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L’Ordine dei Giornalisti vorrà 60 crediti di Formazione permanente. Perplessità

odg-tesseraMi scrive l’Ordine dei Giornalisti per comunicare che “tutti gli iscritti, compresi i pensionati” sono tenuti ad acquisire la bellezza di 60 crediti formativi nel corso del prossimo triennio come “formazione permanente continua”. In ognuno dei tre anni si dovranno acquisire almeno 15 CF. Si punterà molto, comunicano, su etica e deontologia e la cosa mi pare meritoria (quantunque l’innovazione…) ma, leggo, «l’inottemperanza comporterà procedimenti disciplinari», che già immagino seriali.
Da docente universitario di una facoltà di Scienze della Comunicazione (e docente di storia del giornalismo) mi pare -se fatta seriamente- una proposta fin troppo impegnativa (corrisponde ad almeno un anno di studi universitari diluiti sul triennio). Ben disposto a mettermi sempre e comunque in gioco ho alcune perplessità: 1) come è stato tarato l’impegno necessario e per ora del tutto vago (“corsi, seminari e altre iniziative”, di prove di verifica nulla si dice). 2) È forse soprattutto una maniera di spurgare le pletoriche liste di iscritti da tutti quelli che non avranno tempo, possibilità e/o voglia? 3) L’Università, nel merito i corsi di scienze della comunicazione, sono per eccellenza i luoghi dell’alta formazione e dell’innovazione. Avrà un ruolo? Se no, perché? E chi la sostituirà? 4) Il business della formazione professionale è un campo minato per costi e deontologia, siamo in salvo?

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