Thursday 09 February 2012, 16:35

Il precedente libico

E’ difficile sapere se Silvio Berlusconi se ne sia reso conto, ma sottoscrivendo gli accordi con Gheddafi in Libia, e riconoscendo al paese nordafricano un risarcimento per “i danni causati dal colonialismo e dalle atrocità commesse dagli italiani”, ha creato un precedente storico per due ordini di motivi entrambi importanti. Per entrambi gli ordini di motivi, che analizziamo di seguito, è possibile che il passo realizzato da Silvio Berlusconi comporterà, di qui a qualche anno, che venga ricordato come una svolta. Forse ci sarà perfino un prima e un dopo di tale riconoscimento per l’intera storia del post-colonialismo europeo.

Il primo ordine di motivi è politico interno. Un governo di destra ammette e mette per iscritto che il mito degli “italiani brava gente” e del colonialismo portatore di civiltà, sono stati sempre e solo pura propaganda. Di fronte al tenace negazionismo dei crimini del colonialismo italiano oggi c’è la sanzione politica: l’Italia ha accettato di pagare un risarcimento. Non avrebbe accettato di pagare senza riconoscere il danno e accettando di pagare ha riconosciuto il danno stesso, peraltro documentatissimo da decenni da storici come Angelo del Boca. Tale atto politico trasforma oggettivamente il dibattito sul colonialismo e l’indulgenza che ha sempre caratterizzato il giudizio dell’opinione pubblica italiana sui nostri crimini.

Da oggi, nel sistema educativo, sui giornali e nei bar di tutta Italia, l’argomento del colonialismo che avrebbe portato vantaggi ai popoli colonizzati non vale più, visto che paghiamo un risarcimento per i danni procurati. Così come non vale più l’argomento degli italiani brava gente, visto che abbiamo riconosciuto addirittura in un trattato internazionale le nostre atrocità. Non è paradossale affermare che un governo di centrosinistra, firmando un accordo analogo, non avrebbe avuto la possibilità di raggiungere tale risultato. Anzi avrebbe scatenato un dibattito nel quale gli argomenti negazionisti e imperialisti avrebbero trovato pieno diritto di cittadinanza.

La seconda considerazione concerne il colonialismo in generale. Il risarcimento italiano, 5 miliardi di dollari in 25 anni, una cifra significativa senza essere esaustiva, è un passo storico nella giusta direzione, ma apre la porta ad analoghe rivendicazioni da parte di tutti i paesi colonizzati verso i colonizzatori. I nostri alleati francesi, inglesi, portoghesi, belgi, non saranno contenti. Il quotidiano algerino El-Khabar si è già espresso in questo senso: «la Francia deve fare con l’Algeria quello che l’Italia ha fatto con la Libia».

E’ stato calcolato che se la Francia volesse restituire all’Algeria quanto ha sottratto in 130 anni di occupazione coloniale, dovrebbe dare per 50 anni il 50% del proprio prodotto interno lordo. Non succederà mai, così come non succederà mai che il Belgio smantelli il proprio benessere creato col genocidio voluto da Re Leopoldo per restituirlo al Congo. Potremmo proseguire, basta pensare all’India e a quanto dello sviluppo e del benessere britannico è stato ottenuto col sopruso.

Non succederà mai, ma possono esserci due conseguenze, entrambe positive. Da una parte si apre la possibilità di tavoli di compensazione analoghi a quello italo-libico. L’opinione pubblica algerina, come abbiamo visto, ne sta già discutendo. In un mondo dove l’unipolarismo sta cadendo a pezzi, altri europei, come ha già fatto Berlusconi, potrebbero essere presto indotti a negoziare. Dall’altro, l’ammissione, anche in ambienti non anticoloniali e non antimperialisti della dannosità del colonialismo, semina la possibilità di riconsiderazioni importanti anche sulla presunta superiorità della civiltà europea che è così intima parte del buon senso comune dell’opinione pubblica del continente, anche rispetto ai fenomeni migratori.

