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Più di 21.000 persone ieri hanno cercato informazione equa sul Venezuela su GennaroCarotenuto.it

Ieri il sito www.gennarocarotenuto.it è andato in tilt per due volte. La notizia sarebbe di nessun interesse se non fosse dovuta al boom di accessi per la pubblicazione di un articolo intitolato Il cattivo esempio di Chávez che, evidentemente, copriva una falla del sistema informativo mainstream, ovvero quella di un’informazione equa sulle elezioni presidenziali in Venezuela, sul presidente Hugo Chávez e sull’America latina in generale. In appena undici ore, dalle 13 a mezzanotte, nonostante il sito sia stato off per circa tre ore , è stato letto, secondo Google Analytics, da 21.094 persone.

Il precedente record fu il 15 aprile 2011 quando 13.887 (in 24 ore) avevano cercato qui informazioni più equilibrate sull’assassinio di Vittorio Arrigoni da parte di estremisti islamisti a Gaza. Sono numeri che competono con quelli di quotidiani di tiratura media e che dimostrano che un semplice blog può sostenere il confronto con questi non solo per autorevolezza ma anche per numero di lettori.

A ciò si sommano gli oltre 2000 che ricevono la newsletter e quelli che ricevono la lista news di Peacelink (l’unica dove da anni per tradizione e stima pubblico) e le molte ribattute su siti e blog a volte con vaste platee. Soprattutto si sommano ben 2.107 condivisioni su Facebook: persone che hanno ritenuto di condividere il mio articolo con loro conoscenti contribuendo alla riscrittura dell’agenda informativa di questi, rifiutando quanto imposto dal mainstream. In questo caso il pezzo sulle elezioni venezuelane è secondo per condivisioni rispetto a quello del maggio 2011 sulla beatificazione di Karol Wojtyla che fu rigirato ben 4.430 volte.

GennaroCarotenuto.it esiste da 17 anni, si paga da solo le spese legali per cause promosse da politici e giornalisti che tentano di mettermi a tacere, risiede da oltre un anno su di un server islandese, paese che offre maggiori garanzie sulla libertà d’espressione rispetto all’Italia, non ha pubblicità per non sottostare alle regole di Google (che voleva censurare per turpiloquio la traduzione di un articolo della BBC!), ed ha un solo preziosissimo collaboratore in Dario Caregnato.

GennaroCarotenuto.it fa, in due parole, “giornalismo partecipativo” e ringrazia tutti, con soddisfazione, per la fiducia (gc)

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