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E anche per la Grecia “pietà l’è morta”

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Da Vittorio Zucconi in giù, in troppi fanno mostra di cinismo irridendo le file ai Bancomat in Grecia. Ricordo ancora con orrore l’aver assistito al corralito nel 2001 a Buenos Aires, quando i miei amici rischiavano di non poter comprare il pane e di vedersi staccare il telefono o la luce, pur lavorando e avendo un reddito (bloccato in banca). Che quella in fila ai Bancomat sia gente esattamente come noi e ciò non provochi in tanti empatia ma biasimo è un segno dei nostri tempi. È un disprezzo che non parte dai social, come pure si preferisce far credere, ma che discende dai più autorevoli editorialisti, che descrivono i greci con stereotipi degradanti, demonizzando le scelte del governo Tsipras, “levantino”. La mancanza di solidarietà per i greci, come già l’indifferenza alla sorte dei migranti, confermano davvero, con Nuto Revelli, la sensazione che “pietà l’è morta”, e che solo una nuova Resistenza civile a tanta infamia possa salvarci.

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