Corte Costituzionale: cos’è la laicità. Un documento imprescindibile
La Corte Costituzionale ha affermato a più riprese che la laicità costituisce un principio fondamentale dell’ordinamento italiano, il quale emerge dal combinato disposto di più norme costituzionali: gli artt. 2, 3, 7, 8 e 19, e consiste nell’equidistanza e nell’imparzialità che lo stato deve mantenere per tutelare la libertà religiosa in un contesto di pluralismo religioso e culturale (Sentenze n. 203/1989; n. 259/1990; n. 13/1991; n. 195/1993; n. 421/1993; n. 334/1996; n. 329/1997; n. 508/2000; n. 327/2002.).
Nella lettura della Corte, e cioè dell’unico organo legittimato a fornire un’interpretazione dei principi costituzionali, il significato del principio di laicità è dunque inequivocabile.
Nonostante questo, però, è diventato di moda nel dibattito politico (e non solo) accreditare una versione della laicità che è stata acutamente definita “confessionalista” (Dieni). Non si nega cioè la vigenza del principio di laicità, né che esso costituisca un fondamento dell’ordinamento costituzionale, ma lo si interpreta alla luce della dottrina della chiesa, che costituisce ovviamente un sistema di valori esterno rispetto a quello statale, finendo con l’attribuire ad esso valenze e significati incompatibili con la nozione che ne ha elaborato la Corte Costituzionale.
Un’interpretazione che ha trovato la più paradossale delle sue espressioni nella sentenza del TAR Veneto, confermata dal Consiglio di Stato, secondo cui il crocifisso “. può essere legittimamente collocato nelle aule della scuola pubblica, in quanto non solo non contrastante ma addirittura affermativo e confermativo del principio della laicità dello Stato repubblicano” (T.A.R. Veneto, sentenza n. 1110 del 17 marzo 2005, punto 16.1). Riecheggiando il linguaggio di Bauman, c’è chi ha suggerito lo stato “liquido” che caratterizza il principio di laicità nell’attuale dibattito politico e nelle sue applicazioni in sede legislativa e giudiziale, per cui esso cambia di significato a seconda del contenitore in cui è versato (Fiorita).
Alla “sana” laicità confessionalista si contrappone poi la sua declinazione peggiorativa, il militante “laicismo” alla francese, che consisterebbe nell’atteggiamento di ostracismo a tutto campo nei confronti del fenomeno religioso. In realtà, il principio di laicità non prescrive affatto in Francia neppure la semplice indifferenza statale al fattore religioso, l’astensione dello stato e l’irrilevanza pubblicistica degli interessi religiosi, dal momento che ben si concilia con una legislazione statale che regola la forma obbligatoria delle associazioni di culto, riconosce con decreto del Consiglio di Stato le congregazioni (che sono necessariamente soggette alla giurisdizione ordinaria) assicura lo svolgimento delle funzioni religiose nelle carceri e negli ospedali, e consente l’obiezione dal servizio militare in ragione delle convinzioni religiose nonché il finanziamento pubblico delle scuole confessionali.
La presenza del papa all’apertura dell’anno accademico viola il principio di laicità, perché, suggerisce un favore da parte dell’istituzione pubblica nei confronti della religione della maggioranza, ed un.legame di reciproca appartenenza dello stato con la chiesa dominante. E’ evidente, infatti, che lo stato laico deve essere, ma anche apparire imparziale per non escludere (neppure visivamente) i gruppi e i soggetti che non appartengono alla cultura dominante, mantenendo un atteggiamento autenticamente pluralista. A meno che, come il crocifisso nelle scuole, anche il papa all’università non assolva la nuova funzione di rappresentante della laicità dello stato.
Susanna Mancini
Professore di Diritto Pubblico Comparato
Facoltà di Giurisprudenza, Bologna
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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- Da E’ cominciata la caccia all’uomo contro i laici: per il Senato Luciano Maiani è indegno di presiedere il CNR | Giornalismo partecipativo | gen 21, 2008
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Alessandro Romano | 21 gennaio 2008 18:47 | Rispondi
non sono totalmente d’accordo con questo documento. o meglio,non lo sono per i toni con cui è stato scritto.
scusate se comincio con una banalità,ma è vera:’in medio stat virtus’.
sì perché,nell’analizzare la vicenda papa vs dip.di fisica,si rischia di cadere nell’errore più ovvio che si potrebbe commettere.
cioé di cadere in una laicità paradossalmente integralista.
il passo da fare per arrivare ad un tacito rinnegamento di tutto il passato di un paese che,la cui tradizione,la cui architettura,la cui cultura in generale,volente o nolente,ha subito una non debole influenza religiosa,potrebbe essere piccolo.
penso che il crocefisso nelle aule pubbliche non sia da condannare,perchè è una delle tante espressioni della cultura del nostro paese. come penso non sia da vietare,alle maestre di religione islamica,l’uso del velo nelle scuole(ricordo il caso della donna marocchina a cui fu vietato uno stage in un asilo nido privato a causa della sua volontà di indossare il velo anche in classe).
proprio in nome di quel pluralismo che si auspica nel documento,ma che non si raggiunge,secondo me,con posizioni così rigide,ma più blande.
e poi,dopo tutto,non vi pare molto esagerato tutto il clamore attorno a questa vicenda?
per l’amor di dio,non voglio dire che non sia degna di cronaca.
più che esagerato,però,mi pare sospetto.
citando il titolo della trasmissione,censurata dopo appena la prima puntata,di sabina guzzanti,non vi pare che queste non siano altro che ‘armi di distrazione di massa’?
vi pare che la vicenda papa vs dip.di fisica davvero sia l’argomento più importante su cui vogliam essere informati oggi?
negli ultimi giorni sono,oppure no,accaduti avvenimenti magari più importanti di questa vicenda? c’è una regione che sta morendo sotto la spazzatura,abbiamo quasi un intero partito politico sotto inchiesta,e un’altra regione che,una sentenza non chiarissima(almeno per me),ha condannato a rimanere agli occhi del mondo,il simbolo di quello che non è,dell’ingiustizia..
Alessandro Romano | 21 gennaio 2008 19:32 | Rispondi
per quanto riguarda la vicenda “presidenza cnr”, sì che è vergognosa…ma avvalora ancora di più la mia tesi.
‘armi di distrazione di massa’.
nelle cosiddette ‘stanze dei bottoni’ vogliono che si parli di questo…vogliono che la gente discuti di questo argomento. e vogliono soprattutto che si divida…
prendono agnelli sacrificali, il prof.luciano maiani in questo caso, da mettere per un po’ di tempo sugli altari per fare vedere a noi, devoti dei talk-show, com’è che funziona.
e quindi anche questa discussione al senato(il NOSTRO senato)non sembra che un nuovo gioco delle parti…una nuova commedia,insomma.