Se vi siete commossi per Sakineh Ashtiani perché non vi interessa Teresa Lewis?
Hanno più o meno la stessa età ed entrambe sono accusate di aver ammazzato il marito. Entrambe sono state condannate a morte nei loro rispettivi paesi, lo squallido regime degli Ayatollah iraniani e la grande democrazia statunitense.
Ma mentre per Sakineh Ashtiani c’è stata una campagna mondiale di solidarietà, che potrebbe averle salvato la vita, Teresa Lewis sarà giustiziata nel silenzio giovedì alle 21 nel carcere di Greensville nella Virginia con un’iniezione letale.
Ciò senza che la sua faccia sia esposta su monumenti ed edifici pubblici, senza raccolte di firme e manifestazioni a comando sui grandi media.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
10 Commenti
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Gennaro Carotenuto | 21 settembre 2010 08:21 | Rispondi
Le agenzie ci sono, ANSA, APCOM, Adnkronos…abbiamo fior di inviati negli USA (che hanno di meglio da fare) e nonostante ciò oggi trovo la notizia dell’imminente esecuzione di Teresa Lewis solo in una breve del Secolo XIX di Genova.
E’ proprio una scelta… per Sakineh ci commuoviamo, di Teresa ce ne freghiamo. Meditate gente…
MARCO MILITELLO | 21 settembre 2010 08:54 | Rispondi
Sono due casi tragici indegni di un mondo civile e nel 2010 non dovrebbero esistere orrori di questo genere però una cosa è essere lapidati, altro è perdere la vita con un’iniezione letale. E’ triste ma la stampa non può sposare tutte le cause e oggi fa più orrore l’Iran e le folli “tradizioni” islamiche che non l’America, sbaglio?
Fabio Bovi | 21 settembre 2010 10:44 | Rispondi
LA STORIA DI SAKINEH NON E’ VERA!!!!!!
Leggete qui:
http://www.fabionews.info/View.php?id=9728
Logicamente nessun giornale nostrano si è preso la brigha di smentire dopo aver diffuso false notizie… almeno NOI evitiamo di dare manforte alla disinformazione di massa!!!!
Non permettiamo di essere manipolati a piacimento… cerchiamo di avere spirito critico soprattutto verso le notizie che sappiamo benissimao far comodo ad interessi differenti da quelli “giornalistici”!!
Buona informazione
Fabio
Raffaele Della Rosa | 21 settembre 2010 23:52 | Rispondi
A prescindere da Thierry Meyssan le versioni del governo iraniano, di cui Meyssan si fa convinto portavoce, hanno trovato eco anche sul FATTOQUOTIDIANO…quindi caro Fabio non è vero che nessun giornale italiano ecc. ecc.
L’idea poi che questa signora debba essere rimessa IMMEDIATAMENTE in libertà solo perchè condannata dallo stato iraniano è criticata sempre su quel giornale, critica da me perfettamente condivisa.
MANCO LA REVISIONE DEL PROCESSO….NO LIBERA SUBITO e nel caso, deprecabile, dell’esecuzione, ovviamente SANTA SUBITO !!!!!
Sakineh non è unmilitante dell’opposizione e quindi non si vede quali motivi potrebbero stare alla base di una manipolazione dall’alto del suo processo.
Ammettiamo l’ipotesi che vi siano altri motivi, la famiglia del marito la odiava ecc. ecc., magari una famiglia localmente molto influente….MA QUANTE DONNE IN PAKISTAN, IN EGITTO, IN GIORDANIA IN ARABIA NON VENGONO QUASI OGNI GIORNO VESSATE, UMILIATE, CALPESTATE ED ASSASSINATE ?
E nessuno denunzia…guarda caso si tratta di paesi con governi filoamericani, sarà magari una coincidenza….
Ritorniamo alla lapidazione….forse qui le smentite governative convincono un po’ meno….
Laddove poi la posizione iraniana risulta stomachevolmente inaccettabile è quando prende le difese di Teresa Lewis. PERCHE’ E’ CHIARO PER NON DIRE CHIARISSIMO CHE SI TRATTA DI UNA RIPICCA.
Ovvero NON CI PROVATE NEPPURE A SPUTTANARE NOI PERCHE’ NOI VI SPUTTANIAMO MILLE VOLTE PEGGIO…
Ovvero all’Iran le porcate della giustizia USA non hanno mai interessato finchè non si è verificata l’intromissione.
Politicamente e propagandisticamente comprensibile, MA GUARDA DA CHE PULPITI ARRIVAN LE PREDICHE…ma poco convincente per chi pur non amando gli USA non è comunque disposto a santificare tutti i loro nemici.
Infatti io sono per la cassazione della condanna capitale per entrambe e per tutti i condannati a morte, in qualsiasi parte del mondo.
