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Il Manifesto, ma porca miseria!

Prometto di scrivere presto il post che mi riprometto da settimane in difesa e solidarietà con Il Manifesto. Ma adesso una cosa la devo dire perché un ragionamento più complicato ce l’ho sulla punta della lingua da tempo. Voi e Internet proprio zero! Voi quel 10-20% di ricavi possibili dalla Rete neanche ci pensate a farli. Il Manifesto, con l’Unione Sarda e L’Unità è online dal lontano 1994. Ma mentre il mondo si è evoluto e ha visto la Rete anche come una maniera di lavorare, il Manifesto online puzza di muffa da quel dì.

Guardate nella colonna di sinistra sotto la commovente scritta “non lasciateci soli” (e proprio perché non vi lasciamo soli non fate figuracce).

Bella vignettina di Vauro con Mariastella Gelmini a forma di forbice e promettente scritta: “Blog sulla scuola“. Oibò, penso, il Manifesto online si è mobilitato a tambur battente per essere un punto di riferimento in Internet del nascente movimento contro la distruzione del sistema educativo pubblico, faranno milioni di contatti così. Bravi, evviva… nello spazio del click milioni di idee mi frullano in testa.

Amici, non cliccate… I server del Manifesto ospitano un WordPress basico basico… con il template fatto dalla nonna di Valentino Parlato e tre postini da due righe l’uno, l’ultimo dei quali è del 18 settembre. Ma come? O quel ricchissimo link in home che potrebbe veicolare migliaia di click al giorno lo levate, oppure date subito vita a quello spazio!

Cari amici del Manifesto, mi dispiace dirlo, ma il povero Franco Carlini lo fate rivoltare nella tomba.

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