E’ probabile che Berlusconi non si sia voltato indietro a fare tali considerazioni e che abbia solo guardato avanti e a procurare le migliori relazioni politiche ed economiche possibili con la Libia. E’ probabile che non abbia calcolato le conseguenze storico-politiche del suo gesto. Ma bene ha fatto.



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RSS Feed for This Post 15 Commenti

  1. Bruno Loffredo | 1 settembre 2008 16:44 | Rispondi

    Caro Gennaro,
    Ma è mai possibile che non te ne va mai bene una? Si fa l’accordo con la Libia e pensi ai precedenti che si creano per gli altri paesi che all’epoca ci misero le sanzioni. Ci lasciarono l’illusione di avere anche noi un posto al sole diversamente da loro che era dorato. Ora io mi devo preoccupare degli esurpatori della Corsica? o di quanti hanno tratto vantaggi non solo economici? Che facessero anche loro oggi quello che abbiamo fatto noi. Poi a veder bene non è che siamo andati molto male, anzi, alla lunga direi che il futuro sia buono per le future generazioni. Guarda però, tutto ciò, da un punto di vista imprenditoriale e poi mi fai sapere.

  2. Federico Leva | 2 settembre 2008 10:38 | Rispondi

    Sarà, ma non vedo tutte queste discussioni sul passato coloniale: al telegiornale si parla soprattutto della possibilità di pattugliare le coste per ricacciare indietro i clandestini, finalmente, ah, oh!
    Nessuno è sfiorato dal dubbio che forse bisognerebbe aiutare la Libia e l’Africa a ricostruire la propria economia, e che forse dare alla Libia 5 miliardi perché poi li spenda quasi tutti per far costruire un’enorme autostrada ai nostri palazzinari (gli stessi che comprano Alitalia? Una coincidenza?) non è il modo migliore.

  3. dopodomani | 2 settembre 2008 12:22 | Rispondi

    In effetti… cinque miliardi a gheddafi sembra siano stati dati per il petrolio. Non c’è nessuna discussione sul passato coloniale, l’italiano continua a rimanere brava gente.

  4. Gennaro Carotenuto | 2 settembre 2008 12:25 | Rispondi

    mica vero. Veneziani ha scritto perfino un editoriale per dire che non è d’accordo.

  5. Bruno Loffredo | 2 settembre 2008 18:12 | Rispondi

    In genere gli affari si concludono sempre con la reciproca soddisfazione. Ognuno per suo conto ha fatto un affare ed è questa la soddisfazione che si trova e si prova nella conclusione. Per cui io ritengo che sia stata fatta una cosa che doveva essere fatta qualche anno prima, magari si sarebbe limitato più che evitato una invasione con relativi morti. Ma questo è il senno del poi, mettiamoci una pietra sopra e cerchiamo di andare avanti evitando, dove è possibile, inutili prese di posizione. Che Veneziani non sia daccordo, può anche non sorprendermi e tra l’altro, essere daccordo con lui potrebbe anche non essere una buona cosa.

  6. Gennaro Carotenuto | 2 settembre 2008 18:41 | Rispondi

    Che la mia sia una presa di posizione inutile è ovviamente un rispettabile punto di vista sul quale non sono d’accordo. Anche perché forse non la condividi, ma non per questo è inutile.

    In ogni caso l’Italia ha firmato un trattato nel quale accetta di pagare un risarcimento per “i danni causati dal colonialismo e dalle atrocità commesse dagli italiani”.

    E questo è un fatto.

  7. Federico Leva | 2 settembre 2008 21:06 | Rispondi

    Non si può negare che sia un fatto storico (anche se “solo” dal punto di vista formale e ideale; il popolo libico non ci guadagna nulla); ma appunto per questo, si riconoscerà come tale solo fra diversi anni o piú probabilmente decenni.

