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Stupri su minori in Brasile: italiani primi

Ci sono cose sulle quali il sangue va agli occhi e non ti va di scrivere in maniera prolissa anche se sai bene che sarebbe più efficace farlo. Ci sono cose per le quali hai voglia solo di travasare bile mista a insulti. Ci sono cose per le quali viene solo voglia di vomitare e per le quali ti trovi a fantasticare di essere in grado di essere violento. Ma sai che saresti comunque incomparabilmente meno violento di loro.

La cosa che più mi causa questo tipo di istinti è il turismo sessuale, innanzitutto quello diretto su minori. Un eccellente articolo di Musibrasil porta una volta di più in luce che gli italiani sono i primi nella nobile arte di prendere un aereo ed andare a stuprare bambini in Brasile piuttosto che in Thailandia.

In questo voglio criticare la terminologia usata da Musibrasil. Il sesso su minori non è mai prostituzione, è sempre e solo stupro e pedofilia.

Un uomo benestante che stupra un bambino povero. Un uomo del primo mondo che stupra un bambino del terzo. A pensarci bene è quello che fanno i funzionari del Fondo Monetario Internazionale tutti i giorni senza neanche slacciarsi la cravatta.

Ebbene sono almeno 80.000 i commercialisti, tabaccai, notai, impiegati, architetti, sficati che dall’Italia (soprattutto dal ricco e cattolicissimo Nordest) partono ogni anno per andare a stuprare bambini nel Nordest del Brasile.

80.000 all’anno è un Boeing737 che parte tutti i giorni dall’Italia portando legalmente a bordo una banda di stupratori. 365 bande di stupratori pedofili italiani invadono ogni giorno il Brasile. Centinaia di altre bande di stupratori invadano la Thailandia ed altri paradisi dell’infanzia. Dall’Italia ma anche da tutto il Nord del mondo. Dalla Gran Bretagna, Canada, Australia, Giappone…

Fin qui la notizia. Sulla pagina di Musibrasil ci sono dettagli sulle iniziative contro il fenomeno alle quali vi rimando. Ma voglio dire che magari chiuderanno questo blog e magari mi arresteranno perfino (mentre invece gli stupratori non rischiano niente) ma dentro mi cova una rabbia così sorda contro questi vicini di casa che magari incrocio nell’androne e che gentilmente mi cedono il passo. Mi cova una rabbia ocsì sorda che vorrei prendere una molotov e dar fuoco all’agenzia che vende i biglietti e voglio mettere una bomba al giorno, una bomba al giorno, nell’aereo che li porta a stuprare bambini brasiliani.  E se qualcuno lo farà per me avrà tutto il mio plauso.

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