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Mondiali 2014: i conti in tasca al Brasile

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La CUT, Central única dos trabalhadores, è, con i suoi sette milioni e mezzo di iscritti, il più importante sindacato del Brasile e dell’America latina ed è chiaro nell’appoggiare la Coppa del Mondo di Calcio in Brasile. Tradizionalmente vicino al PT e al Movimento dei lavoratori senza terra, ha diffuso dei dati che fanno chiarezza su costi e benefici del mondiale 2014. Riporto alcuni dati in maniera schematica rimandando al sito della CUT per maggiori dettagli.

1) I mondiali hanno comportato un investimento pluriennale di 8.5 miliardi di Euro. Nel solo 2013 sono stati investiti 34 miliardi in educazione e 28 in salute. Durante il governo di Dilma Rousseff gli investimenti in salute ed educazione sono stati di 275 miliardi. Pochi o molti che siano i soldi investiti nella Coppa è falso dire che si siano spesi più soldi che in salute ed educazione.

2) La quasi totalità degli 8.5 miliardi di investimenti è sotto tre voci: a) i 12 stadi multifunzionali (che vivono 365 giorni all’anno, solo sognati in Italia): 2,7 miliardi; b) 42 grandi progetti di mobilità urbana (strade, metropolitane…) altri 2,7 miliardi; c) 30 aeroporti rinnovati o costruiti ex novo per 2,1 miliardi.

3) Sia gli stadi che i progetti di viabilità sono stati realizzati in parti quasi uguali con investimenti federali e locali. Gli aeroporti sono stati realizzati al 60% con investimenti privati.

4) La Coppa avrebbe creato circa 100.000 posti di lavoro e 165.000 giovani hanno frequentato o stanno frequentato corsi in turismo. La proiezione di crescita del PIL 2014 legato alla coppa è di 10 miliardi di €. È infine incalcolabile la ricaduta sulla conoscenza nel mondo dell’arte e della cultura brasiliana: soft power.

I dati offerti dalla CUT sono ufficiali e come tali criticabili a patto di metterli a confronto con fatti e non sensazioni e stereotipi. Il Brasile è in campagna elettorale e tutto vale per far fuori il più importante governo progressista al mondo.

Mondiali di calcio: ovunque ma non in Brasile?

 

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4 Responses to Mondiali 2014: i conti in tasca al Brasile

  1. Gianni Fresu 15 Giu 2014 at 11:18 #

    Bravissimo, il tuo lavoro di documentazione è sempre prezioso, specie in questi temi di costante mistificazione interessata.Dopo il Venezuela, le solite agenzie della sovversione reazionaria (“chiavi in mano”) made in Washington, stanno dedicando molta attenzione al gigante che ha avuto l’ardire di creare una forte area di influenza politico-economica in America Latina, sottratta al dominio USA.

  2. Ivan 17 Giu 2014 at 18:36 #

    Non ho elementi per dire se quello che è stato scritto e pubblicato dalla CUT sia vero oppure falso. LA sensazione a dir la verità è che i dati siano più o meno reali. Mi chiedo solo una cosa però: incredibilmente i media mainstream mostrano una protesta che, a differenza di quanto avviene in Venezuela e salvo in rari e futili casi (vedi le interviste rilasciate da Ronaldo e Pelè), viene da sinistra. Movimenti che chiedono una sanità uguale per tutti, più educazione e che protesta principalmente contro capitalismo e FIFA, e i soprusi che questi comportano.
    Credo che sia questo il vero problema. C’è una differenza abissale tra PD e PT, non basta una consonante a descriverne le differenze.

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