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La H1N1 in prospettiva. Fuori dall’allarmismo della stampa, dei farmaceutici e dei politici ecco i veri numeri

Che si chiami suina, H1N1 o semplicemente A, sappiamo di cosa si tratta e anche che chi vende il Tamiflu sta facendo affari d’oro. Ma dove viene e dove colpisce lo diciamo con più difficoltà. E’ cominciata dal Messico, va bene. Ma è una cosa messicana? Sappiamo di no, come sappiamo che l’Italia è abbastanza al sicuro e che di suina da noi non si muore. Ma dove ha davvero colpito la maiala? In che percentuale? E chi ha ucciso?

Ci aiuta David McCandless, un visual & data journalist londinese, che vuol dire che col suo blog fa giornalismo con numeri e grafici. David ci permette di andare a fare i conti in tasca alla maiala. In primo luogo vediamo dove ha colpito di più in valori assoluti:

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Noto che tra i primi sei sono presenti paesi di ben quattro continenti. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, e si sapeva, con oltre 43.000 casi. Al secondo l’Australia, e non si sapeva, seguono il Messico, e si sapeva, la Germania (chi ne ha mai parlato?), la Gran Bretagna, e questo ce lo hanno detto, con al sesto posto la Thailandia. Nel sistema mediatico mondiale, la conclusione è mia, c’è stata una sovraesposizione del Messico e una sottoesposizione di Australia e Germania. Ho visto almeno 10 servizi da Londra sull’H1N1 e nessuno da Berlino e mi domando perché.

Ma quanto ha colpito la H1N1 in rapporto al numero di abitanti?

swineflu_sep_2 La prima cosa che notiamo è che spariscono sia il Messico che gli Stati Uniti che sono al 15° posto al mondo per incidenza rispetto alla popolazione. E’ notevolissimo che al primo posto sia l’Australia con un caso ogni 634 abitanti (qualcuno ha previsto due miliardi di vittime…) seguita da Nuova Zelanda e Cile. Fin qui ci siamo, non so se si possa chiamare pandemia ma l’H1N1 sembra davvero una epidemia globale, che tocca soprattutto grandi paesi ricchi dove la gente si muove molto e che per una volta salva l’Africa.

Dove i conti non tornano è quando invece andiamo a studiare il numero dei morti rispetto al numero dei casi. In quanto a mortalità l’H1N1 diventa questione del sud del mondo e in particolare sudamericana. Diamo un’occhiata alla terza tabella:

swineflu_sep_3 C’è un dato particolarmente fuori parametro ed è quel 10.7% di mortalità in Brasile, seguito dal 6.4% in Argentina, quindi dalla Malesia e più lontano da Venezuela e India. Quelli brasiliani in particolare (557 morti per 5.206 infettati) sono dati incomparabili con lo 0.5% di mortalità in Gran Bretagna o lo 0.03 della Francia o gli zero morti per 1.800 casi dell’Italia. E qui la suina torna ad essere una malaria qualsiasi.

La tabella paese per paese può essere consultata sul quotidiano britannico Guardian.

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