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Anche Roberto Calderoli ce lo meritiamo

calderoli Mi dicono che né Al Jazeera né altri media arabi abbiano dedicato un solo secondo al "caso Calderoli", che occupa le prime pagine dei nostri giornali come se fossimo sul punto di essere attaccati dalla Libia. Le cose da dire sull’uomo del Maiale day e delle magliette islamofobe sono poche, quattro per l’esattezza, e anche molto chiare, perfino ovvie.

1) E’ divertente vedere come un paese occidentale rifiuti ad un terzo, in questo caso un paese arabo, il diritto d’ingerirsi nei fatti propri ma poi s’ingerisce quotidianamente nei fatti dei paesi arabi, per esempio presumendo di andare a costruire democrazie in Iraq o Afghanistan o stabilendo che per motivi meramente geopolitici la dittatura di Moubarak in Egitto sia una democrazia.

Se la Libia non deve dire della Lega Nord, perché noi riteniamo di avere il diritto di dire di Hezbollah?

2) E’ dubbio che l’ex quarta sponda non abbia il diritto d’ingerirsi nei fatti italiani e dire la propria su chi ci governa, non foss’altro per il genocidio della Cirenaica e altre cosucce che gli italiani non hanno piacere di ricordare. Gli abbiamo mandato Rodolfo Graziani, non possono dire la loro su Calderoli? E poi non fu Silvio Berlusconi a definire Gheddafi, "campione della libertà"? E da un "campione della libertà" non possiamo accettare neanche un consiglio?

3) E’ però evidente che deve essere politica di Stato, indipendente dalle maggioranze, quella di difendere i membri dei governi passati, presenti e futuri da ingerenze straniere. Quindi bene ha fatto D’Alema a difendere Calderoli, nonostante qualcosa strida. Con le dovute differenze, D’Alema avrebbe dovuto per esempio difendere Berlusconi quando è stato attaccato dall’Economist o altri prestigiosi (sic) media e giudicato unfit (inadatto) a governare l’Italia. Per non parlare di una certa ambasciata che sta in Via Veneto… E’ evidente che ci siano due pesi e due misure, gli anglosassoni possono ingerirsi, gli arabi no.

4) La cosa più terribile di questa vicenda è che la Libia ha ragione. Un razzista fanatico, omofobo e sessista come Roberto Calderoli (in calce alcune sue dichiarazioni) non dovrebbe fare neanche l’amministratore di condominio, figuriamoci il Ministro della Repubblica. Gli italiani hanno però perso la capacità sia di scandalizzarsi, sia di lottare contro vergogne come quella di avere Calderoli ministro.

Oramai tutto e normale in questo sciagurato paese e abbiamo bisogno che ci ricordino dalla Libia che così non è: NON E’ NORMALE AVERE CALDEROLI MINISTRO.

Il Calderoli horror show (potrebbe continuare)

«La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni».

«[Quella dei mondiali 2006] è una vittoria dell’identità italiana, di una squadra che ha schierato lombardi, napoletani, veneti e calabresi e che ha battuto una squadra, la Francia, che, per ottenere dei risultati, ha sacrificato la sua identità schierando negri, musulmani e comunisti».

«La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano».

«Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi».

«Andremo a Bruxelles noi padani, porteremo un po’ di saggezza della croce a quel popolo di pedofili!».

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