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Chiude Italia.it, Francesco Rutelli non è all’altezza di capire il medium Internet

La notizia è facile da riassumere. Nonostante i 45 milioni di Euro stanziati (90 miliardi del vecchio conio), il portalone turistico italia.it voluto da Francesco Rutelli, ammaina bandiera e chiude per manifesta incapacità di metterlo online.

E’ un fallimento che al di là di ogni altra considerazione sullo spreco di denaro pubblico, è simbolico della specificità e rivoluzionarietà di Internet come medium. Non sono i soldi che fanno il successo di un sito Internet, come accade per il cinema o la tv, è la qualità, lo stare sull’onda, all’avanguardia, quello che conta.

Free software, condivisione, creative commons, social network, partecipazione, non consulenze miliardarie agli amici degli amici. Tra l’altro non si riesce neanche a immaginare come spendere 45 milioni di Euro per un sito Internet. Datene 45.000 di Euro a Dario Caregnato, webmaster di Giornalismo Partecipativo e farebbe sicuramente di meglio.

Bisognerebbe chiedere le dimissioni di Francesco Rutelli, perché buttare nella spazzatura 45 milioni di Euro per fare un sito internet e non essere neanche capaci di tenerlo online, dimostra come minimo l’inadeguatezza culturale del ministro e dei collaboratori che si è scelto. Un vero disastro, una catastrofe che segna una stagione, un governo e una legislatura. Questo paese non innoverà mai con i pellegrinaggi a San Pietro e i Papa Day, ma solo con una classe dirigente completamente nuova. Diranno che è demagogico, populista, qualunquista chiedere le dimissioni di Francesco Rutelli (e con Clemente Mastella saltato e Alfonso Pecoraro Scanio giustamente sulla graticola, sarebbe troppo anche per un governo dalle sette vite come quello di Romano Prodi), ma è innanzitutto doveroso. Rutelli non sei all’altezza. Torna a casa!

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