  8. Bruno Loffredo | 3 settembre 2008 06:55 | Rispondi

    Devo riconoscere che rispetto agli Inglesi e ai francesi, gli italiani pur essendo stati non molto “dolci di sale”, specie in Eritrea e Somalia, oltre a non guadagnarci nulla sembra anche che ci abbiano rimesso molto (in termini economici). Anche in Libia, dove ci concessero di combattere contro i turchi per l’acquisizione della colonia, e Gheddafi ancora non era nato, (tanto per dire quali sofferenze abbia potuto subire lui dalla Turchia e dall’Italia), ci abbiamo rimesso in vite umane e in termini economici. Questi sono altri fatti che vanno considerati. Perchè Gheddafi non ha chiesto alla Turchia i danni di guerra e l’ha chiesto all’Italia? Perchè non chiediamo all’Austria anche noi i danni di guerra? Perchè non chiediamo alla Croazia il risarcimento territoriale e il pagamento di quanto ci hanno umilmente espropriato? mi fermo qui perchè considero questo accordo, al di là delle parole usate nel trattato, equo e non risarcitorio, quindi commerciale. Questo per dire che il polverone alzato poteva essere evitato, tanto più che dall’altra parte si riconosce anche un indennizzo risarcitorio agli italiani che ci hanno rimesso dall’esproprio libico. Poi io credo un’altra cosa, I “paroloni” servono anche a mitigare atti d’insofferenza e acquisizione di consensensi popolari. Quindi Gheddafi e la Libia da un lato e Berlusconi (poteva esserci anche Andreotti) e l’Italia dall’altro, hanno fatto finalmente quello che dovevano. Da quello che leggo in giro, solo in Italia si è gridato al “precedente che si è creato”, perchè la UE non si è mossa? forse perchè non sanno neanche loro come fronteggiare questa immigrazione selvaggia? Allora ben venga l’iniziativa italiana. Chissà se la Spagna, anzicchè ammazzarli, non faccia e copia l’Italia….!!!!

  9. Gennaro Carotenuto | 3 settembre 2008 09:23 | Rispondi

    Bah, se è così non abbiamo nulla da dirci.

    Solo mi preme ricordare il genocidio in Libia della popolazione della Cirenaica, ma ci sono molti libri scritti sui crimini italiani in Libia, oggi sanciti oltre che dalla storiografia dal trattato.

    Non capisco cosa c’entri l’Impero Ottomano e tutti gli altri esempi che fai… ma forse è un limite mio.

  10. Rudi Menin | 3 settembre 2008 14:47 | Rispondi

    D’ altronde erano “solo” 100.000 libici sterminati su una popolazione di 800.000.
    Un piccolo olocausto in cui fu usato anche un gas tossico come l’iprite (gasati come fece il “satana” saddam con i curdi), negato per decenni anche da personaggi definiti maestri del giornalismo come Indro Montanelli. E chissenefrega di una discussione sui misfatti italiani nelle colonie. Fare i conti con la propria storia, ai più sconosciuta, non aiuta a fare propaganda. Meglio continuare nell’ignoranza. In fondo tutti hanno degli scheletri nell’ armadio. Quello che importa sono i “schei” (soldi).

  11. Federico Leva | 3 settembre 2008 15:55 | Rispondi

    Angelo del Boca, nel «manifesto» del 31 agosto 2008 (p. 4), dice che per parlare di riconoscimento degli orrori coloniali è necessario che sia un vero trattato d’amicizia, e non un semplice trattato commerciale: ma figurarsi, il Pd già si lamenta perché l’Italia promettendo di non sostenere aggressioni alla Libia rinuncerebbe alla propria sovranità (impareggiabile Fassino! chisseneimporta se l’articolo 11 della costituzione ci vieta qualsiasi aggressione, che quindi non rientra affatto nella nostra sovranità!).

