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Come a Guernica: Colombia condannata per bombardamento terrorista

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Nel 1998 l’aviazione colombiana bombardò un gruppo di case nel municipio di Santo Domingo, nel dipartimento di Arauca, assassinando 17 persone, ferendone 27 utilizzando bombe a frammentazione. Dieci delle vittime erano bambini. Oggi la Corte Interamericana per i Diritti Umani ha condannato il governo colombiano per quel bombardamento terrorista per violazioni dei diritti umani.

Il governo di Bogotà, creduto dalla stampa internazionale, per anni aveva incolpato la guerriglia delle FARC del massacro. Poi aveva sostenuto che alcune delle vittime fossero guerriglieri. Quindi aveva accusato le FARC di aver ordito un complotto per screditare l’esercito. Solo nel 2011, 13 anni dopo i fatti e dopo lunghe tattiche dilatorie, la magistratura colombiana aveva condannato il pilota Cesar Romero e il copilota Johan Jiménez dell’elicottero che aveva lanciato le cluster bomb contro i civili a 30 anni di carcere. Nella condanna della CIDH ha avuto un ruolo importante un rapporto dell’FBI che dimostra come il governo colombiano abbia occultato e distrutto prove come le registrazioni delle voci dei piloti allo scopo di occultarne le responsabilità.

Adesso la sentenza della Corte interamericana per i diritti umani afferma che «lo stato non ha compiuto il suo dovere di protezione dei civili e specialmente dei bambini» e obbliga il governo di Bogotà ad organizzare entro sei mesi manifestazioni pubbliche per chiarire i fatti e ammettere le sue responsabilità e ad indennizzare le vittime entro un anno.

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