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Io sto con Mario Balotelli

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Lo squadrismo subito leggibile nei confronti di Mario Balotelli fin dal fischio finale di Italia-Uruguay è diventata un’alluvione, un pestaggio, una lapidazione collettiva. Ma sì, scarichiamo tutto su di un ragazzo ventitrenne il fallimento totale di una delle principali industrie nazionali: viziato, presuntuoso, immaturo, sfaticato, corpo estraneo e irrimediabilmente negro. Mandiamo lui in miniera e salviamo tutti gli altri. Non importa che il mondo intero disprezzi il nostro calcio, sparagnino, utilitarista, furbo. Non importa l’aver perso tempo per 80 minuti senza mai tirare in porta e l’essere gli unici a non correre e lamentarsi del caldo, se c’è un Balotelli sul quale scaricare le colpe, vero eroe Buffon, vero solone Feltri? A saperlo che andava così, Prandelli e Abete non si dimettevano.

E soprattutto strepitiamo, scandalizziamoci per il crimine di aver provato a difendersi, a dire la sua mettendo a nudo la bassezza dei suoi compagni di squadra. Come si è permesso di uscire dalla parte assegnata? Sono riusciti perfino ad accusare lui di razzismo, un arzigogolo coloniale tipico con il quale l’oppressore incolpa l’oppresso di difendersi (Fanon e cento altri). Non vedo vittimismo nelle sue parole, che scandalizzano un paese ipocrita e con la coda di paglia, e le condivido alla lettera: tutta la mia solidarietà a Mario Balotelli.

PS Il corpo estraneo Balotelli in versione salvatore della patria.

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