvero se si dilungheranno, questo processo si concluderà poco dopo Natale. Ci sarà l’abolizione del valore legale del titolo di studio e molto di peggio. Lo vedremo. Quello che è evidente è che la lotta comincia ora e che la violenza è la più incontrollabile delle varianti da usare contro questo movimento pacifico, di studenti, maestri, docenti, personale amministrativo e chiunque abbia a cuore il diritto costituzionale allo studio. Quando “Il Giornale” la settimana scorsa minacciava gli studenti non scherzava. Sangue freddo ragazzi e, più che mai, occhio ai provocatori e a chi tenta di dividere.

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17 Responses to Squadrismo, regime e movimento

  1. nello69 30 Ott 2008 at 09:09 #

    concordo pienamente con il tuo scritto aagiungerei solo una cosa: appuntamento il 14.11
    a roma per lo sciopero degli universitari.
    questi governanti hanno paura ( anche il centrosx in verità), hanno paura per un motivo molto semplice: i movimenti partono dal basso e sono incontrollabili e mostrano il re per quello che è: è nudo
    in un altro post ti avevo scritto:”immagina se ora la vertenza alitalia fosse ancora in atto cosa sarebbe successo”;bene questa notte, dopo l’aumento di capitale della cai la trattativa si è interrotta: siamo alle comiche finali, di una partita portata avanti senza nessuna programmazione

  2. Flavio 30 Ott 2008 at 09:33 #

    Cosa concludere?
    Che quella italiana non è e non è MAI stata “una democrazia matura”. Ha cercato a volte di esserlo, ma sempre sotto l’Egida (con l’accento sulla E) di un altro paese attento più a mantenere e a ripristinare dove necessario il controllo da parte delle forze conservatrici. Un paese a sovranità limitata, oramai solo al Giornale si preoccuperebbero di negarlo.

    In tutti questi anni la nostra pseudo-democrazia si è fondata, nel suo contorto funzionamento, sulla tecnica della contrattazione tra gruppi di potere, sul compromesso, sull’inciucio. Dopo 60 anni di questo genere di teoria e prassi l’organizzazione dello stato, sia nella forma che nella sostanza, si è formata ad immagine e somiglianza di questo modo di fare, se non di governare.

    Il risultato che vediamo oggi è che un uomo solo al comando, con un ridotto bagaglio di scrupoli e un’enorme valigia di certezze datagli dalla sua formazione di imprenditore di successo ammanicato con chi conta davvero si permette con la coscienza serena di fare ciò che nessuno prima aveva avuto l’ardire di fare.

    Lo stato e la società italiane non sono strutturate o attrezzate per funzionare in modo tale da limitare un governo forte, che decida di governare con i mezzi offerti dalla situazione rimuovendo la fase di trattativa che prima e dopo l’avvio dell’azione legislativa consentiva di arrivare (per quanto faticosamente) a decisioni condivise. E questa la situazione di oggi.

    Il governo attuale ha a sua disposizione un potere mai avuto da altri dopo il 1943, e non teme di esercitarlo.

    Schiacciare l’opposizione e il dissenso, con qualunque mezzo, non solo non è un problema, è un dovere. A prescindere dal fatto che questa opposizione venga dal 5%, dal 49,9%, o dall’80% della popolazione. Il risultato dell’urna ha cresimato l’unto del Signore e questo giustifica di per sè qualunque scelta e azione.

    Sarebbe un’ottima riproduzione di Peròn, se la sua Evita non lo evitasse già da lungo tempo…

  3. nello69 30 Ott 2008 at 11:50 #

    guardate se negli incidenti di ieri c’erano o no gli infiltrati

    http://it.youtube.com/watch?v=dzSs2nCpDsw&feature=email

  4. Luca Romeo 30 Ott 2008 at 12:41 #

    Oggi guardavo la rassegna stampa di skytg24 (che fortunatamente è free) e sullaprima pagina di Liberi, sotto la foto dello squadrone fascista con spranghe titolava “Visto? per questi pacifisti ci vuole la giustizia” di cui ognuno è LIBERO di dare l’interpretazione che vuole: 1)i pacifisti sono quelli coi bastoni, e si cerca di farli passare come fomentatori delle proteste. oppure 2) si giustifica l’uso della violenza contro chi vuole manifestare senza violenza. oppure 3)fascisti e studenti sono tutti la stessa cosa, e tutti in galera devono andare…

    La cosa più triste è che se si andasse al voto vincerebbero ancora loro…

  5. Eliolibre 30 Ott 2008 at 12:58 #

    Io sostengo da tempo che il fascismo è ormai imperante in italia. Qualcuno si ostina a negarlo ma no si possono nascondere verità inconfutabili. Non so cosa deve ancora succedere perchè ci si renda conto della situazione. Il Parlamento conta come l’asse di picche, l’informazione è totalmente nelle mani dei potenti, abbiamo un Presidente del Consiglio che supera a destra i suoi Ministri dichiaratmente fascisti, le forze dell’ordine sono SEMPRE state in mano ai fascisti, dopo la prova del fuoco di Genova ora sanno che possono permettersi di fare tutto ciò che vogliono e basta un timido movimento di protesta perchè le squadracce entrino in azione. Più chiaro di così.

