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Sugli scienziati condannati per il terremoto de L’Aquila

La notizia della condanna di sette membri della Commissione grandi rischi per «omicidio colposo plurimo e lesioni colpose», in merito al mancato allarme per il terremoto dell’Aquila sta facendo il giro del mondo, lascia costernati e conferma l’assoluta schizofrenia italiana.

Siamo di fronte ad un paese che rifiuta la scienza (definanziandola e opponendovi continuamente veti religiosi fondamentalisti indegni di un paese laico) e, allo stesso tempo, la idolatra arrivando a condannare dei tecnici per non aver previsto un terremoto, forse il primo caso al mondo del genere.

I 309 poveri morti dell’Aquila sono davvero morti perché qualcuno non li ha invitati a scappare? Continuo a pensare che siano morti perché gli edifici dove vivevano non erano antisismici o erano volutamente costruiti male per poter assicurare ai costruttori e ai politici che avevano preso tangenti da questi, maggiori profitti. Continuo a pensare che in Giappone non si vaticinino i terremoti ma si investa per limitarne al minimo le conseguenze.

Mi domando: se hanno condannato Barberi e gli altri a sei anni di reclusione, a quanto dovrebbero condannare i costruttori edili che hanno usato sabbia al posto del cemento? A 6.000 anni?

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