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Joseph Ratzinger il negazionista

Benedetto XVI ha riscritto in Brasile la storia della Conquista: “La religione cattolica non è mai stata imposta dai conquistatori ai popoli nativi del continente americano. Cristo era il salvatore che i loro antenati da sempre anelavano silenziosamente”.

“L’annuncio di Gesù e del Vangelo -ha continuato il papa- non è stato in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu l’imposizione di una cultura straniera”.

Altro che le scuse pronunciate da Giovanni Paolo II per alcuni crimini della chiesa del lontano passato!

Quella pronunciata da Joseph Ratzinger è una tesi negazionista del più grande genocidio della storia, così falsa e fuorviante da fare impallidire. La storia della croce imposta con la spada e dei cento milioni di morti nel primo secolo di evangelizzazione delle Americhe, è fin troppo conosciuta e studiata per temere l’infondato revisionismo ratzingeriano.

Basta citare la fortezza di San Juan de Ulúa, a Veracruz, la porta di accesso al Messico, messo a ferro e fuoco da Hernán Cortés. A San Juan de Ulúa c’è un arco dal quale si vede a destra la cattedrale e a sinistra il patibolo. Decine di migliaia di nativi furono obbligati a scegliere. E molti preferirono la morte alla croce.


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