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Caro libri e presentismo

Il problema dell’aggiornamento dei libri scolastici ha due facce. Di una (quella degli interessi editoriali) ne parlano tutti i giornali e non è il caso di dire altro. Ma ce n’è un’altra che resta più in ombra. Mi riferisco soprattutto ai manuali di storia, ed è quella di un presentismo esasperato. Non si tratta di privilegiare (parlo di storia contemporanea) il Novecento sull’Ottocento. Si tratta di dover inglobare sempre più elementi di cronaca per poter vendere il… pacco.

Faccio un esempio. I manuali scolastici di Storia Contemporanea dell’anno 2005-2006 dedicavano a papa Giovanni Paolo II più spazio che a tutti gli altri papi della storia. Non parlo a caso, con la mia classe SISS li abbiamo studiati uno a uno e ponderato lo spazio in percentuale. Tutto Pio XII, il papa della Seconda guerra mondiale, del dopoguerra e di millanta altri problemi storiografici fondamentali, in molti manuali ha diritto a meno spazio di quello dedicato agli anni giovanili di Giovanni Paolo II.

L’effetto, grottesco in termini storiografici e soprattutto di insegnamento della Storia, è che, messi di fronte a Karol Wojtyla, Pio IX, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, per gli adolescenti italiani, svaniscono non solo di fronte ai media, ma perfino di fronte alla Storia. Già gli studenti patiscono uno schiacciamento temporale che con difficoltà permette loro di intendere che dalla spedizione dei Mille alla Seconda guerra mondiale passino quasi cent’anni, poi ci si mettono perfino i manuali di Storia a impedire lo studio della prospettiva per rischiacciarli sul presente.

A questo serve un manuale di Storia, scritto in genere da docenti prestigiosi e pubblicato da case editrici importanti? E non è neanche importante -nell’esempio- il tono da “santo subito” che trasuda dai manuali di ogni tendenza, ma è l’infedeltà verso i clienti/studenti e ovviamente verso la Storia a risaltare. Ovviamente i manuali dell’anno 2004-2005, ovvero dell’anno scolastico prima della morte, avevano uno spazio dedicato a Giovanni Paolo II ben più contenuto. E tra dieci anni, ovviamente, Wojtyla, come oggetto di consumo presentista, sarà sloggiato, riproporzionato e ricollocato insieme ad altri papi importanti, e magari sostituito da altri campioni del presentismo del momento.

Serve a vendere? Ovvio, e purtroppo sono sicuro che in molte case saranno stati contenti di vedere che sul manuale scolastico “c’è pure il papa”. Ma vi stanno vendendo fumo.
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