E SULLA DEMOCRAZIA E LA TRASPARENZA DELL’IRAN CI ANDREI PIANO, PIANO…
Fabio Bovi | 22 settembre 2010 12:53 | Rispondi
Ciao Raffaele,
Se l’articolo de Il Fatto quotidiano di cui parli è in rete sarei molto curioso di leggerlo. Mi Mandi il link?
Io ho trovato sul sito del fatto alcuni articoli nei blog:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/12/lapidate-ladultera/39168/
Altri scritti dalla REDAZIONE:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/il-vaticano-seguiamo-con-attenzione-la-vicenda-di-sakineh-la-donna-potrebbe-essere-uccisa-a-ore/56857/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/l%E2%80%99ultimo-istantedi-sakineh/56786/ (non accessibile ai non abbonati)
Che NON SMENTISCONO ASSOLUTAMENTE la falsa notizia della lapidazione…
Se invece l’hanno smentita nella versioen cartacea (o se mi dson perso l’articolo di cui parli)… non può che farmi piacere e aumentare la considerazioen per questo giornale.
Per il resto non volevo assolutamente santificare l’Iran ma, a prescindere dalla valutazione sulla pena di morte con sedia elettrica, impiccagione o lapidazione… volevo sottolineare la manipolazione mediatica cui siamo sottoposti.
Il fatto che l’Iran poi condanni adesso il caso della Lewis (aggravato dal fatto ch eè mentalmenet malata) è solo una conseguenza degli attacchi mediatici che ha subito, quindi, seppur non siano certo così “santi” da giudicare gli altri (come non lo sono gli USA), è un fatto più che comprensibile (come tu stesso affermi).
Fabio
Gennaro Carotenuto | 22 settembre 2010 13:41 | Rispondi
http://www.gennarocarotenuto.it/13905-teresa-lewis-e-ahmedinejad/
Raffaele Della Rosa | 22 settembre 2010 14:50 | Rispondi
Ciao Fabio,
uno degli articoli, usciti nel corso del tempo, sulla edizione cartacea, a cui mi riferivo era quello sul Fatto di ieri 21 Sett., pag. 17. a firma Massimo Fini ALLORA IO DICO LIBERIAMO ANCHE L’ASSASSINO DI TREVISO….
ho fatto una rapida ricerca in rete ma non è uscito l’articolo, ma molta gente incazzata CONTRO.
Sakineh, santa subito!
Del resto in fatto di mistificazioni e di santità basti pensare a santa Maria Goretti ed a Padre Pio…
Io però sono contro la pena di morte. Comunque somministrata.
Però. ATTENZIONE. Quando si parla di pena di morte, si parla di stati stabili e nella pienezza delle proprie funzioni, di magistrature che celebrano regolari processi.
Casi diversi, in un senso o nell’altro, sono le guerre civili o i processi politici, stile quello di Norimberga….lì quella del processo è solo una forma, una parola, perchè è chiaramente vigente lo stato di eccezione….
Raffaele Della Rosa | 23 settembre 2010 10:06 | Rispondi
Per Fabio e per altri interessati ecco due link al FattoQuotidiano
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/21/allora-io-dico-liberiamo-anche-l%E2%80%99omicida-di-treviso/62796/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/22/%E2%80%9Canche-gli-usa-hanno-la-loro-sakineh%E2%80%9D-cosi-ahmadinejad-fa-la-morale-agli-americani/63238/
Fabio Bovi | 23 settembre 2010 11:43 | Rispondi
Ciao raffaele (e altri interessati
I link sono accessibili solo agli abbonati.
L’articolo di Fini è accessibile su Megachip:
http://www.megachipdue.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/4597-allora-io-dico-liberiamo-anche-lomicida-di-treviso.html
Non volgio sembrare ossessivo ma anche Fini ripete la menzogna della Lapidazione pur smascherando l’ipocrisia e la manipolazione legate alla difesa di Sakineh:
“il rischio è che Sakineh sia condannata alla lapidazione, che è una pena ripugnante”
Per me la “lapidazione” non è un particolare senza significato poichè influisce notevolmente a livello “emotivo” sulle reazioni di chi legge la notizia della condanna a morte.
Chi per primo mette in giro queste menzogne ne è consapevole. Per questo ritengo sia doveroso smentire ANCHE questo particolare.
Grazie
Fabio
Vincenza Perilli | 23 settembre 2010 15:56 | Rispondi
Interessante l’articolo sulle false notizie diffuse sul “caso Sakineh”.
Oltre a Teresa Lewis vorrei ricordare anche un’altra donna, Faith, che rischia di essere impiccata in Nigeria per aver ucciso un uomo durante un tentativo di stupro
Vi lascio questo link:
http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2010/09/sakineh-o-della-guerra-in-nome-delle.html