  6. Raffaele Della Rosa 30 Ott 2008 at 13:44 #

    Concordo con tutti gli interventi. A proposito dell’infiltrato. Era, a vedere, dei meno pericolosi.
    Ossia era lì per proteggere i fasci. Mentre uno non può essere, contemporaneamente, luterano e cattolico, nulla vieta che sia, contemporaneamente, sbirro e fascista…anzi…

    Il brutto incomincia quando invece l’infiltrato agisce da “agente provocatore” (v. l’agente segreto di Conrad, 1907) ossia indirizza e dirige le mosse del gruppo in cui è inserito.

    Per questo, contro ogni mania dietrologica e contro-contro-spionistica, raccomando una linea di condotta RIGOROSAMENTE NON-VIOLENTA.

    Non ci pone nella condizione di dover capire se chi raccomanda l’autodifesa “militante” sia o no un agente provocatore, sia o no un compagno in buona fede, di dover investigare e dubitare.

    Pare INNATURALE.

    -Ma che cazzo stai a di’ ?? se i fasci menano je stamo a porgé l’altra guancia ?? !!! ma senti un po’ sto stronzo…ma vaffan…

    Eppure un’organizzazione dotata di una certa efficienza nell’uso delle armi, come le BR, ad esempio, E’ STATA DISTRUTTA, prima che fisicamente, POLITICAMENTE. Nè miglior sorte ebbe PRIMA LINEA, l’ala movimentista dei lottarmatisti.

    Invece un libro come LA STRAGE DI STATO, o i mille e mille video di controinformazione che circoleranno in rete, beh quelli saranno più duri da sconfiggere.

    La lotta per rendere meno schifoso questo mondo è una lunghissima marcia, partire di corsa lascia senza fiato.

    Con tanto affetto.

  7. Raffaele Della Rosa 30 Ott 2008 at 13:51 #

    Ahhh, dimenticavo, quando parlo di non violenza non parlo ASSOLUTAMENTE DI LASCIARSI INGABBIARE in preoccupazioni legalitarie.

    Occupare i binari è non-violento anche se non è legale.

    Da anni a Fort Benning in Georgia, decine di manifestanti violano leggi e barriere, si fanno arrestare ecc. ecc. per rivendicare la chiusura della SOA.

  8. normanna albertini 30 Ott 2008 at 15:21 #

    E’ da tempo che penso e dico che ormai non siamo più in democrazia ed è sicuramente vero che la nostra non è mai stata una democrazia autonoma e libera. C’è sempre stata l’ingerenza di “altri”. Visitare una base americana può aiutare a capire… In più, abbiamo quello “Stato nello Stato” con legami massonici e politici veramente “a piovra” dentro e fuori l’Italia. Gennaro conosce bene la storia dell’America latina; sì, non siamo ancora alla Colombia, e nemmeno all’Honduras, e nemmeno al Guatemala o al Brasile dei fascisti,o all’11 settembre di Allende… Ma quanto siamo lontani? E i metodi suggeriti da Kossiga, quanto sono diversi da quelli usati dalla polizia di quei vari regimi?
    Io ho paura, ormai ho davvero paura, soprattuto perchè non credo nella forza di queste proteste, ho la sensazione che, davvero, davanti ai manganelli e alle botte, agli eventuali arresti, tutto si spegnerà. Qualcuno ha addirittura detto che con le piogge e il brutto tempo tutto si spegnerà.
    E Lui ride. Ha lavorato bene in questi anni. Ora raccoglie.

  9. Livio I 30 Ott 2008 at 19:32 #

    Dai manganelli e alle botte si passa rapidamente alle P38 e così si possono emanare le leggi speciali (come l’USA PATRIOT Act).

  10. Flavio 30 Ott 2008 at 21:03 #

    Ma avete visto il filmato pubblicato da Il Giornale sugli scontri? E’ SPETTACOLARE! http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=scontri_gelmini
    Non si capisce ASSOLUTAMENTE nulla di tutto quello che succede, sono perfino riusciti a non far vedere neanche una delle spranghe tricolori, dedicando parecchi secondi di inquadratura ai sampietrini di Piazza Navona e al Pinocchio di legno strappato ai manifestanti…
    Leggere Il Giornale (specie i commenti dei lettori) è meglio che guardare un TG4 di Fede, se riuscite a riderci sopra…
    E poi parliamo della disinformazione…

  11. Flavio 31 Ott 2008 at 20:21 #

    Il TG1 ha appena diffuso un nuovo (per me) filmato degli scontri nel quale si vede chiaramente che i fascistelli sono fatti oggetto di un lancio di oggetti contundenti (sembravano pietre, bottiglie et similia) e poi di alcune sedie del vicino bar. Il tutto mentre sono ancora lì fermi. Tornerò a guardare il filmato di Repubblica, se ci riesco, perchè lì sembrava invece che si passasse direttamente dall’animata discussione tra due ragazzi all’aggressione del corteo da parte del nucleo fascista.
    Non mi sembra comunque un aspetto marginale perchè significa che qualcuno ha reagito per primo alla provocazione e poi non mi piace essere manipolato, da nessuno.

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