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Service Tax?

In Italia, l’uso di anglismi, possibilmente inventati, è inversamente proporzionale alla capacità degli italiani di parlare le lingue. Però fa fico e Roberto Calderoli ci fa sapere che Giulio Tremonti «Sulla service tax è gasatissimo, gli piace anche il nome». Evviva.

Datemi del radicale, datemi pure del fascista se volete, ma sento l’esigenza di una leggina di un articolo in difesa della dignità del paese: “In ambito di servizi pubblici, governativi, eccetera, non si possono usare termini in lingue straniere, pena l’interdizione perpetua dai pubblici uffici del promotore”. Niente più Ministero del Uelfeir, niente più Service Tax, niente più Authority eccetera. I privati facciano come più gli piace, ma lo stato no.

PS La Service tax farà rimpiangere l’ICI, e non per il nome.

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