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A New York si chiamano #OccupyWallSt ma la stampa italiana li chiama #indignados

Se cercate in Twitter #indignados per sapere cosa è successo stanotte sul ponte di Brooklyn troverete una lunga  sequenza di citazioni, quasi tutte in italiano o spagnolo sia di media mainstream che partecipativi. Se invece cercate sul Google news statunitense, scoprirete che l’ultima volta che un media di quel paese ha usato la parola “indignados” è stato lo scorso 23 maggio parlando, che strano, di Spagna.  

Insomma, la logica è quella della semplificazione giornalistica ad ogni costo. Gli indignati di Wall Street non esistono (ma esiste un interessante movimento che Occupa Wall Street, il cuore e simbolo del modello neoliberale che ci sta rovinando la vita) se non nella stampa italiana, combattuta tra il minimizzare dei primi giorni (nessuno può criticare Wall Street), dar la colpa ad Obama, come fa più ridicolo che scandaloso il TG1, oppure coprire ogni battito d’ali di farfalla, a patto che succeda negli IUESEI.

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