  12. 1963Max | 8 settembre 2008 22:43 | Rispondi

    Discussione interessante e complessa. L’accordo si può leggere da molti punti di vista: Politica interna ed estera di Tripoli, Interessi economici italiani e non solo con la Libia. Resta sicuramente un fatto nuovo che spero contribuisca ad una pacifica convivenza intorno al mediterraneo. La mia opinione è che le scuse (Anacronistico negare le crudeltà commesse) erano dovute, mentre il risarcimento assume un valore ridotto se messo in relazione con l’interscambio commerciale tra i due paesi e con quello gia corrisposto nel 1957.
    Personalmente ho il rammarico che in questo accordo non si accenni ai 20.000 italiani cacciati nel 70′, i cui beni (400 MLD e contributi previdenziali) furono confiscati come risarcimento per le colpe del governo coloniale. In violazione dell’accordo del 1957 (Trattato Italo Libico del 2 ottobre 1956 convertito in legge nr. 843/1957) e della risoluzione ONU che garantiva gli Italiani di Libia (Ris. ONU nr. 388 del 15 dicembre 1950 in particolare l’art. VI). Lo stato Italiano si è assunto l’impegno con numerose promesse non seguite da fatti concreti con varie motivazioni, anche se il prezzo ricade su 20.000 cittadini colpevoli di essere italiani. Dopo le erronee dichiarazioni di parte italiana in merito alla disponibilità libica a risarcire (questione confusa con quella delle aziende in Libia dopo il 1970), le chiare precisazioni libiche che non vi saranno risarcimenti.L’onere del risarcimento spetta all’Italia per non aver fatto rispettare il diritto internazionale, perchè la costituzione (art 35) tutela espressamente il lavoro italiano all’estero, ed infine perchè per corrispondere irrisori indennizzi falcidiati dalla svalutazione ha chiesto in cambio i diritti sulle proprietà. Per saperne di più http://www.airl.it . Invece per comprendere l’impatto emotivo della vicenda su 20.000 esseri umani ognuno con il suo dramma personale, specialmente sui bambini di allora : http://www.tripolini.it Cordiali saluti Massimo Russo

  13. Allendista94 | 10 giugno 2009 22:21 | Rispondi

    Egregio prosessofe,mi scusi l`ingenuità ma sono d`accordo con lei a metà.
    L`Italia si deve pagare questo risarcimento alla Libia,ma sinceramente è imperativo porre delle condizioni.
    A me sembra unicamente una manovra populista di Silvio Berlusconi,perchè (mi scusi il paragone) è come se gli Stani Uniti d`America donassero a Pinochet i denari di danno che ha provocato il Golpe contro Salvador Allende supportato dagli USA…
    I soldi vengono donati ad un dittatore che mi scusi il termine colorito se ne sbatte i m****i del suo popolo.
    Se l`Italia avesse posto come condizione l`utilizzo di questi soldi in concreti progetti civili per la popolazione ancora danneggiata dal colonialismo italico per una volta seppur controvoglia sarei stato costretto a dire bravo Berlusconi,ma questo non è altro che un “lavaggio delle mani” per benino.
    Vorrei citare come altro esempio del menefreghismo del vostro governo di centro-destra (e c`è da chiedersi il centro dove sia effetivamente) con la questione dei clandestini africani che su gommoni tentano disperatamente l`attracco sul suolo italiano.
    Non so più quale ministro,forse Roberto Maroni (un nome una garanzia) ha firmato proprio con Gheddafi un accordo dove la Libia si impegnava a respingere i migranti.Ebbene,Annesty International ha denunciato estreme violenze sui clandestini,ed ho avuto il “privilegio” di vedere un filmato dove si sparava apertamente su uomini,donne,vecchi e bambini africani che tentavano disperati di iniziare il loro viaggio.ma questi fatti per il governo sono acqua,e continua a lavarsi le mani.Rimane solo da aspettarsi che il sapone finisca!
    Cordiali Saluti

  14. Gennaro Carotenuto | 11 giugno 2009 10:11 | Rispondi

    Caro Allendista, quel che penso di Gheddafi l’ho accennato qui: http://www.gennarocarotenuto.it/7988-a-sassari-danno-la-laurea-honoris-causa-a-gheddafi/

  15. Allendista94 | 11 giugno 2009 22:16 | Rispondi

    Mi scusi,non avevo letto. Effettivamente concordo con il suo punto di vista che ha espresso in quel vecchio articolo,quello che volevo dire non era in fondo tanto legato a Gheddafi quanto alla concretà utilità dei soldi donati oltre alla manovra populista.

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